Pubblicato il 05/06/20

MODELLO UNICO Avrebbe dovuto entrare in vigore, una volta per tutte, lo scorso 1° gennaio. Poi la macchina si ingolfò, e il Documento Unico di Circolazione ricevette l'ennesimo rinvio. Tra le ragioni, la difficoltà di una riforma burocratica così radicale in tempi brevi. Arriviamo così al 1° giugno 2020, data a partire dalla quale il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (in netto anticipo rispetto alle proiezioni che davano novembre come il mese del ''new deal'') rende obbligatorio l'utilizzo delle nuove procedure telematiche per le operazioni di immatricolazione, reimmatricolazione e trasferimento di proprietà dei veicoli a motore. Documento Unico in luogo di libretto e certificato di proprietà anche in caso di compravendita tra privati, quindi. 

COSA CAMBIA Il Documento Unico di Circolazione (DUC) sarà d'ora in avanti il solo documento che accompagnerà il veicolo: anche i dati attualmente trascritti nel certificato di proprietà migreranno nel nuovo formato, rilasciato attraverso una procedura integralmente informatica, che partirà dal deposito online della domanda del cittadino ai nuovi Sportelli Telematici dell’Automobilista (STA). Il Documento Unico farà fede così anche in merito al nome stesso del proprietario del veicolo. Soppresso il certificato di proprietà, viene perciò abolita anche la relativa imposta di bollo, per un risparmio di 39 euro su ogni passaggio di proprietà o prima immatricolazione dell’auto.

TRANSIZIONE I documenti rilasciati in precedenza al 1° giugno 2020 manterranno in ogni caso la loro validità. Almeno fino alla loro sostituzione col il nuovo Documento Unico, da disporre in caso di cambio di proprietario, modifiche tecniche al veicolo o altre variazioni che richiedano aggiornamenti.


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