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Anteprima: Lotus Elise 111R


Avatar Redazionale , il 02/02/04

17 anni fa -

Sacrilegio: l'ultima nata in Casa Lotus ha il motore giapponese! La buon anima di Colin Chapman riposi comunque in pace. Anche col cuore Toyota, la Elise è sempre se stessa: leggera, grintosa e maledettamente veloce.

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GOD SAVE THE LOTUS Dio salvi la Lotus. E’ il primo pensiero che deve essere corso per la testa degli appassionati del nobile marchio inglese alla notizia che l’ultima versione della Elise non solo viene costruita con un motore giapponese, ma adotta per la prima volta l’Abs e ha di serie la chiusura centralizzata. E dove è finita la tradizione sportive doc britanniche, spartane fino all’estremo? Don’t worry, non c’è nulla di cui preoccuparsi: al di là delle apparenze la nuova Elise 111R, le cui vendite iniziano in questi giorni, rimane una Lotus per veri intenditori.

CATTIVA

La prima prova viene dalla carrozzeria, realizzata, as usual, in materiale composito. Anche la linea è quella di sempre, movimentata da una moltitudine di prese d’aria che si aprono come squarci nelle fiancate, sul cofano e nel frontale, cui la particolare forma dei fari dà un’aria assai bellicosa

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LUPARA Bassa che più bassa non si può, la Elise incute timore e soggezione anche nella vista posteriore. Qui un paffuto paraurti sovrasta gli estrattori dell’aria e i due terminali di scarico, che fanno capolino a mo’ di lupara poco sotto la targa.

RASOTERRA Se da fuori la Elise toglie il fiato, non meno suggestivo è l’abitacolo, nel quale non si sale… ma si scende. Dopo essersi prodotti in numeri da contorsionisti per infilarsi sotto l’attillato tettino in tela ci si trova infatti seduti rasoterra su profilatissimi sedili costituiti da un semplice guscio di fibra.

MINIMAL Gli arredi sono quanto di più minimalista c’è in circolazione: giusto qualche striminzito pezzo di moquette e una plancia che suona come un inno all’essenzialità. Per il resto a dominare la scena è l’alluminio del telaio, che viene lasciato a vista per risparmiare qualche altro grammo e creare un impareggiabile effetto racing.

MOLLEZZE Visto che non c’è alcuna traccia del climatizzatore (optional), l’unica concessione alle mollezze di una vita borghese è costituita dalla presenza di un lettore CD. Un impianto neanche troppo sofisticato, messo lì giusto nel caso che a qualcuno venga voglia di sentire una musica diversa da quella sprigionata dal motore che, per inciso, ha il fondoscala del contagiri posto a ben 10.000 giri.

ULTRALIGHT Davvero poco, insomma, per mandare all’aria gli sforzi fatti dalla Lotus per offrire ancora una volta una macchina agile e snella. Il risultato della dieta è di quelli che fanno strabuzzare gli occhi. Messa sulla bilancia la Elise fa fermare l’ago a quota 860 kg, all’incirca come mezza Mercedes SL

CHE BELVA!

Il dato in sé ha però un valore molto relativo se non viene confrontato con quello della potenza erogata dal propulsore, che è poi lo stesso della Toyota Celica T Sport: 192 CV. Incrociando i due valori si scopre così che la Elise 111 dispone di 223 CV/tonnellata, un valore spaventoso, capace di fare schizzare questa piccola Lotus da 0 a 100 km/h in soli 5,2 secondi e di fiondarla alla sempre ragguardevole velocità massima di 241 km all’ora. Da lasciare con un palmo di naso le più accreditate sportive sui percorsi più guidati.

NUOVA VITA

Pure i più strenui difensori dell’autarchia inglese devono a questo punto rassegnarsi all’idea che anche all’ombra della Union Jack il fine giustifica i mezzi. Con il motore di origine nipponica (come pure il cambio a sei marce), la Elise è ora infatti pronta a vivere una seconda giovinezza e a dare nuova linfa vitale al marchio Lotus. E pure al suo bilancio…
Pubblicato da Paolo Sardi, 02/02/2004
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Engine of the year 2008: da 1.4 a 1.8 litri
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