MERCEDES CLK GTR: IL VOLO DI LE MANS NEL '99
È diventata famosa, anche a dispetto delle sue prestazioni, per quei voli incredibili alla 24 Ore di Le Mans nel 1999. Sì, perché i voli furono addirittura tre. Quello più celebre, che vi mostriamo nel video qui sotto, vide la CLK GTR guidata da Peter Dumbreck finire addirittura oltre le barriere, tra gli alberi del bosco. Ma la stessa sorte era toccata prima, per ben due volte tra qualifiche e warm-up, anche a Mark Webber (entrambi i piloti ne uscirono fortunatamente illesi). Fu per queste ragioni che Mercedes annunciò il ritiro della CLK GTR dalla 67esima edizione della 24 Ore più famosa al mondo. Niente più pista, ma qualche esemplare è ancora a spasso...
CLK GTR: 25 AUTO STRADALI PER CORRERE NEL GT
Ma facciamo un passo indietro. L'auto fu realizzata, a partire dal 1997, in soli 25 esemplari (20 coupé e 5 cabrio) per poter rispondere alle regole della FIA (Federazione Internazionale dell'Automobile) e partecipare così al campionato GT1. La CLK GTR fu creata in due configurazioni: una equipaggiata con motore V12 da 6.9 litri capace di 612 CV e una velocità massima di oltre 340 km/h, l'altra con un 7.3 litri da 640 CV, in grado di offrire prestazioni ancor superiori. La Cabrio doveva ''accontentarsi'' di una potenza inferiore, 618 CV. Il prezzo dell'auto, quando fu commercializzata, era superiore a 1,5 milioni di dollari.
LA CLK GTR DI EUGENIO AMOS
Questa Mercedes, non ci vuole uno scienziato, è nata per le corse. È estrema in tutto, non solo nelle prestazioni: è larga 1,95 m, è alta solo 1,10 m ed è anche notevolmente lunga, con i suoi 4,85 m. A dispetto di ciò, ad usarla nel traffico è stato beccato Eugenio Amos, appassionato di motori e collezionista (nonché padre dell'omonima Lancia Delta Integrale by Amos). La sua, la numero 8 di 25, era stata precedentemente di proprietà di un privato francese che non l'aveva mai usata, trattandola al pari di una reliquia. E un po' c'era da capirlo, l'ex proprietario: le CLK GTR, oggi, vengono vendute tra i 2 e i 4,5 milioni di euro.
L’ultimo arrivato nella redazione è toscano, di Firenze. Sin dai primi anni di vita affascinato dalle quattro ruote, col passare degli anni si è poi avvicinato alle due, dalle quali è rimasto folgorato. Dall’infanzia sogna di diventare pilota (prima di F1 poi di MotoGP) ma il sogno rimane nel cassetto, anche perché in famiglia pare sia l’unico con la benzina nelle vene. Finito il liceo tutto appare chiaro: “Voglio diventare un tester”. All’università studia Media e Giornalismo e si laurea con una tesi sulla rivista Motociclismo, iniziando poco dopo a collaborare col giornale. Negli anni ha frequentato quanti più corsi di guida per imparare a guidare le moto, finché nel 2019 è diventato lui stesso Istruttore di Tecniche di Guida Motociclistica della F.M.I. Ah, dimenticavamo: pare stia cercando moglie…











