Autore:
Lorenzo Centenari

PREMESSA No, non fraintendete. L'uso improprio del cellulare mentre si guida è un comportamento a rischio. Sempre, sempre, sempre. Per la propria patente, ma ancor di più per la incolumità vostra, e di quella di coloro che condividono con voi la strada in quel momento. Esistono ormai fior di statistiche e di studi scientifici che dimostrano il potere devastante della distrazione dovuta a una chiamata, un messaggio di WhatsApp, peggio ancora un selfie da postare sui social network. La manovra 2018 ha inoltre escluso l'auspicata misura del ritiro immediato della licenza di guida, e in materia di cultura della mobilità non è certo un passo avanti. Detto questo, oggi trattiamo un caso particolare: quello in cui l'utilizzo dello smartphone è permesso. Rassegnatevi, le eccezioni sono rarissime, oltre che in buona parte arbitrarie. Ma proprio a scanso di equivoci, le riportiamo.

AGENTE IN SERVIZIO Vediamo dunque in quali casi è possibile guidare con il cellulare senza incorrere nella sanzione. Il Codice della Strada prevede innanzitutto delle eccezioni per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e delle Forze dell'ordine: Polizia municipale, Polizia di Stato, Guardia di finanza, Polizia penitenziaria, Vigili del fuoco, Croce rossa italiana, Corpo forestale, Protezione civile. Chi appartiene ad uno di questi corpi, ha facoltà di usare il cellulare. Ma esclusivamente per ragioni di servizio: se un poliziotto o un vigile del fuoco vengono sorpresi a telefonare alla moglie o a messaggiare agli amici, è a sua volta passibile di multa.

É UN'EMERGENZA! Poiché è poco probabile che facciate parte di un corpo di polizia, passiamo invece all'altro caso eccezionale: quello di una emergenza. Nell'eventualità di guida con il cellulare per uno "stato di necessità", la multa è annullabile. La semplice testimonianza del conducente non è tuttavia sufficiente a farla franca: il trasgressore deve anche portare prove concrete. Serie di circostanze, a loro volta, esplicitamente disciplinate dalla legge. Lo stato di necessità esiste infatti in caso di pericolo imminente, è cioè possibile impugnare il cellulare se il gesto servisse a salvare sé od altri dal pericolo di un danno grave a persone. Il pericolo stesso non deve però essere stato volontariamente causato dal conducente, nè devono esistere alternative a quel preciso comportamento. La condotta illecita, infine, deve essere sempre proporzionata al pericolo al quale si reagisce.

OCCHIO ALLO STORICO CHIAMATE Un esempio? Telefonare per avvisare i parenti di un malore grave, oppure per chiamare i soccorsi. Questo implica comunque una telefonata in uscita: dovesse la pattuglia registrare invece una chiamata in arrivo, la scusa perderebbe di valore, poiché l'automobilista non poteva conoscere in anticipo la motivazione della telefonata stessa. Come detto inizialmente, molto poco frequenti sono gli episodi in cui un giudice accoglie un ricorso dovuto a motivazioni che riguardino il precario stato di salute del conducente. Dopotutto, mettersi alla guida in caso di malessere, ancora peggio usare il cellulare al volante, sono comportamenti che contraddicono una situazione di disagio fisico. Ora, in ogni caso, conoscete l'eccezione alla regola. E converrete con noi che se il telefono squilla, o se urge una chiamata da parte vostra, è molto meglio accostare, quando possibile. Oppure, attendere di essere giunti a destinazione. Di solito, se dall'altra parte della cornetta non ricevono risposta, la vita va avanti ugualmente.


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