Prova su strada

Jaguar S-Type Diesel


Avatar di Mario Cornicchia , il 10/06/04

17 anni fa -

Regime salutista per la Esse che si ripulisce il viso e guadagna un posteriore più snello e scolpito. Anche l'alimentazione è più attenta, con il gasolio che scorre nei cilindri dell'ottimo e inedito V6 2.7.

COM’E’ La più rétro della Jaguar si toglie un po’ di cerone e parrucca. Con pochi tocchi diventa molto più moderna pur mantenendo lo stile classico ispirato dalla mitica MK II 3.8 degli anni 60. La forma del tetto rimane inconfondibilmente bombata e il lunotto inalterabilmente tondo, ma il frontale diventa più pulito e sportivo, con la nuova V sul cofano che parte dalla piccola calandra ovale e si allarga fino al parabrezza. Sempre originali, malgrado qualche nota scopiazzatura tedesca, i quattro fari singoli, piatto tradizionale del menu Jaguar.

BRAZIL Dove la S-Type cambia radicalmente è in coda, con fari più piccoli e moderni e un posteriore più brasiliano, più alto e con un accenno di spoiler push-up sul bordo del bagagliaio. Dal paraurti escono poi un bel paio di tuboni di scarico che completano il quadretto sportivo. Tutta un’altra grinta rispetto alla prima S-type, una cura estetica di pochi tocchi ma molto efficace. Ora per guidare la S-Type non è più indispensabile avere la Carta d’Argento.

SIAMO INGLESI

Niente velluto, please. Ci risiamo, entrare in una Jag senza pelle è un po’ come scoprire che l’ultima conquista ha il reggiseno imbottito. Eppure, anche per la S-Type si parte dall’allestimento Classic, con i sedili rivestiti in un vellutino che non fa molto Jaguar. Meglio con i sedili rivestiti in pelle che ben si abbinano alle rifiniture in pelle (o finta pelle) delle portiere e della plancia, di serie per Executive e Sport. Già con la seconda serie del 2002 la S-Type aveva fatto un salto di qualità notevole in termini di materiali, stile e cura dell’abitacolo. Qualità che la nuova S-Type eredita e migliora.

FUORI DAL TUNNEL

La coda sportiva nasconde un bagagliaio lungo e largo ma abbastanza basso come un lungo tunnel, adatto a caricare tante borse morbide ma che rischia di ingolfarsi rapidamente se si utilizzano grandi valigie rigide. I 400 litri a disposizione diventano 810 se si abbassano in avanti gli schienali posteriori, opzione utile se si devono caricare oggetti lunghi senza dover rimpiangere troppo di non aver acquistato una wagon.

VISEI

La dieselizzazione delle Jaguar continua a pieni giri e, dopo la X-Type a gasolio, è arrivato il momento di eliminare la benzina verde anche dalla S-Type. Con un vero motore da vera Jaguar, un V6 2.700 common rail, con doppia turbina a geometria variabile a controllo elettronico e iniezione multi-jet. 207 cavalli e 435Nm a 1.900 giri sono i numeri del nuovo V6 nato dalla collaborazione tra Ford e il gruppo PSA (Peugeot - Citroën). Con prestazioni paragonabili quelle dei V6 a benzina: 230 km/h (227 con cambio automatico) e 8,5 secondi (8,6) per lo 0-100km/h. Sui consumi dichiarati si cambia definitivamente musica: più di 14 km con un litro di gasolio nel ciclo combinato.

DIETA FERREA

Il monoblocco del V6 è costruito in acciaio grafitico compatto CGI che abbina resistenza a peso e dimensioni ridotti all’osso. Leggera è anche la testata, realizzata in alluminio, così il nuovo V6 diesel si permette di pesare soltanto 15 chilogrammi in più rispetto al V6 a benzina, aumento di peso compensato dalla dieta a base di alluminio a cui è stato sottoposto il cofano motore.

SEMPRE SEI SONO

Che si scelga il cambio manuale o che si scelga l’automatico, la S-Type offre sempre sei marce per i cambi prodotti dalla ZF. L’automatico ha il sistema Mechatronic che adatta le cambiate alle condizioni stradali e di guida e la guida della leva J Gate, a forma di J, con le posizioni tradizionali del cambio automatico a destra, sul lato lungo della J, e le posizioni manuali a sinistra.

NOSTALGICI

Per i nostalgici degli ottani o i puristi irremovibili del marchio la gamma motori della S-Type prevede comunque una larga scelta di motori nutriti a benzina verde. Due V6 da 2,5 e 3 litri (200/238 Cv) e due V8 4,2 litri, con 298 cavalli o con i 395 cavalli della versione Supercharged, con compressore volumetrico, montato sulla S-Type R.

