Autore:
Lorenzo Centenari

DONNE (MANAGER) E MOTORI Prendere in giro le donne sulla loro cultura automobilistica è da oltre un secolo tra gli sport preferiti dei maschietti. Fino a quando, una di loro non si mette d'impegno. E sale ai piani alti, andando meritevolmente a occupare una scrivania da dirigente auto. A quel punto, sarà lei a mettere alla prova le vostre conoscenze in materia. Smentendo per l'ennesima volta quel famoso detto popolare. Sempre più spesso, ruoli chiave all'interno delle aziende automotive vengono ricoperti da esponenti del gentil sesso. Donne capaci, appassionate, persino più aperte dei maschietti al cambiamento.

QUOTE ROSA IN RIALZO Di donne e motori, ma in chiave tutt'altro che umoristica, si è parlato i giorni scorsi durante un meeting promosso da Forum Automotive, serbatoio di idee e spunto per dibattiti sul tema della mobilità a motore in senso ampio. La parità di genere passa a quanto pare anche dall'affermazione della donna in un settore tradizionalmente maschile come quello dell'auto. All'interno delle Case costruttrici, le quote rosa si stanno moltiplicando. A tutto vantaggio della visione stessa dell'azienda, specie in materia di mobilità del futuro intesa in ogni sua forma. Miglior spirito di adattamento, maggiore agilità.

WOMEN POWER "Le donne hanno maggiore caparbietà: spesso, sono proprio loro a guidare il gruppo a decisioni importanti al termine di riunioni includenti". A parlare è Lidia Dainelli, Direttore Comunicazione e membro del Cda di Jaguar Land Rover Italia. Lidia è diventata dirigente nel 2003, un'epoca in cui le donne manager, nell'ambiente, si contavano sulle dita di una mano. Oggi, è in buona compagnia. "Il nostro vantaggio - sostiene dal canto suo Roberta Zerbi, Responsabile Alfa Romeo per la regione Emea - risiede soprattutto nella capacità di cogliere dettagli che spesso fanno la differenza .

SUPER MAMME Daniela Paliotta riveste la carica di Responsabile Risorse Umane di Mercedes-Benz Italia: "Uomini e donne hanno spesso una visione diversa delle cose, ma entrambi - sostiene - sono fondamentali e funzionali al raggiungimento degli obiettivi. Nel mio ufficio? In prevalenza, siamo donne". Contribuisce al dibattito anche Livia Cevolini, Ceo di Energica: "Durante i briefing, mi accorgo che a tenere il filo del discorso sono proprio le donne. È un peccato che molte di noi scartino gli studi tecnici, spesso influenzate dalle famiglie". Per la cronaca, l'ultima mail alla quale Livia ha risposto prima della maternità, è stato in sala parto.

DIFFERENZE AZZERATE "Le capacità curricolari hanno oggi valore indipendentemente dal sesso, e che il presidente sia maschio o femmina - sostiene Maura Carta, Presidente Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. - è soltanto una constatazione. Principale responsabilità delle donne che lavorano in azienda, quella di aiutare le altre donne nel percorso di inserimento". Fabiola Tisbini, Direttore Vendite Growing Industries IBM, arrivò in azienda e dovette scegliere l'auto di servizio: "Disponibili solo modelli grandi e maschili. Allora - racconta - parlai con il direttore flotte: la conversione del parco auto fu veloce".

IL SESSO DELL'AUTO Cinzia Caserotti, Direttore Vendite Italscania S.p.A., si trovò inizialmente a lavorare in un settore che più maschile non si può: quello dei camionisti. "Nascere donna ha i suoi vantaggi, riesci a vedere, capire e interpretare anche il non detto. Masssima l'importanza della famiglia nel trasmettere i giusti valori". Chiude la rassegna di donne in carriera (automotive) Silvia Nicolis, Presidente del Museo Nicolis: "Mio padre mi ha trasmesso la passione per il recupero delle auto. Oggi, i suoi amici restauratori sono anche amici miei". L'automobile è femmina. E corre veloce.


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