Pubblicato il 31/05/20

Tra il mito e il futuro

La notizia che arriva dal mondo del tuning è di quelle che riguardano un mito, un'auto di culto più unica che rara: la Ferrari Breadvan. Questo particolare soprannome significa letteralmente furgone del pane, ed è dovuto al caratteristico posteriore dell'auto, che ricorda per l'appunto quello di un piccolo furgone. Ma prima di raccontarvi perché il Breadvan è ritornato di attualità occorre fare un passo indietro per raccontarne la storia, un passo indietro fino al lontano 1962.

LA STORIA Nel 1962 la Carrozzeria Sports Cars di Piero Drogo ideò un'auto per competere alla 24 Ore di Le Mans contro la mitica Ferrari 250 GTO. E lo fece sulla base di Ferrari 250 GT passo corto. Telaio e motore V12 erano quelli dell'originale, ma l'idea fu quella di trasformarla in una Gran Turismo Omologata. Per fare ciò, il conte Giovanni Volpi, proprietario della Scuderia Serenissima, ingaggiò l'ingegnere e designer Giotto Bizzarrini, che lavorò con Drogo a un'aerodinamica molto particolare, con la capote molto estesa verso la coda, e arretrò la posizione del motore. L'esemplare, che portava la targa MO 68939, fu pronto in due settimane, e nonostante a Le Mans riuscì a superare la GTO su un rettilineo, dovette poi ritirarsi per un problema al motore. La storia di quel modello unico la vide di proprietà dei conti Volpi fino al 1965. Se ne perdono poi le tracce finché non compare nel 2005 a un'asta della casa inglese Christie's, dove quotata oltre un milione di euro venne venduta a soli 800mila euro. Attualmente il suo proprietario è Klaus Warner, imprenditore tedesco titolare della Classic Cars di Wuppertal.

La Breadvan originale e il suo caratteristico posteriore

IL RETROSCENA Ma la parte più interessante della storia della vecchia Breadvan è che si trattò a tutti gli effetti anche di una specie di affronto nei confronti del mitico Enzo Ferrari. Ferrari infatti, assolutamente contrario all'iniziativa, si rifiutò di vendere un proprio modello per quello scopo, costringendo il conte ad acquistare una 250 GT usata. Il perché di questo malanimo è presto detto: Giotto Bizzarrini era stato, insieme a molte altre figure chiave di Ferrari dell'epoca come Girolamo Gardini, Carlo Chiti e Romolo Tavoni, protagonista di un vero e proprio ammutinamento. Nel 1961 infatti questi avevano improvvisamente e tutti insieme abbandonato Maranello, a seguito di insanabili discussioni con il Drake. Il motivo? Ferrari aveva dato a sua moglie, Laura Garello, sempre più spazio in azienda, e questa si era ritrovata ormai pressoché quotidianamente a scontrarsi con i sopracitati, che ricoprivano figure importanti nell'azienda. Si arrivò a una situazione, soprattutto con Gardini, di ''me o lei'', e ovviamente il Patron non poté che scegliere la moglie. All'uscita di Gardini si accompagnò anche quella degli altri, e Bizzarrini, Chiti e Tavoni si trovarono alla corte del munifico Giovanni Volpi. In quest'ottica dunque non è sorprendente che Ferrari non volesse vendere una delle proprie vetture affinché venisse utilizzata come base da un competitor, e che competitor.

IL PRESENTE Ma perché vi abbiamo raccontato questa vecchia storia? La risposta, come dicevamo all'inizio, sta nel mondo del tuning. Gli specialisti olandesi di Niels van Roji Design infatti stanno lavorando, ormai da mesi, a un particolare esemplare su commissione che riprende l'idea di base della Breadvan, che dovrebbe essere ultimato più avanti nel corso del 2020. Possiamo intanto però guardare video e foto dei lavori in corso e degli schizzi preparatori. La base di partenza questa volta è Ferrari 550 Maranello, adatta per via del suo motore V12 frontale, del cambio manuale e dei due posti secchi. Ovviamente le modifiche principali sono quelle al posteriore, ma anche la parte anteriore sembra voler richiamare nelle linee la Breadvan originale, inclusa una finestra trasparente che permetterà di dare un'occhiata al motore. La 550 Maranello è stata prodotta da Ferrari tra il 1996 e il 2002 in solo tremila esemplari, ed è probabile che i puristi storceranno decisamente il naso di fronte a questa azzardata modifica: un'eventualità che non farebbe che renderla ancora più simile al suo molto discusso precedente.


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