Autore:
Emanuele Colombo

LA RINUNCIA DEL CAMPIONE Walter Rohrl lo dice chiaramente: “La piaga più grave del Nurburgring è il traffico”. Ah no, scusate, quello era Johnny Stecchino. Il due volte campione del mondo di Rally e storico collaudatore Porsche si lamenta sì del traffico, che gli impedisce di raggiungere il circuito in quattro ore come faceva un tempo, ma c'è un altro motivo se per la caccia al record dell'ultima Porsche GT2 RS si è tirato indietro...

GT TROPPO VELOCI A parlarne è lo stesso Rohrl, ora settantenne ma sempre in attività, nel corso di un'intervista alla testata australiana Drive: le auto di oggi sono diventate troppo veloci e sul Nordschleife “Non c'è margine d'errore, quello è il problema. […] Con queste auto percorri la Schwedenkreuz a 295 km/h e la Fuchsrohre a 270 km/h, e ricordo tutti gli incidenti che si sono verificati in questi punti negli ultimi 20 anni. Affrontando la Fuchsrohre ai 270 ripenso sempre a uno dei collaudatori Bridgestone, che ruppe il cerchio”.

LA QUESTIONE AERODINAMICA Altro problema delle attuali supercar, secondo Rohrl, sarebbe la mancanza di downforce rispetto alle auto da corsa vere e proprie. La Porsche GT2 RS che ha siglato l'ultimo record, con un tempo di 6'47”, ha un carico aerodinamico massimo di 416 kg: molti, per un'auto stradale, ma pochi rispetto a quelli che si ottengono con le auto progettate espressamente per la pista, con appendici aerodinamiche più estese.

I RECORD SERVONO DAVVERO Non di meno, Rohrl riconosce che c'è molto da imparare dai tentativi di record al Nurburgring e Steffen Walliser, capo di Porsche motorsport e del dipartimento GT stradali, sostiene che sia tuttora importante per lo sviluppo delle auto ad alte prestazioni: “L'uomo ha sempre cercato il modo di andare più veloce. Perché non mantenere viva la sfida ingegneristica? Non c'è motivo di fermare la competizione”, ha dichiarato.

L'ESEMPIO DELLA FORMULA 1 Intanto, nel 2016, proprio alla Fuchsrohre, il malfunzionamento di un sensore dell'ABS di una Koenigsegg One:1 da 1.360 CV causò un terribile incidente, dal quale il pilota uscì indenne per un soffio. In Formula 1 e in MotoGP l'incessante battaglia per la sicurezza ha portato circuiti ridisegnati e misure che hanno ridotto drasticamente le fatalità. Che anche nel mondo del collaudo sia ora di fare delle riflessioni, come suggerisce Rohrl?  


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