MAI DIRE FUSIONE Come ogni fidanzamento che si rispetti, il tira e molla è parte dei preliminari. Dapprima l'entusiasmo, poi il distacco all'improvviso (nel cuore della notte, ovviamente). Fino al riavvicinamento, stavolta più prudente, perché correre non è mai saggio. FCA e Renault tornano a parlare di fusione e Piazza Affari premia le intenzioni di Fiat Chrysler: il titolo chiude la seduta con un lusinghiero +0,9% a 11,95 euro per azione, ma nel corso della giornata FCA è stata scambiata anche a 12,04 euro. La community finanziaria appoggia i negoziati, ma che accadrà veramente?

EQUILIBRIO INSTABILE La visita del Ceo Mike Manley a Parigi non è stata certo un viaggio di piacere. È inequivocabile come sia FCA, sia ancor di più Renault, alla rottura delle trattative non si siano ancora rassegnate. I nodi da sciogliere, sempre gli stessi: l'imgombrante ruolo del Governo francese (proprietario Renault per il 15,01%), l'altrettanto scomoda (ma fruttifera) presenza Nissan nell'azionariato di Renault. Affinché stavolta i colloqui raggiungano uno stadio più avanzato, le condizioni a quanto pare sono proprio quelle due: l'alleggerimento del peso dell'Eliseo nella governance della Régie, la cessione di quote Nissan (ora al 43%) da parte della Losanga stessa. Un maggior equilibrio internazionale la chiave affinché il maxi Gruppo diventi un giorno una realtà. Se son rose...


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