Autore:
Luca Cereda

SALVADANAIO Quanto può far risparmiare un'auto ibrida? E' vero che beve di meno? Avrò sentito queste domande decine di volte e ho sempre risposto: dipende. Primo, bisogna precisare che esistono vari tipi di ibrido, come vi spieghiamo qui. Poi, quando si parla dei consumi di un'auto, sono tante le variabili che incidono. E la tipologia di motore, o di carburante, sono solo due di queste, per quanto importanti.

PROVA ESTREMA Un'auto virtuosa è indubbiamente una preziosa alleata nel fare economia. Ma per guidare risparmiando dovete anzitutto metterci del vostro, e non c'è nulla di meglio di una economy-run per capirlo. L'occasione me la offre Suzuki invitandomi a una Milano-Sanremo molto particolare. Altro che scatti e fughe come nella celebre corsa ciclistica: l'obiettivo è arrivare in riviera impiegando meno benzina possibile, entro il tempo massimo prestabilito. Che, al netto delle pause, equivale a una volta e mezza quel che si impiegherebbe normalmente.

COS'E' IL MILD HYBRID? Okay, basta andare piano, direte voi. Nossignore. Per consumare poco bisogna conoscere le caratteristiche dell'auto che si guida e saperle sfruttare. Nella fattispecie, assegnata per estrazione, a me tocca una Suzuki Swift 1.0 Boosterjet SHVS. Mild hybrid dunque, ossia la tipologia di ibrida che più si avvicina a un'auto tradizionale nello stile di guida (clicca per approfondire) e nella progettazione. La componente elettrica, qui, è ridotta al minimo (clicca per saperne di più). Dà il proprio contributo in maniera praticamente impercettibile e incide sui risparmi prevalentemente nei tratti urbani. Peccato che la sfida preveda, per cominciare, due tappe in autostrada: non esattamente il campo in cui si esaltano le ibride.

SI FA TUTTO IL POSSIBILE Animati da un certo spirito competitivo, partiamo - io e il mio collega compagno di equipaggio - dalle basi. Via i pesi inutili, cioè i nostri bagagli. Niente riscaldamento: per fortuna c'è il sole e, avvicinandosi al mare, la temperatura sale. Infotainment spento: si naviga col cellulare e si chiacchiera piacevolmente invece di ascoltare musica; sono esagerazioni, ma anche i dettagli potrebbero fare la differenza in una competizione. Ultimo, ma non meno importante viste anche le basse temperature di fine inverno, ci prendiamo pochi minuti per controllare le gomme: la pressione giusta è fondamentale per ridurre l'attrito e minimizzare le la resistenza al rotolamento.

REGOLARE Nella prima fase c'è poco da fare se non essere il più possibile costanti, guidando a un regime ottimale per il motore. Una volta raggiunta la velocità ideale, tra gli 80 e i 90 km/h, tenendo il passo maciniamo chilometri sulla A7, incoraggiati dal computer di bordo, che continuamente va ri-tarare il consumo medio scendendo sotto i 4 litri per 100 km. Ottimo, ma probabilmente per vincere l'economy run non basterà.

CAMBIAMO STRADA Cercando sempre di evitare continui rilasci e riprese di gas, avanzando per piccole accelerazioni, sfruttiamo le discese nel tratto che accompagna verso la costiera, per fare più strada possibile senza dare gas. Buttando un occhio, di tanto in tanto, anche allo stato di carica della batteria del sistema mild hybrid della Swift, che recupera energia nelle fasi di rilascio e frenata per poi restituirla in accelerazione. E' il suo momento.

DOLCEMENTE Nel terzo tratto tra Finale Ligure a Cipressa, sulla via Aurelia, il ritmo si fa sincopato. I frequenti stop&go fanno sì che il mild hybrid possa lavorare sottotraccia nelle ripartenze, alleviando lo sforzo del motore termico quando acceleriamo. Come da manuale, ci preoccupiamo di farlo senza esagerare, senza affondare il pedale, ma in modo abbastanza deciso da arrivare quanto prima alla velocità giusta, per poi cercare di mantenerla costante. Operazione non facile visti i continui saliscendi.

I GIRI GIUSTI Le marce? Il più possibile alte purché rispettino i range di efficienza del motore (mai a regimi troppo bassi); in questo senso la strumentazione ci guida, sia con il grafico del consumo istantaneo sia con l'indicatore di cambiata, che è appunto tarato sulle caratteristiche del 1.0 turbo benzina di questa Swift. Fondamentale, poi, è cercare di vedere lungo su strada. Giocare d'anticipo per evitare brusche frenate o accelerazioni inutili solo perché non ci siamo accorti di un semaforo rosso o di un rallentamento.

IL VERDETTO Chiaro: così la guida “eco” diventa estrema. Ma una gara è una gara, e questa prova consumo è volutamente spinta all'eccesso. A proposito, giunti a Sanremo con 274 km alle spalle, è il momento di vedere quanto abbiamo consumato. Alla pompa di benzina gli organizzatori infilano 8,74 litri di benzina, che diventano 9,44 dopo il rabbocco, per un conteggio più preciso. Significa che abbiamo fatto più di 29 km con un litro con la Suzuki Swift turbo mild hybrid: meno del dichiarato (ovvero circa 24 km/l).

IN POLTRONA Eppure non basta per vincere. Ci precedono gli equipaggi di una Suzuki Ignis e di una Baleno, entrambe ibride mild, capaci di fare rispettivamente 31,5 e i 30,7 km/litro. Allora, non resta che consolarsi con la musica. La quinta tappa di questa giornata è infatti al teatro Ariston per assistere al Festival di Sanremo, di cui Suzuki è sponsor da tre anni nonché auto ufficiale. Della serie: canta che ti passa (la delusione).

CONSUMI REALI Al ritorno è tempo di rimettere di nuovo alla prova la Swift ibrida. Niente gara stavolta, si rientra guidando normalmente. E la piccola giapponese non tradisce, tenendo i 22 km litro ampiamente alla portata nell'uso combinato. Merito dell'ibrido? In piccola parte sì, ma soprattutto di un'aerodinamica curata e di una progettazione che rende l'auto estremamente efficiente. Il piccolo Boosterjet è brillante e poco assetato. E spinge senza sforzo gli 875 chili (peso in ordine di marcia, escluso guidatore) dell'esemplare in prova, che sono l'altro asso nella manica di questa Swift. Un'auto da città non solo economa ma anche piacevolissima da guidare.


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