MALATO IMMAGINARIO Dottore, quanto gli resta da vivere? Il paziente è Mr Diesel, malato terminale che secondo alcuni medici sta esalando le ultime, ma che alcuni esami dimostrano in realtà godere ancora di ottima salute. Al capezzale è l'amico del cuore, l'automobilista fedele al gasolio da quando ha conseguito la patente, e che ora si domanda che sarà di sé una volta che il suo partner passerà a miglior vita. Il futuro del diesel è incerto: giunte comunali che lo cacciano a pedate fuori dalle mura cittadine (vedi Milano, vedi Roma, vedi Torino), Costruttori che al contrario credono in lui, e al suo sviluppo non rinunciano. Che fare, quindi: comprare oppure no? Quanto ha senso un'auto diesel nel 2019?

LUNGA VITA AL DIESEL Dalle affermazioni del Chief Technical Officer di BMW Klaus Froelich, guidare diesel sarà anche in futuro una cosa normale. "Almeno altri 20 anni di vita. Per i motori a benzina, anche 30 anni". Fidandosi di Froelich, comprare un modello a gasolio sarebbe perciò ancora una scelta ragionevole, anche alla luce di un valore residuo che non dovrebbe precipitare: anche negli anni Venti e Trenta del Ventunesimo Secolo, rivendere un diesel non sarebbe insomma un problema. Il Cto BMW suffraga la sua tesi con i numeri: "Anche ammettendo che nel 2025 - spiega - il 30% delle unità vendute adotterà una forma di elettrificazione, sia esso l'ibrido, l'ibrido plug-in o l'elettrico puro, significa che almeno l'80% dei veicoli monterà ancora un propulsore a combustione interna".

GEO-CARBURANTI Già, perché se è vero che in buona parte dell'Europa occidentale la pressione sull'elettrico si fa via via più intensa, in alcune zone del mondo (e non necessariamente il Terzo Mondo) l'auto a zero emissioni è un concetto ancora distante anni luce. Russia, Medio Oriente, Stati Uniti: esatto, negli Usa sono solo California e qualche tratto della East Cost, per il momento, ad essere interessati all'auto a batterie. Discorso simile per la Cina, così affamata di auto elettriche, ma anche così eterogenea: a Pechino e Shanghai diesel e benzina spariranno forse già entro il 2030, ma le regioni interne e occidentali del Dragone, una colonnina di ricarica non sanno nemmeno cosa sia.

SELEZIONE NATURALE Morale: Roma, Milano, ma anche Parigi, Londra, Francoforte, Amburgo, etc, progressivamente stringeranno le maglie, e dai varchi di accesso al centro urbano non passerà più nemmeno il diesel più pulito al mondo. Case come BMW ragionano tuttavia ad ampio spettro: diesel a listino fino al 2040, semmai l'offerta sarà un po' inferiore che non oggi. L'Elica ad esempio seppellirà il 3 cilindri da 1,5 litri e il 6 cilindri quadriturbo: troppo onerosi gli aggiornamenti per rientrare di anno in anno nelle normative antinquinamento. Al contrario, la gamma a 4 cilindri e a 6 cilindri biturbo sopravviverà ancora a lungo. La politica detta le leggi, ma l'industria va per la sua strada.

CAMPAGNA D'ITALIA A proposito: ripassiamo la timeline del diesel in Italia (ma non in "tutta" Italia). A Milano, stop agli Euro 4 dal 1° ottobre 2019, agli Euro 5 dal 2022, agli Euro 6 (con sottili distinzioni) dal 2025. Fino all'Armageddon del 2030, quando sotto la Madonnina non potranno circolare nemmeno i diesel Euro 6d. A Roma, Euro 3 fermi entro l'Anello ferroviario dal 1° novembre 2019: entro il 2024, nelle intenzioni della attuale amministrazione, la Capitale sarà completamente "diesel-free". A Torino, stop alle Euro 4 dal 1° novembre 2020: anche ai piedi della Mole, per il diesel tira una brutta aria. Ma lui non si arrende: anziché a Torino, metterà su famiglia in campagna.


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