Chi l’ha detto che le grandi berline (e le grandi station wagon) sono morte? Mentre fervono i lavori per la Volkswagen ID. Aero, la filante tre volumi full electric tedesca, pronta a debuttare nel 2023, a Wolfsburg non hanno mai smesso di lavorare alla nuova Passat Variant B9.

PICCOLA NON È I nostri ardimentosi fotografi hanno pizzicato sulle strade tedesche un nuovo muletto della nona generazione di VW Passat, che arriverà solo con carrozzeria Variant (station wagon). Rispetto al prototipo fotografato all’inizio dell’anno non troviamo grandissime novità: si conferma il corpo vettura imponente - ma filante - già visto a marzo, con una linea di cintura che sale leggermente verso l’alto in corrispondenza del terzo finestrino. Sportivo il muso, con le feritoie verticali ai lati del paraurti anteriore, così come lo spoiler sul tetto con le ali aerodinamiche sul lunotto, una soluzione ormai abbastanza diffusa.

DON’T BELIEVE THE HYPE Ancora poco chiaro lo stile del frontale, che assomiglia a quello della Passat attuale. Andando a sbirciare più da vicino, però, si vede come i fari, le prese d’aria, la griglia e tutto il resto siano in realtà elementi adesivi appiccicati sull’auto a coprire gli elementi veri e propri. Nella visuale di 3/4 anteriore si capisce chiaramente che i gruppi ottici avranno una forma differente. Lo stesso dicasi del posteriore - vedi ingrandimento qui sotto - dove gli adesivi che imitano i fanali attuali celano in realtà qualcosa di completamente diverso, probabilmente anche una striscia di plastica che attraversa tutto il portellone, come sulle VW più recenti (T-Cross e Taigo, per esempio).

QUANDO ARRIVA La nona generazione della grande station wagon dovrebbe arrivare nella seconda metà del 2023, se non addirittura nel 2024. Sarà costruita nello stabilimento Skoda di Bratislava, insieme alla “cugina” Skoda Superb, e sarà probabilmente l’ultima con un motore termico sotto il cofano (anche a gasolio). Al momento la versione a tre volumi non è prevista, almeno in Europa.
Videogiocatore da che ne ha memoria (e da quando ha messo gli occhi e le mani su un Commodore 64, in un'epoca ormai troppo lontana), appassionato di tutto ciò che ha almeno quattro ruote, ha appeso al muro la laurea in Ingegneria Informatica conseguita al Politecnico di Milano per dedicarsi alle sue passioni. Innamorato follemente di sua moglie, della sua bellezza ma anche della sua infinita pazienza, Claudio ammette di avere un debole anche per le due figlie. E per i due gatti che gli colonizzano la casa, tra un joystick e una consolle.













