Piccoli, 4x4, a 7 posti, o premium: cinque modelli a ruote alte che potrebbero piacerci. O farci comodo
FORESTIERI Non tutto il mondo è (Bel) paese. Vi sarà capitato, forse, di leggere da qualche parte di un modello di auto interessante, guardarne incuriositi le foto, salvo poi non trovarlo nei listini italiani: perché da noi non è importato. Auto che non possiamo comprare, ma che, magari, ci potrebbero piacere. Di questi tempi vanno tanto i SUV: eccone cinque che riceverebbero attenzioni anche in Italia.
RENAULT KWID E' supercompatta e supereconomica: costa l'equivalente di 5.000 euro. In India, però, dove gli standard di qualità e sicurezza non sono certo paragonabili all'Europa. Ma la Renault Kwid resta un progetto interessante: una crossover lunga solo 3,68 metri che sfrutta le sinergie globali del gruppo Nissan-Renault per tenere basso il prezzo. Una via di mezzo tra una Sandero rialzata e una piccola Captur, con le dimensioni di una Fiat Panda. La nuova Suzuki Ignis insegna: un'auto così, si può fare...
CADILLAC XT4 Freschissima: ha debuttato in anteprima mondiale all'ultimo salone di Detroit. Qualcosa di inedito per Cadillac, che non era mai scesa fino a 4,60 di lunghezza per un SUV. Lillipuziana, se confrontata alla sorella maggiore XT5 o alla Escalade, ha invece misure perfette per le città europee. E ha uno stile personale, ma moderno, una plancia come piace oggi: minimalista e high tech. Anche il prezzo, che negli USA è l'equivalente di circa 30.000 euro, farebbe gola. Il problema è che, sotto il cofano, o così o Pomì, come diceva lo spot: per la Cadillac XT4 al momento c'è solo un 2.0 litri turbobenzina da 237 cavalli abbinato a un cambio a 9 rapporti e alla trazione integrale on demand. Diesel o ibrida no?
MAZDA CX-8 Tiguan Allspace, Skoda Kodiaq, Renault Koleos e Peugeot 5008 dimostrano che per i SUV a 7 posti c'è ancora vita. La Mazda CX-8 ne ha 7 o 6 a seconda della configurazione, ma non viene presa in considerazione per l'Europa. E' lunga, è vero: arriva a 4 metri e 90. Ma ha un look filante, un motore diesel, il 2.2 Skyactiv-D da 187 cv e 450 Nm e la trazione integrale. Una ricetta che potrebbe funzionare anche al di fuori del Giappone.
VOLKSWAGEN T-TRACK E' un'auto che non c'è ancora, e ha già accumulato diversi anni di ritardo. Il progetto originale si chiamava Volkswagen Taigun: una piccola crossover (solo a due ruote motrici) costruita sulla base della citycar Up! e destinata in primis ai mercati sudamericani. Poi, con il dieselgate, il progetto è stato congelato, paventando qualche dubbio che un progetto del genere – una crossover così piccola – potesse generare profitti. A quanto pare, nel frattempo, a Wolfsburg sembrano aver trovato la ricetta giusta e la Taigun è stata messa in cantiere. Uscirà nel 2020, si dice, con il nome T-Track.
RENAULT KAPTUR La kappa nel nome – che non è un refuso – lascia intendere che è più tosta. Ed è vero. Si scrive così il nome della Renault Captur 4x4, per ora venduta solo in Russia. Con caratteristiche specifiche: trazione integrale, bloccaggio del differenziale centrale, un'altezza da terra maggiorata 20,4 cm e angoli d'attacco e di uscita rispettivamente di 20 e 31 gradi. Tutto questo non serve: alla Captur italica basterebbe solamente l'opzione delle quattro ruote motrici per conquistare un'altra fetta di estimatori, già consistente.
Dal calcio al basket, gli sport gli scorrono nel sangue dalla nascita, ma è solo quando è approdato a MotorBox che ha cominciato ad appassionarsi al mondo dei motori, fino a diventarne fine conoscitore. Stile asciutto e incisivo, grande senso critico, notevole presenza in video, Luca sa inquadrare con rara chiarezza le auto che prova, senza perdere di vista scenari e tendenze. Dopo quasi 12 anni ha lasciato la banda di MotorBox per affrontare nuove sfide, lasciandoci in eredità una produzione di articoli al top per quantità e qualità. Le supercar? Belle, ma la Ignis...












