FERRARI VISION GRAN TURISMO, FANTASIA O REALTÀ?Ne abbiamo parlato poco tempo fa, e se ci doveste chiedere della Ferrari Vision Gran Turismo e del suo design, non possiamo che sottolineare come in questa futuristica supercar troviamo alcuni accenni alla SF90, oltre a tratti ispirati ad alcune monoposto F1 del Cavallino Rampante, ma anche al prototipo per la 24h di Le Mans. Tuttavia, si tratta delle nostre impressioni, dettate dalla semplice analisi di quanto vediamo, ma ci sembra molto più interessante e approfondito dare voce ai progettisti stessi della Casa di Maranello, che analizzano “da dentro” lo sviluppo di quest’automobile tanto avveniristica, che per adesso vedremo in un videogioco.Guardiamo insieme ilvideocon tutti gli uomini del centro stile Ferrari che raccontano l’aspetto della hypercar “virtuale”.
SUPERCAR “VIRTUALE” DA 1.300 CVPer fare un veloce ripasso, ricordiamo che la Vision Gran Turismo non è solo per il videogioco Gran Turismo 7, ma si tratta del concept di un’auto da 1.300 cavalli che “rappresenta un manifesto di design futuristico per le auto da strada e da corsa della Ferrari” e che ridefinisce il linguaggio del design di Maranello per il futuro.Come racconta Flavio Manzoni, capo del Centro Stile, i designer Ferrari hanno iniziato il progetto due anni e mezzo fa. Con il preciso obiettivo di realizzare “l'auto più bella e futuristica del mondo”. Il responsabile dell'Advanced Design, Matteo De Petris, e il suo team sono stati incaricati del progetto con la supervisione proprio di Manzoni. De Petris afferma che il processo di sviluppo è stato simile a quello di un modello di produzione, a partire da uno schizzo a mano su un foglio bianco.

Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.










