Pubblicato il 15/01/2020 ore 11:26

IL FUTURO È CONNESSO Piaccia o non piaccia, la mobilità del futuro sarà sempre più connessa, con le auto in continuo dialogo tra loro e con le infrastrutture “intelligenti” sparse lungo le strade. Sono scenari che possono far sorridere, soprattutto pensando alla situazione della viabilità italiana, ma che potrebbero diventare realtà prima di quanto si pensi, e che già oggi stanno muovendo i primi passi.

VISTA A RAGGI X Tra le case più impegnate nel settore della connettività delle macchine e della guida autonoma c’è sicuramente Ford, che ha appena presentato la tecnologia Local Hazard Information (LHI). Una volta implementata, permetterà al guidatore di sapere cosa c’è dietro l’angolo, letteralmente, fuori dal campo visivo e dalla portata dei sensori dell’automobile. In questo modo ci si può far trovare maggiormente preparati ad affrontare, e auspicabilmente evitare, i pericoli presenti lungo la strada.

Il sistema che ''prevede'' gli incidenti di Ford

SEGNALI CONDIVISI Il Local Hazard Information invia un segnale al conducente nell’imminenza di un possibile pericolo (code, incidenti, grandinate, frane, carichi rovesciati ecc.), attingendo a quanto accade alle auto circostanti: per esempio, se sono stati attivati degli airbag, o le luci di emergenza, o i tergicristalli, senza l’intervento diretto del conducente. L’allerta viene inviata solo se l’incidente ha un impatto diretto sul proprio viaggio (diversamente da quanto accade con le informazioni sul traffico alla radio, per esempio).

COME FUNZIONA I sensori di bordo della macchina tengono sott’occhio diversi parametri (fendinebbia accesi, condizione dei freni, stato del controllo di trazione ecc.) per rilevare condizioni meteorologiche o stradali avverse, e trasmessi tramite connessione sicura a una piattaforma online gestita da HERE, che si occupa di raccogliere le informazioni inviate da tutte le auto. La tecnologia non è limitata solo alle automobili dell’ovale blu, ma può raccogliere informazioni anche da altri brand, in virtù di un accordo con altri marchi. 

Il futuro della guida sarà sempre più connesso

PIÙ CE N’È MEGLIO È Del resto, è nell’interesse anche di Ford che siano coinvolte più case possibili: maggiore il numero di auto connesse alla rete, maggiore è l’efficienza dell’intero sistema, che può contare su un numero molto più rilevante di dati e fornire informazioni più accurate. La tecnologia sarà già inserita come allestimento di serie sulla nuova Puma, e gradualmente introdotta su oltre l’80% della gamma Ford entro la fine del 2020.


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