Pubblicato il 06/10/20

MASER-ALFA Non è facile, osservando Maserati MC20, individuare anche un dettaglio solo meritevole di critica. MC20 è un'hypercar che sa trasmettere emozioni anche da ferma, promettendo un'esperienza favolosa sia che il territorio sia la strada, sia ancora di più la pista. Talmente suggestivo, il suo design, che a taluni ispira casomai un sentimento di rimpianto: e se un'opera d'arte di questo livello avesse il marchio Alfa Romeo? Che effetto avrebbe suscitato?


CONTAMINAZIONI Sul proprio profilo Instagram, il car designer Andras Veres ha immaginato un mondo in cui a progettare MC20 fosse stato un altro brand FCA, e non un brand a caso. Bensì il brand che insieme a Maserati incarna il lato più prestazionale ed ormonale. Una supercar di aspetto identico alla hyper coupè emiliana, ma con i tratti distintivi del Biscione, ovvero lo scudetto Alfa in luogo del Tridente, i fari leggermente più sottili, il simbolo del Quadrifoglio sopra il passaruota, infine un alettone posteriore a migliorare ulteriormente il coefficiente aerodinamico, ma anche a rafforzare il grado di testosterone che trasuda da ogni poro. De gustibus non disputandum est, ma dello sforzo grafico di Veres tutto si può dire, tranne che sia disarmonico.

Maserati MC20, quella vera

NOSTALGIA Maserati ha più volte rivendicato la paternità esclusiva del progetto MC20, dallo stile alla tecnologia racchiusa nel telaio, passando soprattutto per il propulsore, quel 3 litri V6 biturbo in posizione posteriore (630 cv di potenza) in nome del quale, per due anni interi, gli ingegneri del Maserati Engine Lab hanno gettato il cuore oltre l'ostacolo. All'impresa Maserati fa da contraltare proprio la precarietà della cugina Alfa in tema supercar: dopo 8C Competizione, mettici anche 4C, niente più auto da sogno. Il focus è sui SUV, ma l'heritage Alfa Romeo tratta di altro...


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