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Studiotorino RK Spyder


Avatar Redazionale , il 27/06/05

16 anni fa - La Boxster secondo Stola e Ruf

Un carrozziere italiano dal nome altisonante e un abile motorista tedesco si cimentano sul tema della fuoriserie su base Porsche Boxster. Il risultato è mozzafiato, proprio come le prestazioni e, probabilmente, anche il prezzo...

LA SOLITA MUSICA Il ritornello, più o meno, è sempre lo stesso. Ogni volta che si parla di Porsche salta sempre fuori qualcuno che punta l'indice e lancia la solita accusa la Casa di eccessivo tradizionalismo. Giusta o no che sia l'osservazione, resta comunque il fatto che sono in molti a utilizzare le sportive di Stoccarda come base per la realizzazione di special più o meno vicine al prodotto di serie. Tanti indizi non fanno mai una prova ma alla fine il sospetto che ci sia margine per osare un po' di più è forte.

NOME STORICO

In ordine di tempo, l'ultimo a cimentarsi in materia è Alfredo Stola. E non si tratta di un caso di omonimia: è proprio "quello Stola", con alle spalle una lunga militanza nell'omonima carrozzeria di famiglia e ora mente e braccio della Studiotorino. L'atelier piemontese è stato costituito all'inizio di quest'anno con l'obiettivo di affermarsi come nella concezione e nella realizzazione di sportive fuoriserie.

FIOCCO ROSA

La primogenita della Studiotorino è questa RK Spyder, realizzata solo su richiesta e con infinite possibilità di personalizzazione in una tiratura massima di 49 esemplari. Inutile parlare ti tempi di consegna e prezzi: ogni auto è creata su misura per il cliente e fa dunque storia a sé. La RK Spyder è una scoperta che deriva chiaramente dalla Boxster, anche se occorre precisare subito che le differenze rispetto alla Porsche di partenza sono più profonde di quel che si direbbe a prima vista. Della carrozzeria originale rimane in pratica immutato soltanto il parafango anteriore sinistro. Il resto è un patchwork di acciaio, alluminio e carbonio ammantato da una vernice speciale realizzata dalla PPG e la cui stesura richiede un processo che dura ben dieci giorni.

TAGLIO NETTO

La modifica più evidente è il taglio netto ai montanti del parabrezza, che gira basso e svelto davanti al naso del pilota e del suo secondo. Ai lati i finestrini hanno una curiosa forma triangolare, resa possibile dal fatto che sulla RK Spyder non è prevista alcuna capote. Della Boxster restano dunque più che altro le proporzioni tra i volumi, con il frontale e la coda che si stagliano in modo netto dal corpo centrale. Entrambi sono però resi più grintosi dalla presenza di ampi squarci che fungono da prese e sfoghi per l'aria.

ACQUOLINA IN BOCCA

Moltissimi sono i particolari racing capaci di fare venire l'acquolina in bocca ai cultori del genere. Il tappo del carburante, i terminali di scarico e il supporto del terzo stop sono in alluminio ricavati dal pieno. Nello stesso materiale sono realizzati anche i pedali e i cerchi da 19". Questi ultimi sono firmati Toora, hanno un disegno a cinque razze, sono scomponibili in tre pezzi e ospitano pneumatici Fulda 235/35 all'anteriore e 265/30 al posteriore. Non meno suggestivi sono i sedili in carbonio, opera a loro volta della Toora e rivestiti da Poltrona Frau in una pelle speciale che non si scalda troppo neppure se esposta a lungo al sole.

GIOCO DI SQUADRA

Spulciando l'elenco dei fornitori si incontrano altri nomi di prestigio. Vari elementi delle sospensioni vengono dalla Bilstein, mentre i dischi in ghisa e le pinze in alluminio recano il marchio Brembo. Quanto poi al motore, Stola ha trovato la spalla ideale in Alois Ruf, uno chef di prim'ordine capace di spremere e di cucinare in tutte le salse i sei cilindri boxer. La RK Spyder può essere così ordinata con motore 3.8 aspirato, con compressore volumetrico oppure turbo.

LE ALI AI PIEDI

Dei due prototipi sinora realizzati, quello più prestante adotta il propulsore 3.8 Kompressor, con sovralimentazione di 0,5 bar assicurata da un compressore azionato da una cinghia poly-rip. La sua potenza di 420 cv a 7.000 giri e la coppia massima di 450 Nm a 5.500 giri abbinate a un peso nell'ordine dei 1.400 kg garantiscono prestazioni da vera supercar. Partendo da ferma, la RK Spyder tocca i 100 km/h in soli 4,5 secondi. Dandoci ancora dentro, si possono vedere i 200 quando il cronometro segna 13,8 secondi e, insistendo, la lancetta del tachimetro supera i 285 km/h.
Pubblicato da Paolo Sardi, 27/06/2005
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