S-GAMMA

Anche per la S-Type, Jaguar propone i tre allestimenti canonici: Classic, Executive e Sport. Velluto a parte, la Classic offre comunque una dotazione di tutto rispetto, con airbag frontali e laterali per i posti anteriori e a tendina, Abs, controllo elettronico di trazione e di stabilità, cruise control, autoradio con Cd e comandi al volante, cerchi in lega (16" per 2.5, 17" per 2.7D), climatizzatore automatico bi-zona, inserti in legno, retrovisori esterni regolabili e riscaldabili elettricamente, sedili anteriori elettrici a sei regolazioni e volante in pelle regolabile elettricamente. Per 4.250 euro in più, la Executive offre i sedili in pelle, un paio di regolazioni supplementari per i sedili anteriori, il park distance per la retromarcia, tutti i retrovisori elettrocromatici e altri gadget. Con altri 2.100 euro si ottiene la Sport che si differenzia dalla Executive per i cerchi da in lega da 18", l’assenza di cromature e gli inserti in alluminio su plancia e portiere. Per il cambio automatico si spendono altri 2.100 euro.

I PREZZI

E altri 2.000 euro si aggiungono al prezzo della 2.5 V6 per fare il pieno di gasolio: la S-Type 2.7D Classic costa 41.900 euro.

COME VA

Il nuovo look più sportivo (dinamico, direbbe il solito esperto di marketing) invita alla prova: la nuova S-Type ha ora il giusto carattere felino che non deve mancare a una vera Jag. Felino è anche il posto di guida, con il sedile che si può avvicinare ben bene al pavimento favorendo la guida sdraiata e il volante che si adatta bene a tutte le preferenze del pilota. Alla regolazione del volante si può abbinare anche la regolazione elettrica della pedaliera, per un posto di guida davvero taylor made.

PEDALA PEDALA

Il volante ha la corona spessa e si impugna bene, con una presa sicura. Con il cambio manuale, la pedaliera è molto sportiva, con il pedale del freno piuttosto alto rispetto a quello dell’acceleratore: data la corsa lunga del pedale del freno è una ottima impostazione nella guida sportiva, facilitando il punta-tacco. Vabbe’ che la S-Type è ora più sportiva, vabbe’ che è una Jaguar, vabbe’ che l’antesignana MKII correva e vinceva, ma nell’uso normale lo scalino tra i pedali è un po’ fastidioso.

IN ISOLAMENTO

La S-Type ospita in un ambiente curato, un po’ old style ma con tutte le comodità moderne a portata di mano, dal navigatore satellitare touch-screen a tutte le regolazioni elettriche di sedile, volante e pedali. È un ambiente confortevole, ben isolato dall’esterno e silenzioso anche a velocità da sminuzzamento patente. Meccanica, aerodinamica e rotolamento delle ruote fanno filtrare il minimo indispensabile dei rumori all’interno dell’abitacolo, quanto basta per rendere la guida vigile.

A GATTOLIO

Al comfort contribuisce anche il nuovo motore. Anche all’esterno il rumore è molto contenuto e si percepisce appena che il pieno si fa alla pompa del gasolio. All’interno, poi, passa un rumore gradevole e pieno, un ottimo lavoro di accordatura per ottenere un giusto ronfare felino da Jaguar. Di vibrazioni, poi, non se ne parla, né sulla carrozzeria, né tanto meno sui comandi. Ottimo lavoro.

A TUTTA FORZA

Dei felini il nuovo motore non ha soltanto il ronfare, ma anche lo scatto. Riprende bene da 1500 giri in su e dopo i 2000 sale velocemente di giri senza perdersi d’animo fino alla zona rossa. È sempre disponibile e, abbinato all’ottimo cambio automatico a sei marce, dà il meglio di sé, senza buchi a qualsiasi velocità: basta premere e, se necessario (e se richiesto), lo ZF scala marce come fossero rosari, e si riprende in fretta.

DA MANUALE?

Assolutamente no. E non solo perché è una Jaguar, ma la S-Type 2.7 V6 va comprata con il cambio automatico. Innanzitutto perché il sei marce è un cambio manuale non proprio da manuale. Un cambio onesto, non un principe della velocità di cambiata e nemmeno uno di quei cambi che è un piacere utilizzare. E allora perché volersi negare il piacere di un bel cambio automatico a sei marce, dolce e veloce nelle cambiate e con la possibilità di selezionare manualmente le marce? A proposito, la parte corta della J Gate, quella manuale, ha innesti un po’ troppo dolci tra una marcia e l’altra, con il rischio che nella foga della guida sportiva si scali una marcia di troppo…

VELOCITA’ FACILE

Se l’accoppiata V6 2.7D cambio automatico costituisce un matrimonio senza screzi, l’altro elemento, il telaio, si presta a un triangolo di lunga durata. Grande coppia del motore ai bassi regimi, cambio veloce in automatico e facile in manuale sono partner ideali di un telaio facile da dirigere dove si vuole e in grado di muoversi tra una curva e l’altra con distinto aplomb britannico. E la S-Type sopporta con altrettanta impassibile imperturbabilità le irregolarità infide della strada o i piloti che fanno di tutto per metterne alla prova la pazienza.
Pubblicato da M.A. Corniche, 10/06/2004
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