Pubblicato il 16/03/2017 ore 17:10

L'ABITO FA IL SEDILE Chi li ha provati ne conosce il valore. I sedili rivestiti in Alcantara, spesso abbinati a pelle o a tessuto, non sono soltanto eleganti, vellutati alla vista e al tatto, sono anche comodi, traspiranti e trattengono in curva come pochi altri materiali. Ma l’Alcantara non lo conosciamo soltanto per gli interni delle auto, lo troviamo a vestire il divano di casa, o a coprire il tablet o pronto a farsi indossare in forma di abito, applicazione per cui è nato. E lo troviamo in tutto il mondo, orgoglio del Made in Italy anche se il brevetto è giapponese e, dal 1995, anche la proprietà di Alcantara Spa è tutta giapponese.

GLOCAL E dal 2009, quando Alcantara ha ottenuto la certificazione Carbon Neutral, a oggi il fatturato di Alcantara è passato da 64,3 milioni di euro a 185, proprio nel momento peggiore della crisi, e della crisi dell’auto. Merito della qualità e dello stile e della tecnologia che l’Alcantara porta con sé e dell’export, circa il 90%, verso Asia e America. Alcantara è un’azienda local nella produzione ma che è global nella presenza internazionale del marchio e del prodotto, soprattutto in Asia e in America.

NON CHIAMATELO TESSUTO I giapponesi apprezzano e conoscono bene il valore del Made in Italy e, pur rimanendo nell’ombra, difendono l’italianità del prodotto e del marchio Alcantara. Anche oggi, quando Alcantara decide di raddoppiare la produzione del pregiato non tessuto (non chiamate l’Alcantara tessuto!). Un investimento di 300 milioni di euro per passare da circa 7 milioni di metri di Alcantara prodotti oggi fino a oltre 14 tra cinque anni, quando il nuovo stabilimento lavorerà a regime. Il nuovo stabilimento nascerà vicino a quello attuale di Nera Montorio, in provincia di Terni.

FUTURO BIO Alcantara è un materiale in continua evoluzione che nasce da un polimero trattato come un fiocco di lana che subisce un trattamento di cardatura e filatura che, da un impalpabile rotolo di base alto dieci centimetri si riduce al materiale sottile, morbido e vellutato che conosciamo. Se finora gli studi hanno portato a forme differenti di Alcantara, goffrato, traforato come la pelle, disegnato, inciso, la prossima frontiera è quella di abbandonare polimeri derivati dal petrolio per diventare bio con polimeri derivati, per esempio, da scarti alimentari.

NELLE GRINFIE DI ROBERT Tutte le nuove evoluzioni devono passare l’esame finale nel laboratorio Ricerca e Sviluppo di Nera Montorio, sottoposto alle angherie di Robert, il robot che simula in dieci giorni il ciclo di vita del rivestimento di un sedile per auto dopo 250.000 chilometri e dei test Martindale per abrasione e logoramento per garantire che dopo 30.000 cicli l’Alcantara sembri come nuovo e che, dopo 150.000 cicli non si laceri.


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