Il colosso cinese Xiaomi potrebbe diventare il primo a lanciare un veicolo 100% elettrico costruito da zero, anticipando la rivale Apple, che seguirà le sue orme nel 2025 o 2026 nonostante le voci da Cupertino lasciassero intendere che la BEV americana era in avanzata fase di sviluppo. E sappiamo che Huawei è attualmente coinvolta nel settore della produzione automobilistica, ma i cinesi sono più operativi nella realizzazione della componente elettronica, fornendo i software per potenziare i sistemi infotainment.



SOLO IL MASSIMO PER LA SUA BEVDetto questo, sappiamo che Xiaomi è attualmente alla ricerca di nuove figure professionali per il suo stabilimento di assemblaggio di Pechino. Il colosso della tecnologia è particolarmente interessato ai lavoratori con esperienza nel settore automobilistico. L'azienda vuole solo il meglio del meglio, poiché considera la Modena un prodotto prioritario la cui qualità deve essere di prim'ordine. Xiaomi posizionerà la sua auto come concorrente di Tesla e potenzialmente anche della Apple Car.Infine, l'auto a batterie dovrebbe arrivare sulle strade i configurazione berlina con due versioni di batteria. La variante da 101 kWh garantirà un'autonomia massima di circa 800 km, ma l'auto potrebbe anche arrivare con una versione orientata alle prestazioni la cui autonomia scenderebbe da 100 a 200 km.La versione più economica potrebbe costare circa 200.000 yuan (circa 27.500 dollari o 26.000 euro), con Xiaomi che prevede anche un lancio internazionale nei maggiori mercati americani ed europei.
Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.



