Test severissimi e materiali ultra tecnologici: tutti i segreti delle gomme Michelin di Bugatti Chiron, l'auto più veloce al mondo
PENUMATICI SPECIALILo scorso 2 agosto una Bugatti Chiron appositamente modificata ha infranto la barriera delle 300 miglia orarie (490 km/h). La prova ha avuto luogo sul circuito di Ehra-Lessien in Bassa Sassonia, al volante della vettura Andy Wallace, campione di Le Mans e test driver ufficiale Bugatti. Un risultato stupefacente, frutto di un connubio perfetto fra potenza, meccanica e aerodinamica. Un contributo fondamentale per la riuscita dell’impresa è stato però dato da speciali pneumatici Michelin, pensati per resistere alle mostruose forze generate dall'elevata velocità dell'auto.
COME LO SPACE SHUTTLEStiamo parlando delle Michelin Pilot Sport Cup 2. Non semplici “gomme”, ma raffinatissimi (e costosissimi) pneumatici sviluppati in partnership con Bugatti e testati con attrezzature estremamente rigorose, capaci di mettere alle corde anche l’ultima fibra di Caucciù. Michelin Pilot Sport Cup 2 sono stati sviluppati nel centro sperimentale di Ladoux in Francia e a Charlotte (South Carolina). Per darvi un’idea, i macchinari utilizzati nelle prove replicavano le stesse condizioni di stress a cui erano sottoposti gli pneumatici dello Space Shuttle.

IL “SEGRETO”Le straordinarie capacità di resistenza e tenuta di Michelin Pilot Sport Cup 2 stanno nei materiali di ultima generazione utilizzati per carcassa e battistrada. Le tele di quest’ultimo sono state rinforzate e rese in grado di resistere ad accelerazioni di gravità nell’ordine di 5.300 g. Sollecitazioni diaboliche, che si generano nella vorticosa rotazione delle ruote e che farebbero implodere uno pneumatico tradizionale. Il segreto di Michelin è però quello di avere realizzato un oggetto studiato per le altissime velocità, ma capace di garantire comfort anche nella guida di tutti i giorni. Sbalorditivo, vero?
Laurea magistrale in Politiche Europee e Internazionali, Dario unisce l’amore per la scrittura e l’interesse per la politica a una forte passione per le automobili, con un occhio di riguardo per tutto ciò che va a batteria. È il più alto della compagnia, ma le hatchback assettate non gli vanno comunque strette. Una carriera nel giornalismo tutta davanti, eppure una visione già sorprendentemente chiara del mondo a quattro ruote, in chiave sia tecnica sia sociologica. Una risorsa preziosa e polivalente: quando sei sommerso di lavoro, è Dario a toglierti le castagne dal fuoco.




