Pubblicato il 14/01/2020 ore 10:35

LA CAPITALIZZAZIONE DI TESLA 81,39 miliardi di dollari: tanto vale la capitalizzazione di mercato di Tesla in seguito al recente rialzo delle sue azioni, che con un'impennata di oltre 130 dollari le ha viste raggiungere i 469 dollari. Il che fa della casa automobilistica voluta da Elon Musk il costruttore americano di maggior valore (di sempre, per usare un'espressone molto in voga oggi).

IL RECORD TRA I COSTRUTTORI USA Vero, a livello globale c'è chi fa meglio: Volkswagen con 98,65 miliardi e Toyota con 227,9 miliardi di capitalizzazione. Nondimeno bisogna sommare Ford (36 miliardi) e General Motors (50 miliardi) per superare - di poco - la quotazione complessiva del brand principe delle auto elettriche. Alla faccia di cassandre come Bob Lutz, da anni vaticinatore di sventure per Tesla, e di tutti i detrattori della mobilità elettrica in generale. Speculatori compresi. 

LA SVOLTA DI CYBERTRUCK È stata la presentazione del controverso Cybertruck, lo scorso novembre, a far compiere alle azioni di Tesla il balzo necessario a superare il record precedente, stabilito da Ford nel 1999 con 80,81 miliardi. Ciò che potrebbe confondere è il volume di auto prodotte: un terreno su cui la Casa di Elon Musk non può nemmeno avvicinare gli altri produttori.

Tesla Cybertruck, il frontale

IL VALORE DEGLI ASSET Forte di una crescita del 50% rispetto al 2018, Tesla ha comunque sfornato nel 2019 appena 367.500 veicoli: ben poca cosa se confrontati con i 14 milioni realizzati dal duo Ford-GM. Quello che evidentemente convince gli investitori è la prospettiva verso una mobilità di tipo diverso: una trasformazione globale, che vede ora in corsa anche i costruttori tradizionali, ma che ha in Tesla il vero apripista e leader. Una supremazia che si fonda, non dimentichiamolo, anche sulla rete proprietaria delle stazioni di ricarica Supercharger, un asset che potrebbe ulteriormente acquisire valore in futuro.

UNO ZERO CHE VALE MILIONI La gamma di auto tutte virtualmente a emissioni zero mette poi Tesla al riparo dalle multe miliardarie che attendono gli altri costruttori se non riusciranno a rispettare i target 2021 in fatto di CO2. Ma non basta. Il credito delle emissioni zero di Tesla può venire monetizzato, come ha dimostrato FCA nella primavera del 2019, che nell'azienda americana aveva investito - si dice - centinaia di milioni per poter fare media con le emissioni di Jeep, Chrysler, Alfa Romeo, Fiat & c.

UNA SCOMMESSA A LUNGO TERMINE Nessuna delle polemiche che periodicamente investono Tesla spaventa gli investitori: né quelle relative alla produzione né quelle sulla qualità delle auto, non i timori sulla sicurezza di Autopilot e batterie né sulla precarietà dei bilanci passati. Quella di Elon è una scommessa a lungo termine e il mercato ci crede: dopo i record in borsa e di vendite della Model 3 il sogno di Musk sembra avere basi sempre più solide.

AGGIORNAMENTO AL 14/01/2020 La corsa al rialzo delle azioni Tesla ha portato il valore del titolo a circa 524 euro, per una capitalizzazione che ora vale circa 90,9 miliardi di dollari. Il distacco da Volkswagen si riduce.


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