Autore:
Lorenzo Centenari

PATATRAC! Un crollo annunciato, ma pur sempre un crollo clamoroso. A settembre 2018 le vendite di autovetture calano su base tendenziale (cioè rispetto a settembre 2017) nientemeno che del 25,4%, vale a dire di oltre un quarto. Lo certifica il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: 124.976 unità, 42.500 in meno delle 167.469 unità dello scorso anno. Più contenuto il calo nei primi 9 mesi del 2018: 1.491.261 auto immatricolate contro 1.534.349 di gennaio-settembre 2017, per un gap del 2,8%.

SETTEMBRE NERO Una debacle che era nell'aria, si diceva. Già, perché il 1° settembre sono entrate in vigore le nuove norme di omologazione di consumi ed emissioni (ciclo WLTP): lo spartiacque ha dapprima generato un boom di vendite ad agosto (smaltimento scorte), successivamente ha provocato su settembre un riflesso negativo anche a causa dell’indisponibilità di alcuni nuovi prodotti da parte di determinati marchi. In secondo luogo, la flessione settembrina è figlia di un quadro di incertezza che non risparmia alcun consumatore. I divieti alla circolazione delle auto diesel, una scena politico-economica tutt'altro che rassicurante.

HARAKIRI DIESEL Accennate le cause, analizziamo il mercato. Le diesel bruciano il 38,3% dei volumi e 10 punti di share, fermandosi al 47,9% del totale vendite. Nel cumulato dei primi 9 mesi, le auto a gasolio conservano tuttavia la maggioranza assoluta (quota del 53,3%). Flessione molto più contenuta per i benzina (-6,3% e una rappresentatività che sale al 38,7%), mentre calano del 24,2% le vetture a Gpl e del 62,7% quelle a metano. In controtendenza le auto ibride: grazie a un aumento delle vendite del 28,2%, a settembre superano le immatricolazioni a Gpl e guadagnano una quota del 6,1%. In forte crescita anche le elettriche: +168,7% e uno 0,4% di quota.

A SECCO LE BIG Tra i Gruppi, (molto) male FCA, che perde il 40% in volume e il 6% di quota mercato, ma anche Gruppo Volkswagen (-34,2%) e Gruppo Renault (-45%) non se la passano bene. In crescita solo il marchio Toyota (+5,2%), favorito da una vasta gamma di modelli a propulsione ibrida, inoltre anche Kia (+11,1%), Volvo (+38,9%) e Mazda (+1%). Fiat Panda comanda la classifica con 9.798 immatricolazioni, seguita a distanza da Toyota Yaris (3.463) e Lancia Ypsilon (3.365). Completano la top 5 Volkswagen T-Roc (3.290 esemplari) e Fiat 500 (2.801).

IN SALVO I SUV In peggioramento tutti i canali di vendita: le immatricolazioni ai privati si riducono del 16,3%, ancor più accentuato il calo delle società (-34,5%) e del noleggio a breve e lungo termine (-38%). Calo generalizzato anche in prospettiva segmenti e carrozzerie: nel cumulato gennaio-settembre 2018 rimangono semmai in territorio positivo i segmenti C (compatte) ed F (auto di lusso), i crossover, i fuoristrada e le coupé.

SEDUTA AL RIBASSO Se il mercato del nuovo piange, quello di seconda mano certo non ride. A settembre il mercato delle vetture usate ha segnato una flessione del 7,9%, con 339.354 vetture trasferite al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome di un operatore in attesa della rivendita al cliente) rispetto alle 368.634 del settembre 2017. Nei 9 mesi il calo è del 3,5%.


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