Autore:
Marco Rocca
DAS KARTELL Ormai la vicenda è divampata come un incendio estivo. Dopo il dieselgate ora è la volta del "cartello tra le Case tedesche". Per chi si fosse perso le puntate precendenti , lo scandalo è venuto alla luce grazie all’auto denuncia di Daimler e Volkswagen che, lo scorso 4 luglio, avrebbero contattato l’Antitrust tedesco confessando le proprie colpe. Quali? Secondo la rivista tedesca Der Spiegel che ha seguito il caso, pare che 20 da anni AudiBMWDaimlerPorsche e Volkswagen portino avanti accordi segreti cooperando su numerosi aspetti come prezzi, scelta fornitori e così via. Un vero e proprio cartello ribattezzato K5.
 
BMW NON CI STA Alla luce dell'ammissione di colpa da parte di Daimler, BMW pare abbia sospeso i colloqui con il Gruppo "rivale" circa i futuri progetti di cooperazione per l'acquisto congiunto di parti auto e sviluppo di stazioni di ricarica per auto elettriche. Progetto che coinvolgerebbe, stando alle fonti, anche Volkswagen e Ford. 
 
NE VEDREMO DELLE BELLE La vicenda per ora rimane a dir poco spisosa. L'antitrust tedesco e quello dell'Unione Europea sono al lavoro per far luce sulla questione. Intanto il prossimo mercoledì i consigli di sorveglianza di Daimler e VW si riuniranno per discutere le accuse sul comportamento anticoncorrenziale tra i costruttori tedeschi. Detto questo tra le Case tedesche coinvolte, per ora, BMW è stata la sola a dichiararsi innocente rigettando ogni tipo di accusa. Staremo a vedere cosa succederà. 
 
 

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