Pubblicato il 30/03/20

PANDEMIA Negli scorsi giorni gli Stati Uniti d’America sono diventati il nuovo epicentro della pandemia globale da Coronavirus. Con 145.000 casi confermati, la maggior parte dei quali concentrati nello Stato di New York, il Paese guidato da Donald Trump ha definitivamente scalzato Cina e Italia per numero complessivo di contagi. Sebbene nelle prime settimane dell’emergenza il Presidente ostentasse calma e sicurezza, il precipitare della situazione sul suolo americano ha inevitabilmente costretto “The Donald” ad adottare misure sempre più stringenti.

DEFENSE PRODUCTION ACT Nello specifico, è notizia di alcune ore fa la promulgazione del Defense Production Act, particolare legge dell’ordinamento americano che permette a Washington di controllare aziende private per ragioni d'interesse nazionale. Si tratta di una disposizione risalente ai tempi della Guerra di Corea dei primi anni '50. In concomitanza con la firma del decreto, il Presidente ha aspramente criticato General Motors, accusata di “perdere tempo” e di “voler produrre soltanto 6.000 ventilatori invece dei 40.000 promessi. La Casa Bianca, in ottemperanza a quanto stabilito dal Defense Production Act, ha così fatto pressioni affinché il Colosso di Detroit desse priorità assoluta alla produzione dei respiratori, salvavita indispensabili per i casi più gravi di Coronavirus.

Ventilatore polmonare Ventec Life System

GIOCHI POLITICI Bersaglio privilegiato degli strali di Trump è Mary Barra, Amministratore delegato di General Motors. Stando ad alcune indiscrezioni, le critiche del Presidente avrebbero come obiettivo l’impianto produttivo di Lordstown, Ohio, chiuso definitivamente nel 2018, la cui (eventuale) riapertura tornerebbe utile a “The Donald” nella corsa alla rielezione in questo cruciale swing state. Nel frattempo, GM già da diversi giorni ha attivato una partnership con Ventec Life Systems per la realizzazione di sistemi medicali nella fabbrica di Kokomo, in Indiana. Altre aziende private americane hanno risposto alla richiesta di Washington, riconvertendo la produzione per far fronte all’emergenza Covid-19. Fra queste spiccano General Electric e il gigante dei cieli Boeing.


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