Design:

Los Angeles Design Challenge 2008


Avatar di Luca Cereda , il 26/10/08

13 anni fa - Dalla California con furore

Costretti per 365 giorni all'anno a disegnare auto con poca personalità, i designer dei Centri Stile californiani sfogano la loro fantasia nell'unico concorso che li vede protagonisti assoluti. Con risultati discutibili, ma non assurdi. Ecco perché.

A BRIGLIE SCIOLTE Evidentemente le bestie non sono l'unica razza a soffrire in cattività, a giudicare da certi bozzetti. Roba da chiamare la Protezione animali... pardon, la Protezione Designer. Repressi da diktat aziendali, strategie di mercato che spesso li riducono a "copioni" della peggior specie, con mani e cervelli imbrigliati in gabbie per criceti nani, strozzati dalle logiche della produzione in serie e delle forme funzionali, l'estro dei designer trova finalmente sfogo in concorsi come il Design Challenge di Los Angeles.

LA SFIDA  Succede ormai da quattro anni, dal 2005 a questa parte. I creativi di alcuni dei più importanti centri-stile della California svestono la corazza da designer sempre attento alla fattibilità del proprio progetto, per impugnare il bastone sciamanico e trasformarsi in visionari capaci di anticipare di un ventennio il futuro. A loro, stavolta, è stato chiesto di esplorare il futuro delle auto da competizione, per capire dove e come correranno, e quale energia le spingerà. Come sempre, a lasciare di stucco sono le forme, le soluzioni stilistiche, spinte un bel po' al di là dei limiti cronologici posti dai commissari del concorso.

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OLTRE IL FUTURO Il 2025 (frontiera temporale prestabilita a tavolino) pare un po' troppo vicino per pensare di gareggiare su un mezzo come la MMR 25 proposta da Jon Hull, del centro Stile californiano di Mitsubishi, un all-terrain con il corpo pentagonale di un granchietto e le ruote articolate da "8x4". Fantasia pura, ma con un presupposto importante: i lavori di Hull e soci non sono exploit di aspiranti car designer ancora chini sui banchi di scuola, intenti a spremere la propria originalità nella speranza di una ribalta che apra loro le porte del mondo del lavoro. Sono invece professionisti affermati, portacolori di brand noti e della loro filosofia. E chissà che dietro alle strampalate evoluzioni estetiche di questi bozzetti, oltre che dietro al loro concept tecnologico, non si annidi, anche solo in minima parte, una progettualità già pianificata.

CINE-PRONIPOTI Anche perché, nell'ambito di un'espressione stilistica variegata e personale di Casa in Casa, c'è molto pensiero condiviso. Il leit-motiv ecologista scatena la fantasia ingegneristica: c'è chi ipotizza biocarburanti a base di alghe, chi affida l'alimentazione a uno strato epidermico di pannelli solari e celle fotovoltaiche, chi, come GM, immagina un perfezionamento del principio applicato su una concept già esistente (la Volt), mentre quasi tutti sono d'accordo che vetri e parabrezza non saranno più così fondamentali per il pilota, chiuso nel suo abitacolo-loculo e assistito da occhi digitali esterni e da una squadra di monitor per visualizzare l'ambiente che lo circonda.

TENZONE MULTIPLO Che abbia una pinna (Mercedes Formula Zero Race) o i tentacoli (Mitsubishi MMR 25), quattro o tre ruote (Mazda Kaan), che morda la sabbia (VW Bio Runner) o sia pronta a spiccare il volo (Honda The Great Race), che beva biocombustibile o succhi volt, l'auto da competizione del 2025 prende vita in un mondo da science fiction ma è stimolata da problemi e riflessioni quanto mai attuali. E le firme sulla scocca sono tutte d'autore. Per il titolo del 2009, il tenzone multiplo a colpi di matita oppone Audi, Bmw, Mazda, Mitsubishi, Mercedes, Honda, Volkswagen, GM e Toyota. La solita insigne giuria di professionisti nominerà l'eletta, quella popolare potrà al massimo contestare a posteriori. Vinca il migliore.


Pubblicato da Luca Cereda, 26/10/2008
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