Pubblicato il 08/04/20

TESLA MODEL Y VS TESLA MODEL 3

Oggi parliamo di un confronto casalingo tra le due vetture Tesla ''entry level''. Non un duello su strada tuttavia, ma in officina, dove sono state analizzate da un punto di vista ingegneristico, tra assemblamenti, saldature, cablaggi e molto altro. E scopriremo che, se è vero che condividono in buona parte la struttura (il pianale è lo stesso), in realtà sono molto differenti sotto tanti punti di vista. Partiamo con qualcosa di semplice. Il prezzo: Model 3 parte da 49.500 euro, Model Y da 59.000 euro (per tutti i dettagli sui modelli Tesla vi rimandiamo a questo articolo). Questa è la prima differenza. Le altre? Scopriamole.

TESLA MODEL Y? PROGETTATA MOLTO MEGLIO DI MODEL 3

L'affermazione è di Sandy Munro, fondatore di Munro & Associates, azienda che si occupa di benchmarking automobilistico. Bench...cosa? In pratica si occupano di smontare bullone per bullone le auto, al fine di poterle comparare dal punto di vista costruttivo. Normalmente siamo abituati a valutare il prodotto finito; un'automobile, in particolare, per come va, ma non per come è progettata. Di solito non siamo in grado di valutare se - per esempio - il comfort di una vettura è legato a questa o a quella scelta costruttiva. Con Sandy Munro, invece, scendiamo nel dettaglio. Per ora sappiamo che Tesla Model Y è molto meglio della sorella Model 3. Perché?

LA PARTE POSTERIORE DI MODEL Y È COSTRUITA CON PIÙ CRITERIO

Munro non si è dimostrato molto soddisfatto di Model 3, affermando che la parte posteriore della berlina di Tesla è stata messa insieme con un miscuglio di rivetti, saldature ed elementi di fissaggio. Anche i parafanghi sarebbero fatti di troppe parti, addirittura nove, quando normalmente sono formati da un unico pezzo. Il bagaglio, inoltre, è composto da più componenti metalliche assemblate, quando Munro ritiene che sarebbe più comoda una vasca unica in composito. La Model Y ha fatto segnare un passo avanti in tal senso. Il bagaglio, infatti, è formato da una vasca in nylon imbullonata alla struttura, rendendo molto più semplice anche l'eventuale sostituzione.

Il bagagliaio della Model Y oggetto di indagine da parte di Munro

SOSPENSIONI: SONO SIMILI, MA NON UGUALI

Fondamentalmente, Tesla Model 3 e Model Y condividono anche le sospensioni, ma con qualche differenza. I braccetti in alluminio non sono gli stessi tra i due modelli e, laddove su Model 3 erano presenti delle fascette nella parte superiore della sospensione, per tenere insieme uno smorzatore di massa, l'ammortizzatore ed il braccio, ora troviamo una soluzione più coerente (il video successivo vi chiarirà visivamente il tutto). Lo scopo dello smorzatore di massa? È quello di ridurre le vibrazioni: il fatto che sia stato originariamente assemblato con delle fascette potrebbe significare che sia stata un'aggiunta tardiva, per rimediare ad un eccessivo propagarsi di vibrazioni nell'abitacolo della Model 3. Sulla Model Y lo smorzatore è sempre presente, ma stavolta le scadenti fascette sono state sostituite da dei bulloni. Le sospensioni posteriori sono più simili tra i due modelli (a tutto vantaggio della riduzioni dei costi per la Casa) ad esclusione di un link, che su Model 3 è di forma più semplice, mentre sulla Model Y ha una forma più complessa. Il video ce lo spiega in dettaglio.

LARGHEZZA E ALTEZZA: DA DOVE LE DIFFERENZE

Munro ha poi analizzato quali fossero le caratteristiche che garantissero differenti misure in larghezza e altezza tra le due vetture. Sebbene molti dei bracci delle sospensioni posteriori abbiano lo stesso aspetto, è plausibile che differiscano per dimensioni. Ma aggiunge che gli snodi delle ruote anteriori e posteriori sono di dimensione diversa tra la Model 3 e la Model Y: la maggior larghezza del SUV deriverebbe dunque da questo componente. Per quanto concerne l'altezza, invece, Munro sostiene che la maggior altezza di Model Y derivi da dei distanziali posizionati tra telaio e corpo dell'auto. Sarebbero questi a garantire alla Y quei 3 cm di altezza in più.

