Autore:
Gilberto Milano

Problemi di forniture dicono le versioni ufficiali, in realtà la decisione presa ieri dal Gruppo Phoenix, la cordata di finanzieri e imprenditori che dal 2000 governa la Casa di Longbridge dopo averla acquistata dalla Bmw al prezzo simbolico di 10 sterline, sembra l'ultimo atto di una gestione che si è sempre dimostrata difficile.

Le vendite MG Rover non sono mai decollate, così come le ristrette finanze a disposizione non hanno mai permesso di lanciare nuovi prodotti, costringendo il management ad adottare strategie di sopravvivenza che non sono servite a molto. L'ultima speranza era riposta nel Gruppo cinese Saic (Shangai Automotive Industrial Corporation) disposto ad un eventuale acquisto della MG Rover.

A una condizione però, che ci fossero le garanzie per una sopravvivenza del Gruppo di almeno due anni, il tempo tecnico necessario a portare in porto la fusione e di lanciare nuovi modelli. Serviva per questo un prestito governativo di 100 milioni di sterline (145 milioni di euro) che non è mai stato deliberato, con conseguente fuga dei cinesi.

Non è comunque ancora detta l'ultima parola: il Regno Unito è nel pieno di una difficile campagna elettorale per il partito del premier Tony Blair, e l'ipotesi di veder chiudere l'ultimo baluardo automobilistico ancora in mani inglesi, lasciando senza lavoro i seimila dipendenti che lavorano a Longbridge, potrebbe "costringere" il Governo a rivedere le proprie politiche.

MG (classe 1913) e Rover (classe 1904) incrociano i propri destini nel 1968, quando la B.M.C. (British Motor Corporation) marchio nato nel 1952 dalla fusione di Morris e Austin (proprietari a loro volta dei marchi MG, Wolseley, Riley, Healey, Vanden Plas), e British Leyland, di cui fanno parte anche Jaguar, Triumph, Daimler e Rover, si fondono nella BLMC (British Leyland Motor Company).

Nel 1980 è la Honda a portare ossigeno al Gruppo Leyland, firmando un accordo che porterà alla nascita di nuovi modelli e all'ingresso della Casa giapponese nel capitale sociale del Gruppo con una quota del 20%. Nel 1988 la British Leyland viene smembrata e il Gruppo, modificata la propria ragione sociale in Rover Group, viene acquistata dalla British Aerospace.

Nel 1994 il fattaccio che sta alla base della attuale crisi MG Rover: la British Aerospace vende alla Bmw il Gruppo Rover contro il parere della Honda, che decide di uscire dal sodalizio con la Casa inglese. La Bmw non riesce nel tentativo di risanamento, rischia una grave crisi lei stessa, e nel 2000 cede impianti e marchi al Gruppo Phoenix, la cordata di cui sopra.

Come si vede, una vita tormentata quella dell'industria automobilistica d'Oltremanica, che sta per giungere all'epilogo più doloroso, quello della chiusura definitiva. L'auspicio è che la Rover si possa salvare dal fallimento e che si interrompa la procedura di bancarotta appena avviata. Ma ci vorrebbe un miracolo.


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