Autore:
Lorenzo Centenari

E IO PAGO Altro che Imu, Tasi e Tari. A impoverirci, sono le tasse che lo Stato succhia dalla nostra automobile. Al momento dell'acquisto, ma soprattutto mentre l'auto è in esercizio. Ammonta a 73 miliardi di euro, il carico fiscale che grava come un macigno sui 42,8 milioni di autoveicoli presenti nel nostro Paese. La ha calcolato la CGIA di Mestre: gli automobilisti sono tra le categorie di contribuenti più tartassate d’Italia. Giusto un confronto: il gettito derivante dalle imposte che gravano su tutti gli immobili presenti in territorio italiano non supera quota 40 miliardi di euro.

SPREMUTA DI BENZINA Il report della CGIA certifica anche come, nonostante la crisi che ha colpito il settore dal 2009 al 2016, la pressione fiscale sulle auto sia aumentata del 10,1%, per un valore in termini assoluti pari a 6,7 miliardi di euro. Nel medesimo arco di tempo, l’inflazione è cresciuta solo del 9%. A incidere maggiormente sulle nostre tasche, sarebbero imposte e accise sui carburanti: ben 34,8 miliardi di euro, poco meno della metà del totale. In particolare, per ogni litro di gasolio che acquistiamo alla pompa, al fisco è riconducibile il 63% circa del prezzo unitario. Mentre per ogni litro di benzina, l’incidenza cresce al 66%.

VOCE, DOPO VOCE, DOPO VOCE Oltre alla impressionante tassazione sui carburanti, tra le voci fiscali che pesano maggiormente sui proprietari di un autoveicolo si segnalano l’Iva sulla manutenzione, sulla riparazione e sull'acquisto di ricambi, accessori e pneumatici. "Nel 2016 - spiega il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo - questa forma di prelievo ha pesato per 10,2 miliardi di euro, il 14% della spesa totale. L’Iva sull’acquisto degli autoveicoli è invece costata poco più di 7 miliardi di euro, il 9,8% del totale, mentre dal bollo auto le casse delle amministrazioni regionali hanno ricevuto 6,6 miliardi, il 9,1%".

MERCATO SU, TASSE SU Vogliamo parlare di imposte sui parcheggi e sulle contravvenzioni? Un gettito di 5,6 miliardi (7,7%). Sui premi RC auto, altri 3,9 miliardi di euro di tasse (5,3%), sui pedaggi autostradali altri 2 miliardi, sull’imposta di trascrizione altri 1,7 miliardi (alle amministrazioni provinciali). Sui lubrificanti, infine, imposte e accise sono costate agli automobilisti 1 miliardo di euro. “Va tuttavia ricordato - afferma il segretario della CGIA Renato Masoncome - come l’aumento di gettito ascrivibile ad alcune voci, quali Iva sull’acquisito dei mezzi, pedaggi autostradali e Ipt, sia dovuto anche alla ripresa del mercato auto”. Buon per lo Stato.


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