Autore:
Lorenzo Centenari

GLI OCCHI DELLA TIGRE Che azienda sarà, senza Marchionne? Continuità o cambio di rotta? A credere in Fiat Chrysler è senza dubbio il fondo Tiger: specializzato in hedge fund, il comparto guidato dal finanziere Charles "Chase" Coleman ha più che raddoppiato la sua partecipazione societaria, raggiungendo a inizio settembre quota 59,6 milioni di azioni FCA, investendo cioè una cifra di 870 milioni di euro. Alla fine di giugno, Tiger Global Management deteneva poco più di 26 milioni di azioni. 

AL TAVOLO DEI GRANDI La mossa di Coleman (non nuovo a operazioni dalla forte eco mediatica, vedi il recente maxi-acquisto di quote nella società di musica in streaming Spotify) vale ora al fondo Tiger il titolo di quarto maggior investitore di FCA Group (3,06%), alle spalle solo della holding Exor (28,98%), della Casa britannica Baillie Gifford & Co. (4,88%) e di Société Générale (4,28%). Tiger entra così a far parte del manipolo di azionisti FCA oltre la soglia del 3%

UN PARTNER SOLIDO Cosa significa, per il Gruppo italo-americano, la mini-scalata del colosso finanziario newyorkese? Significa che John Elkann e Mike Manley hanno buone ragioni per sorridere, dal momento che Tiger Global è un player internazionale di primo piano che in passato ha garantito ai suoi clienti rendimenti molto alti, attraendo progressivamente l'interesse degli investitori di Londra, New York e delle altre maggiori piazze mondiali. Spalle larghe, insomma.


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