Comprare l'auto nuova: test drive dal vivo o in realtà virtuale?
Editoriale

L'auto nuova? Prima, va provata. Anche in Virtual Reality?


Avatar di Lorenzo Centenari , il 14/02/21

9 mesi fa - Guidare l'auto "per finta" prima di comprarla. Giusto o sbagliato?

Guidare l'auto "per finta", dal divano, anziché attraverso il solito test drive alla concessionaria. Giusto o sbagliato? Dipende...

SMART DRIVING Vestirsi, attraversare la città, rivolgersi al classico consulente, farsi il proprio tour dell'isolato con la potenziale nuova ''fidanzata''. Ritornare a casa, reindossare vestaglia e pantofole, riflettere sulle emozioni del primo appuntamento. Oppure, nulla di tutto ciò. È il test drive che viene a cercare te mentre pisoli in soggiorno sul divano, ma non fraintendere: nessun'auto ti sfonderà i muri dell'appartamento. L'unica fatica sarà quella di rispondere al citofono, ricevere da un fattorino il pacco con il materiale necessario (visori VR, cuffie, joystick, accessori vari), tornare a sedersi e assaporare l'esperienza del test drive virtuale (vedi l'esperimento Abarth in UK). Oppure, nemmeno quello: ricevi un link ipertestuale, e la prova su strada te la scarichi sul cellulare. E così via. Ah, la tecnologia!

Abarth 595 Scorpioneoro: in UK in test è drive è virtuale e...domestico Abarth 595 Scorpioneoro: in UK in test è drive è virtuale e...domestico

EFFETTO DOMINO Oggi, Abarth, domani chissà. Oggi in Gran Bretagna, domani in tutto il mondo? Insomma: oggi uno, domani - se l'esperimento riscuote successo - tutti gli altri a ruota. Di solito, così funziona. La piccola realtà parte all'esplorazione, senza chissacché da perdere. Gli uffici marketing dei grandi Gruppi studiano il caso pilota e se dai calcoli risulta un qualsiavoglia tipo di vantaggio per l'azienda, adottano il modello su più larga scala. Ammesso che il fenomeno della prova dell'auto in Virtual Reality acquisti davvero slancio: un bene, o un male? Dipende.

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FATTORE COVID Il momento storico è particolare, abitudini come smart working, food delivery, didattica a distanza e acquisti digitali, sino al 2019 una sporadica eccezione per molte famiglie, hanno attecchito e si può anche comprendere dietro a quali ragioni sanitario-sociologico-economiche. Abitudini che in buona misura proseguiranno anche una volta terminata l'emergenza Covid. Settimane addietro si parlava della spinta che anche l'acquisto esclusivamente telematico dell'auto nuova stia ricevendo dalle Case stesse, preoccupate di non lasciare indietro alcun canale di contatto, in un contesto in cui le vendite sprofondano ai minimi da anni. Ecco allora che la prospettiva del test drive domestico e virtuale, in questo quadro, appare logica. Una naturale conseguenza di prassi consolidate come quelle di distanziamento, robotizzazione, spersonalizzazione del servizio.

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OPINIONI Vi dico la mia: in coerenza con quanto sostengo sull'acquisto di auto nuove online, tendo a trovarmi in disaccordo per varie ragioni. Ne cito simbolicamente una: con la tua nuova auto, la regola del metro di distanziamento, prima o poi (cioè al primo giro di chiave) non potrai più osservarla.

DE GUSTIBUS... Ma il sottoscritto, come numerosi appassionati e addetti del settore, non considera che buona parte degli utenti, di alcune caratteristiche dell'auto se ne disinteressa proprio. Talvolta, credo, a torto: prendi aspetti come visibilità, sensibilità di sterzo, freno e pedale del gas, comfort di seduta. Parametri legati alla sicurezza e alla confidenza col mezzo, e che facilmente posso valutare anche nel corso di una prova di qualche minuto. Talvolta, invece, performance motore, funzioni di intrattenimento, misurazione degli ingombri o della capacità di carico, etc., non fanno parte della lista delle priorità. Oppure esperienza, affezione alla marca, le specifiche lette sul web, già sono sufficienti a scegliere o scartare quel prodotto. Sul test drive reale (e sulla visita al negozio, un gesto che continuo in ogni caso a ritenere indispensabile), insomma, una larga fetta di automobilisti potrebbe anche a buon diritto sorvolare. E accontentarsi - persino divertirsi - col test virtuale. Purché poi non si lamenti di eventuali discrepanze tra le proprie convinzioni, e la realtà.

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DRIVER? PASSEGGERO Tanto più che il mondo auto corre verso un paradigma, quello della guida autonoma (o comunque, altamente automatizzata), che sempre meno spazio lascia a considerazioni come il feeling del telaio, il sound del propulsore (vedi progressivo ''switch'' al full electric), la visuale in fase di posteggio (già si affacciano i primi sistemi di parcheggio da remoto, figuriamoci). Self driving car in senso stretto ancora assai lontane, certo. Sta di fatto che a bordo dell'auto l'uomo interpreterà un ruolo sempre più passivo. E a chi verrebbe in mente di testare un taxi prima di una corsa all'aeroporto? A tutela di chi ancora ama guidare, facciamo così: d'accordo i test drive digitali, ma soltanto come...optional.


Pubblicato da Lorenzo Centenari, 14/02/2021
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