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Guida Michelin 2011


Avatar di Mario Cornicchia , il 09/12/10

10 anni fa - Rimangono sei i tre stelle italiani, ma della Guida Michelin 2011 è interessante anche la parte bassa della classifica

Rimangono sei i tre stelle italiani, contro i 26 tristellati francesi, ma della Guida Michelin 2011 è interessante anche la parte bassa della classifica, con cucina curata al giusto prezzo.

PIOGGIA DI STELLE È l’edizione più stellata con 325 stelle per 276 ristoranti sui 2313 valutati dagli esperti del Bibendum, ma rimangono sei i migliori ristoranti italiani secondo la 56esima edizione italiana della Guida Michelin 2011 in vendita a 22 euro: Al Sorriso a Soriso (Novara), Dal Pescatore a Canneto sull'Oglio (Mantova), Le Calandre a Rubano (Padova), Enoteca Pinchiorri a Firenze, La Pergola a Roma e Da Vittorio a Brusaporto (Bergamo). Invariato anche il numero dei due stelle con 37 ristoranti ma è un pareggio, con due novità in entrata (e due uscite), mentre aumentano a 233 i monostellati rispetto ai 229 del 2010, tra cui 32 novità.

POLENTONI AL TOP La Lombardia, secondo la Guida Michelin 2011, è la regione italiana più stellata, con 52 ristoranti. Dei sei tre stelle, due sono lombardi: Da Vittorio, novità tristellata del 2010, e Dal Pescatore. Cinque i ristoranti a due stelle e 45 con una stella. Con un tre stelle, Al Sorriso, dopo la Lombardia viene il Piemonte, seconda regione per numero di ristoranti stellati, con 37 locali, ma prima per numero di novità con sei nuovi ristoranti neostellati.

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BOLZANO UBER HALLES La 56esima edizione italiana della Guida Rossa Michelin premia Bolzano come provincia più stellata con 15 ristoranti (3 due stelle e 12 con una stella), a quasi pari merito con Cuneo per numero di stelle che offre però solo due ristoranti a 2 stelle e 13 con una stella. Napoli bilancia la partita sulla gastronomia mediterranea, terza provincia italiana con 14 stellati, 4 due stelle e 10 con una stella.

ESTEROFILI Gli ispettori della Guida Michelin Italia sono tutti italiani e coordinati da un redattore capo italiano, ma viene da chiedersi come mai proprio Bolzano, non proprio un campione rappresentativo della cucina italiana, sia la provincia più stellata. I parametri utilizzati dagli ispettori (vedi tra le correlate la testimonianza di uno di loro) forniscono un quadro completo e articolato della qualità di un ristorante: qualità delle materie prime, personalità dello chef, padronanza dalle tecniche e abbinamenti, continuità nel rendimento e rapporto qualità/prezzo. Però viene sempre da chiedersi come mai la Francia conti 26 ristoranti tristellati, seguita dalla Germania (tre nuovi per l’edizione 2011) e poi dai nostri sei tristellati. E come mai la guida Michelin New York 2011 conti cinque ristoranti a tre stelle di cui tre con cucina francese (il quarto è definito cucina American/French, il quinto è giapponese), ora che a New York è diventato perfino difficile trovare un ristorante francese sostituito spesso da un ristorante italiano.

IL MASSIMO AL MINIMO Campanilismo e contro-campanilismo a parte, molto interessante della Guida Michelin è la parte bassa della classifica, quella che riguarda i 233 monostellati, che in genere propongono una cucina curata e spesso attenta alla origine territoriale, i 534 ristoranti dove si mangia con meno di 23 euro contrassegnati, sulla guida dal simbolo delle monetine, e i 235 Bib Gourmand, che propongono una cucina di qualità, spesso a carattere tipicamente regionale, con un menù completo a meno di 30€ (35€ nelle città capoluogo e turistiche importanti). Indicazioni preziose per mangiare bene al giusto prezzo. Evitare anche un solo pasto indigesto vale i 22 euro investiti nella Guida Michelin.

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Pubblicato da M. A. Corniche, 09/12/2010
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