Uno dei braccetti di cui parla Munro

LA POMPA DI CALORE STA IN UNA VALIGIA

Riscuote apprezzamenti da parte di Munro anche il sistema della pompa di calore, anche se su Model 3 sembrebbe migliore rispetto a Model Y. Il compito della pompa è quello di utilizzare l'aria ed il calore provenienti dalle componenti dell'auto per riscaldare la cabina. Con questo strumento si evita così di installare ulteriori resistenze che assorbano preziosa energia alle batterie. La straordinarietà ingegneristica della pompa di calore della Model Y, che secondo Murno non è seconda a nessuno, è da ricercarsi nelle dimensioni ridotte: ''è confezionata nello spazio di una valigia, è incredibile'' . Nella Model 3 il sistema è all'interno di un contenitore con schiuma espansa, per ridurre il rumore, mentre nella Y è posto fuori dall'abitacolo ma è libero, privo di contenitori esterni. Pare che qualche lamentela per la rumorosità della pompa di calore della Model Y sia arrivata comunque e Munro si chiede se, utilizzando lo stesso contenitore della Model 3 con schiuma espansa, non si potrebbe arginare il problema...

La pompa di calore della Model Y

FINITURE, ASSEMBLAMENTI, VERNICE E CABLAGGI

La Model Y si riprende... la testa della corsa (virtuale) dopo esser stata battuta dalla sorella Model 3 in merito alla pompa di calore. Sono giudicati buoni assemblamenti e finiture, con l'unico neo per il portellone posteriore che si chiude, all'altezza dei gruppi ottici, lasciando uno spazio non perfettamente identico tra il lato destro e sinistro (6 mm contro 2 mm) e la verniciatura che, sul parafango anteriore, lato passeggero, ha evidenziato controluce una goccia di vernice. Il passo in avanti maggiore è stato fatto sulle saldature e l'utilizzo di rivetti, laddove la Model 3 evidenziava diverse lacune, tanto da farla definire da Munro ''una sorta di progetto scientifico''. La Model Y è ottima sotto questo punto di vista. Ma dove il SUV di Tesla tocca la perfezione, paragonata alla sorella Model 3 e in generale ad altri mezzi a batterie, è il cablaggio dei cavi. La Model Y usa infatti tubi in alluminio per trasportare i cavi dalla porta di ricarica alla batteria (vedasi foto sotto). Una soluzione più precisa e coerente secondo Munro e che, rispetto ai classici cavi flessibili, fa risparmiare peso e ottimizza lo spazio. Inoltre, su Model Y, tutti i cavi elettrici sono inseriti in lunghi tubi di plastica neri, contrariamente a quanto succede solitamente su altri veicoli, dove i cavi sono tenuti insieme da nastro. Una soluzione semplice ma innovativa che dovrebbe evitare anche i cortocircuiti.

I tubi che portano i cavi dalla porta di ricarica alla batteria sono in alluminio

SEDILI: SULLA MODEL Y SI STA PIÙ IN ALTO

Come ci si aspetterebbe da un SUV, la seduta della Y è più alta rispetto alla berlina Model 3. Come è stato ottenuto questo? In realtà nel modo più semplice possibile, cioè attraverso dei supporti sotto al sedile. A dispetto dei soli 3 cm di altezza che differenziano la Model Y dalla Model 3, i sedili - ammette Munro - sono sensibilmente più alti. Smontando i sedili del SUV Tesla, Munro ci mostra come siano semplicemente delle staffe a consentire una posizione al volante più alta. La foto qua sotto ce lo mostra in modo chiaro, sebbene i supporti siano coperti dalla tappezzeria.

Sotto al sedile: coperte da tappezzeria le due staffe che rendono i sedili di Model Y in posizione più alta rispetto alla Model 3

AUMENTA ANCHE LA SICUREZZA

Infine, anche sul piano della sicurezza passiva, la Model Y pare aver fatto degli sforzi in più rispetto alla sorella berlina. Smontando l'auto, infatti, Munro ha potuto constatare come siano aumentati gli spessori di alcune parti metalliche, sia stata aggiunta una barra in lega di alluminio con il compito di dissipare le forze derivanti da un impatto sulla spessa e robusta struttura metallica posta subito dietro. Finezze che sulla Model 3 - assicura Munro - non sono contemplate. Il video qui sotto ci mostra gli accorgimenti in dettaglio.

IL LAVORO DI MUNRO GRADITO ANCHE DA ELON MUSK

Osservazioni e suggerimenti hanno trovato pareri positivi. Non ci riferiamo solo ai nostri, naturalmente, ma anche da qualcuno meno... disinteressato. Stiamo parlando di Elon Musk, patron di Tesla, che ha risposto direttamente ai tweet di Munro e co., esprimendo gradimento per il lavoro svolto e le critiche costruttive raccolte. Dopo un lavoro meticoloso come questo, come si può non essere d'accordo?

Elon Musk ha risposto con un tweet accogliente, nonostante le critiche alla sua Model 3

 


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