Autore:
Andrea Rapelli

SERGIO SAYS Ogni volta che Sergio Marchionne decide di rilasciare dichiarazioni, state sicuri: c'è sempre roba che scotta. Stavolta il numero uno di FCA si è pronunciato sul ritorno della Dino Ferrari, un modello strategico per la Ferrari del futuro.

SOTTO LA CALIFORNIA? Il Sergio nazionale ha effettivamente dichiarato: “E' un quando (si farà la Dino, ndr) non un se”. E ancora “le risposte che abbiamo avuto sul V6 biturbo sono positive”. Il dado, insomma, è tratto. Perché la nuova Dino Ferrari dovrebbe debuttare non prima del 2018-2019 e potrebbe posizionarsi all'ingresso della gamma del Cavallino, prima della California. Ma senza abbassare troppo l'asticella del prezzo, che rimarrà – a quanto si dice – per pochi. Altre voci sostengono che, con 500 cv sprigionati dal V6 biturbo, la Dino si affiancherà al listino della California T, con una decisa virata sulla sportività.

UN PO' DI STORIA Ma cosa ha rappresentato, per Enzo Ferrari, l'originario progetto Dino? A spiegarlo, meglio di ogni altra chiacchiera, questa frase, pronunciata dal Drake: “Sono convinto che, quando un uomo dice ad una donna che l'ama, intende dire solamente che la desidera e che l'unico amore perfetto in questo mondo sia quello di un padre per il proprio figlio”. Un figlio, Dino, che, prima di morire di Distrofia Muscolare nel giugno del 1956, lasciò in regalo al genitore il progetto di un motore.

V6 Un 6 cilindri a V bello grintoso, con l'inusuale angolo di 65° tra le bancate. Dopo averne discusso con il suo progettista, Vittorio Jano, Enzo decise di costruirci attorno un'automobile: la Dino GT, che visse con un marchio proprio all'interno della gamma Ferrari. Bellissima nelle sue curve disegnate da Pininfarina, così accentuate e formose, con l'abitacolo avanzato e proteso verso la strada.

206, 246 E GTS In principio fu la 206, arrivata sul mercato solo nel 1968 e prodotta in soli 100 esemplari. Ma è nell'anno dopo, con la 246 GT, che la Dino si consacrò nel mondo delle sportive: il V6 posteriore trasversale, grazie al basamento in più robusta ghisa, erogava 195 cv a oltre 7.000 giri e l'handling poteva rivaleggiare senza problemi con quello degli altri modelli Ferrari. Nel 1972, al Salone di Ginevra, venne presentata anche la versione spider, denominata 246 GTS: Pininfarina lasciò invariata la stupenda linea e riuscì a ricavare un piccolo tetto nella parte centrale dell'abitacolo. Chissà se la nuova Dino saprà emozionarci come la prima volta...


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