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Opel Insignia Sports Tourer OPC


Avatar Redazionale , il 21/05/09

12 anni fa - Dopo la berlina, anche la wagon si sottopone alla cura ricostituente dell'Opel Performance Center. Ultimate le prove e le verifiche sul circuito del Nürburgring, arriverà nelle concessionarie per la fine dell'anno.

Dopo la berlina, anche la wagon si sottopone alla cura ricostituente dell'Opel Performance Center. Ultimate le prove e le verifiche sul circuito del Nürburgring, arriverà nelle concessionarie per la fine dell'anno.

ARRAMPICATRICI SOCIALI Che le station wagon non siano più solo mezzi da soma è ormai assodato. Da tempo sono state sdoganate anche nei salotti "bene" e sono viste di buon occhio anche dal jet-set. Ultimamente, poi, sempre più spesso, si dilettano a recitare la parte delle sportive. Con gran motoroni e assetti ad hoc non sfigurano affatto e fanno la felicità dei papà che sotto il doppio petto indossano la tuta ignifuga, a mo' di Superman del volante.

FORMATO FAMIGLIA L'ultima giardinetta da sparo a chiamare a sé i riflettori è la versione OPC della Insignia Sports Tourer, che segue in scia la sorella a tre volumi riproponendone la ricetta in formato familiare. Per riconoscerla dalle altre varianti più tranquille si può contare innanzi tutto sulle due zanne cromate che ornano il muso neanche fosse quello di un tricheco. La stessa finitura caratterizza in coda i terminali di scarico, che sono montati a filo del nuovo fascione paraurti. Sempre nella parte bassa si notano anche i cerchi da 19 pollici gommati 245/40, mentre nella parte alta spicca l'alettoncino sopra il lunotto.

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PANCIA A TERRA A dare un ulteriore tocco di grinta c'è anche l'assetto ribassato di 10 mm. La nuova configurazione scelta dai tecnici Opel non fa però soltanto scena. L'avantreno, ribattezzato HiPer Strut, è ottimizzato per offrire al pilota un'idea più chiara di cosa stiano facendo le ruote anteriori e anche quando si affonda il gas c'è la promessa di un annullamento delle reazioni allo sterzo. L'impostazione pistaiola caratterizza anche le sospensioni elettroniche FlexRide, che si adattano alle sollecitazioni sulla base dei tre programmi a disposizione del pilota: Normale, per la guida in panciolle, Sport, per viaggiare allegri, e OPC, per ottenere in massimo sul fronte guidabilità.

IL CHIP VIGILA Da questo punto di vista anche il reparto trasmissione non lascia nulla al caso. La trazione è integrale di tipo permanente Adaptive 4x4, cugina della XWD impiegata sotto le insegne Saab. I suoi assi nella manica sono la frizione Haldex di ultima generazione e in particolare il differenziale posteriore a slittamento limitato eLSD. Lungi dall'avere effetti allucinogeni, si tiene aggiornato costantemente su come sta viaggiando la macchina, interfacciandosi con la centralina dell'Esp. In questo modo riesce a mettere una pezza al volo in caso di repentine perdite di aderenza e, in alcuni casi, riesce addirittura ad anticipare le reazioni dell'auto, inviando la coppia motrice là dove serve per rendere il comportamento più rapido, tondo e preciso.

A TUTTA FORZA Un simile spiegamento di tecnologia è molto utile, vista la potenza da mettere a terra. Come sulla berlina, sotto il cofano c'è un motore 2.8 V6 turbo già presente su altri mercati (ma non in Italia) in versione da 260 cv ma qui portato a erogarne ben 325, con una coppia di 435 Nm. Grazie al lavoro del cambio manuale a sei marce, la pratica 0-100 viene sbrigata in 6,3 secondi, giusto 3 decimi in più rispetto al crono fatto segnare dalla berlina. La velocità massima (autolimitata) di 250 km/h è invece esattamente la stessa per le due carrozzeria.


Pubblicato da Paolo Sardi, 21/05/2009
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