Anteprima:

Citroën C5 Airscape


Avatar Redazionale , il 20/08/07

14 anni fa - Da berlina a cabrio, pensando al futuro

L'ennesimo bel prototipo destinato a passare come una meteora e a prendere poi polvere in un museo? A prima vista sembrerebbe di sì. Nelle forme di questa cabriolet potrebbe però nascondersi anche qualche tratto della prossima generazione della C5.

LA METAMORFOSI Da una tipa tranquilla, tutta casa e lavoro come la C5, una metamorfosi del genere non se l'aspettava probabilmente nessuno. E invece, mai dire mai. Neanche fosse il brutto anatroccolo (senza offesa, sia chiaro) che si trasforma come per incanto in cigno, ecco la sobria berlina francese assumere le sembianze di una fascinosa cabriolet.

PROFUMA DI NUOVO Per riuscire in un'operazione che avrebbe fatto la gioia di Irene Pivetti e di Platinette e del loro programma "Bisturi", quelli della Citroën non si sono limitati a lavorare con le cesoie e ad asportare il tetto. Hanno rimesso mano anche al disegno di tutti i lamierati, soprattutto della fiancata e della coda. Tanto che si potrebbe pensare a una parziale anticipazione delle forme della nuova generazione della C5, di cui si saprà di più nel corso del prossimo anno.

GIU' LA MASCHERA L'elemento più conservativo - si fa per dire - è il frontale, mantenuto apposta molto simile al modello in listino. A creare continuità stilistica sono soprattutto i fari allungati e l'ornaiclassica calandra con il doppio listello cromato che dà slancio alle forme dello stemma. Per il resto la C5 Airscape ha ben poco a che fare con i modello vulgaris. La parte bassa del frontale sembra ispirarsi alle cugine Peugeot, con uno sbalzo importante e un'enorme presa d'ariache si apre vorace.

FASCIO DI NERVI Il cofano è solcato da due nervature così come lafiancata, che sfoggia una linea molto slanciata. Il giro perlustrativo si chiude con una coda sinuosa, dominata dall'accenno di spoiler che orna il cofano bagagliaio. Più in basso, finiscono sul taccuino le luci, che ricordano un po' quelle della C4 Picasso a cinque posti (anche se qui la parte più sottile è al centro), e i due terminali di scarico annegati nel paraurti.

SPICCHIO DI CIELO Con queste premesse il tetto finisce quasi per passare in secondo piano. Trascurarlo sarebbe però un peccato, vuoi per la pulizia della sua forma, vuoi per alcune scelte costruttive originali. Interamente realizzato in carbonio, ha l'aspetto di una comune capote in tela e ha la parte a ridosso del parabrezza costituita da un pannello in vetro che regala ai quattro passeggeri l'illusione di viaggiare a cielo aperto, anche a tetto chiuso.

HIGH-TECH Oltre che per l'estetica, la C5 Airscape è interessante anche per un paio di dispositivi high-tech che adotta. Il primo è lo Snow Motion, presentato come uno sviluppo dei comuni sistemi di controllo della trazioneche promette miracoli sui fondi più scivolosi. Il secondo è invece l'UrbanHybrid, sistema che recupera l'energia in fase di decelerazione, la immagazzina e la usa per far funzionare i dispositivi elettrici di bordo, oltre che per dare una mano al motore tradizionale quando è richiesta tutta la potenza disponibile. La centralina elettronica che lo governa spegne anche il motore al di sotto dei 6 km/h quando viene premuto il freno, pronta a riavviarlo appena si toglie il piede dal pedale per accelerare di nuovo: quanto serve per abbattere sensibilmente i consumi e l'impatto ambientale del già ottimo V6 2.7 HDi da 208 cv e 440 Nm.


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Pubblicato da Paolo Sardi, 20/08/2007
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