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NON CI LASCEREMO MAI Perché d'accordo elettrificazione, nuovi paradigmi di mobilità, d'accordo regole sulle emissioni progressivamente più severe, d'accordo pressoché su tutto quanto. Ma se a Ferrari togli la magia di un 12 cilindri a V e del suo latrato, ma anche di un V8 col suo timbro inconfondibile, di scarichi che suonano come le canne d'organo di una messa solenne, non è forse che le strappi il cuore? Prima o poi - facciamo entro un decennio - anche la Rossa proporrà una supercar 100% elettrica. Ma convertire l'offerta Ferrari in un'offerta full electric, quello proprio no, non è nei piani. Parola non di capriccioso appassionato. Parola di Louis Camilleri.

IPSE DIXIT Proprio mentre gran parte del resto del mondo auto, brand di lusso inclusi (vedi Bentley e il suo annuncio di una gamma interamente elettrica entro il 2030), si dirige inesorabilmente nella direzione opposta, Ferrari riafferma il proprio eterno amore per i propulsori a combustione interna. Lo fa attraverso l'amministratore delegato: nella call con gli azionisti sul bilancio trimestrale, Camilleri è stato chiaro: ''Davvero non vedo come Ferrari possa convertire totalmente la sua gamma al full electric. Certamente, finché sarò in vita la quota di auto elettriche a listino - si sbilancia il Ceo - non raggiungerà nemmeno il 50%''.

ELETTRICO A METÀ Solo pochi anni fa, l'idea che il Cavallino avrebbe mai realizzato una sola auto a batterie era pressoché impensabile. Nel frattempo, tuttavia, i tempi sono cambiati. Da allora, Ferrari ha accettato di produrre un veicolo esclusivamente elettrico (2030?). Ma per gradi, cioè attraverso l'ibrido. Primo step SF90 Stradale, prima ibrida plug-in di produzione in serie. Con la promessa che, entro il 2022, l'ibrido contagerà il 60% dei nuovi modelli. A comincare, con ogni probabilità, da SF90 Stradale Spider. Sta di fatto che Ferrari deve il suo successo soprattutto alla sua ingegneria termodinamica: colpi di spugna che cancellino decenni di bielle e pistoni che si agitano come un'orchestra, ora è ufficiale, non sono in programma. Con buona pace della concorrenza.
Infaticabile mulo da tastiera, Lorenzo mette al servizio della redazione la sua esperienza nel giornalismo “analogico” (anni di gavetta nei quotidiani locali) e soprattutto la sua visione romantica dell’automobile, mezzo meccanico ma soprattutto strumento di libertà e conquista straordinaria dell’umanità. Il suo forte accento parmigiano è oggetto di affettuosa derisione ogni volta che apre bocca (e anche per questo preferisce scrivere piuttosto che apparire in video). Penna di rara eleganza, ama le coupé, un po’ meno i Suv coupé. Ogni volta che sale a Milano, si perde.




