Tecnologia

GM Wireless Pedestrian Detection


Avatar di Luca Cereda , il 27/07/12

9 anni fa - Addio incidenti grazie allo smartphone?

Pedoni e ciclisti intercettati in anticipo grazie a una connessione più veloce e allo smartphone: ecco come eviteremo gli incidenti secondo il colosso americano, al lavoro sul GM Wireless Pedestrian Detection

OCCHIO NON VEDE… L’obiettivo è sempre riuscire a predire il futuro. Ovvero, per l’automobilista, conoscere in anticipo alcuni potenziali rischi della strada: un ciclista in arrivo da un angolo cieco, ad esempio, o il pedone che attraversa senza guardare; o ancora il cantiere aperto dove operai in cappellino giallo s’adoperano mentre file di auto sfrecciano al loro fianco. Situazioni in cui, a volte, guidare con attenzione può non bastare. Servirebbero mille occhi ma soprattutto occhi veloci, per evitare l’incidente. Sia benvenuto, allora, il Wireless Pedestrian Detection.

… CI PENSA IL CHIP A differenza di altri chip con la stessa identica missione, il Wireless Pedestrian Detection di GM sfrutterà l’azione combinata del Wi-Fi direct con quella di sensori e telecamerine, che ormai da tempo fanno parte dell’apparato tecnologico delle nostre auto. L’altro player fondamentale di questo sistema capace, secondo GM, di ridurre drasticamente gli investimenti di pedoni e ciclisti, sarà lo smartphone. Del quale, sempre secondo gli esperti di GM, da qui a qualche anno saremo tutti, ricchi o poveri, in qualche modo muniti.

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IL TRIANGOLO NO Un terzo elemento non c’è ed è questa la novità. Basandosi sul Wi-Fi direct, una tecnologia che permette a due dispositivi di entrare in connessione senza passare per un punto d’accesso wireless, il  Wireless Pedestrian Detection di GM individuerà al volo il pedone o il ciclista di turno. Ciò grazie al chip del sistema di infotainment dell’auto che entrerà in contatto con lo smartphone del pedone/ciclista in un tempo nettamente inferiore rispetto a quei dispositivi non Wi-Fi direct (che perciò necessitano di una sorgente wireless alla quale appoggiarsi).    

ACCORCIA I TEMPI Auto e smartphone, dunque, dialogheranno senza intermediari, peer-to-peer, scambiandosi informazioni e coordinate. Così la vostra Chevy scoprirà prima chi e cosa la circonda, avvisandovi tempestivamente se c’è rischio di collisione. Parallelamente al Wireless Pedestrian Detection, poi, GM sta elaborando una app per telefonini con Wi-Fi direct che aiuterebbe i possessori – si pensi a chi fa il fattorino, oppure a chi lavora nei cantieri stradali, ma anche comuni ciclisti e pedoni di città – a rendersi riconoscibile a distanza. Allo stadio attuale, due dispositivi muniti di Wi-Fi direct possono riconoscersi anche a 200 metri di distanza; ma a far la differenza sarà soprattutto il tempo – circa un secondo, a detta dei ricercatori GM, contro i 7 o 8 dei sistemi non Wi-Fi direct – che l’auto impiegherà nel rintracciare il potenziale pericolo.

E L’AUTONOMIA? Differenza da non sottovalutare visto che, solo negli USA, 4280 pedoni e 618 ciclisti sono morti nel 2010 a causa di incidenti con mezzi a motore. E parliamo di numeri sensibilmente ridotti rispetto al passato: del 25% in meno rispetto a quindici anni fa, per intenderci. Una diminuzione alla quale senza dubbio hanno contribuito le tecnologie sulla sicurezza in auto studiate a lungo in passato e recentemente divenute di serie o opzionali. Il Wireless Pedestrian Detection, in questo senso, ha appena intrapreso il proprio iter. In ottica di una futura implementazione, al momento, più che l’effettiva diffusione su larga scala degli smartphone, qualche perplessità sorge sulla tenuta delle batterie di questi, che per restare costantemente direttamente-connessi necessiteranno di una più ampia autonomia.


Pubblicato da Luca Cereda, 27/07/2012
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