Pubblicato il 01/02/21

NESSUNO HA FATTO MEGLIO In settimana abbiamo pubblicato la notizia che Porsche Taycan ha conquistato 13 record certificati tra le auto elettriche, tra cui la maggiore distanza percorsa in 12 ore e 1.000 km percorsi in poco più di 13 ore. Un record che certo porta lustro alle capacità ingegneristiche della Casa tedesca: nessuno, finora, ha saputo fare meglio e quindi chapeau. Ma i numeri del record fanno anche capire quanto limitate siano oggi gli EV (o BEV, Battery Electric Vehicle, come li si preferisce chiamare ultimamente).

I NUMERI NEL MONDO REALE Mille chilometri in 13 ore? Qualunque agente di commercio sa che non è una percorrenza tanto fuori dall'ordinario: ancor più se pensiamo che tale risultato è stato ottenuto in pista, senza limiti di velocità e senza traffico, con sei piloti a darsi il cambio e quindi azzerando le soste per i bisogni fisiologici. Ad attardare la Porsche Taycan c'erano solo le ricariche. Non lo dico perché si tratti di un risultato eccezionale, ma a me è capitato di percorrere anche 1.500 km in meno di 11 ore, di cui quasi 1.200 fatti in pista con una Maserati e più di 300 chilometri subito dopo, per strada, con la mia vecchia Toyota Yaris. Stancante, ma niente di eccezionale. Avrei potuto farlo con un'auto elettrica? Neanche per idea.

Porsche Taycan in ricarica

SOSTE OBBLIGATE Per me come per molti altri è frequente dover attraversare l'Italia in giornata. Per la mia tratta abituale di 750 km impiego dalle 7 alle 9 ore secondo il traffico, con un'utilitaria a benzina: viaggiando sempre a filo dei limiti e concedendomi meno di un'ora complessiva per le soste. Con un'elettrica, come raccomandato anche dai tutor di Tesla e come confermato dalla nostra esperienza con la Tesla Model S, meglio rimanere ben al disotto dei 130 km/h previsti dal codice (tra 100 km/h e 120 km/h si perdono 100 km di autonomia, dice Tesla) e bisogna mettere in conto soste di - almeno - mezz'ora ogni 200 chilometri o poco più: è la soluzione migliore per ridurre al minimo il tempo di ricarica, visto che gli accumulatori degli EV si riempiono più alla svelta tra il 20 e l'80% della capacità, per poi rallentare sensibilmente.

NON È EQUIVALENTE A UN'AUTO NORMALE L'auto elettrica, oggi, non è una soluzione pratica ed economica, ma una scelta per chi non ha bisogno di coprire lunghe distanze in poco tempo e può permettersi di usare mezzi differenti secondo la situazione. A quel punto, con un garage dove ricaricarla e la prospettiva di poterla cambiare almeno entro la data di scadenza della garanzia, un'EV può anche avere senso.

SCADENZA PROGRAMMATA Perché parlo di garanzia? Perché la batteria è un componente a scadenza, un serbatoio che rimpicciolisce negli anni e, non ultimo, un ricambio costosissimo. Per questo le Case in genere non ne comunicano il prezzo e prevedono coperture ad hoc: in genere per 8 anni o 100.000 km è assicurata un'efficienza superiore al 70%. Volkswagen va oltre, con 8 anni o 160.000 km per un'efficienza superiore al 75% della sua ID.3 (qui la prova su strada): al di sotto della quale interviene gratuitamente sostituendo le celle deteriorate per garantire l'autonomia prevista. Tra 8 anni, certamente, il costo degli accumulatori calerà, ma chi può dire se le batterie di nuova generazione saranno compatibili con le auto di oggi?


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