Ferrari 296 GTB motore V6 plug-in hybrid: prova, foto, opinioni
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Ferrari 296 GTB: al volante della berlinetta che piacerebbe al Drake


Avatar di Alessandro Perelli , il 07/03/22

2 mesi fa - La prova della supercar di Maranello con motore ibrido da 830 CV

Un'esperienza di guida unica e coinvolgente a bordo dell'ultimo gioiello del Cavallino con motore ibrido da 830 CV, ma anche 25 km di autonomia elettrica

GENTLEMEN START YOUR ENGINES! Sono seduto in abitacolo, è appena terminato il test drive della Ferrari 296 GTB. Ripenso per un attimo alle montagne russe di emozioni a bordo della berlinetta di Maranello, su strada e in pista. Flashback fino alla telefonata del direttore, che mi assegna l’evento: “Vuoi fare tu questa prova?”. Sbam, cinque parole - le sue - e trentadue denti - i miei - stampati sulla faccia. Ma anche mille, i pensieri che hanno iniziato a turbinare nella testa. Macchina esagerata ok, ma ne ho viste un bel po’ di “superpotenze” fra due e quattro ruote, però il cavallino rampante sul cofano non è da tutti i giorni. Preparo tutto meticolosamente: scarico foto, schede tecniche, comunicati, parlo con l’ufficio stampa Ferrari, leggo le prime recensioni sui media (l’auto è stata presentata qualche mese fa in forma statica), mi confronto con i colleghi e con Alberto, videomaker che avrà il compito di documentare le mie imprese a bordo della supercar italiana, insomma mi organizzo più che posso. Ma la tensione cresce e la “296” è lì che mi aspetta. Riavvolto il nastro, schiaccio “play” e torno sul sedile della supercar. Ci siamo, ve la racconto partendo dall’inizio.

Ferrari 296 GTB: la prova su strada della berlinetta ibrida di Maranello Ferrari 296 GTB: la prova su strada della berlinetta ibrida di Maranello

COMINCIA UNA NUOVA ERA

E lo start non poteva che essere dedicato alla novità più grande, quel motore V6 di “soli” 3,0 litri di cilindrata, ma biturbo e - rullo di tamburi - ibrido plug-in. Si, la 296 GTB (2,992 litri - 6 cilindri - Gran Turismo Berlinetta) apre a una nuova era per i modelli stradali di Maranello poiché monta un sei cilindri con V di 120° (è così aperto per ospitare le due turbine) e motore elettrico sull’asse posteriore, la trazione arriva da lì. Il V6 è in posizione centrale/posteriore per ottimizzare la ripartizione della massa, che infatti è del 40,5% davanti e 59,5% dietro. Tuttavia, l’elettrificazione, qui, la vedo bene per dare un boost di potenza più che viaggiare a zero emissioni, ma la macchina può fare anche quello. La batteria ricaricabile alla spina da 7,45 kWh collocata nel pianale (per abbassare ulteriormente il baricentro) regala 25 km EV e si ricarica da una normale presa del garage in circa quattro ore, ma è l’unità a elettroni a calare l’asso delle performance.

Ferrari 296 GTB: il V6 turbo ibrido plug-in con 830 CV di sistema Ferrari 296 GTB: il V6 turbo ibrido plug-in con 830 CV di sistema25 KM ELETTRICI, MA CHE NUMERI! Il motore elettrico MGU-K, derivato dall’esperienza in Formula Uno, ha molteplici funzioni: rigenera gli accumulatori, accende il motore termico, gli fornisce coppia e potenza aggiuntivi (fino a 122 kW/167 CV e 315 Nm di coppia) e consente di guidare in modalità full-electric. Sommati ai 663 CV del V6, arriviamo a qualcosa come 830 CV/8.000 giri e 740 Nm/6.250 giri di coppia. Maranello dichiara il record di potenza specifica per un motore termico di un’auto stradale di serie, con 221 CV/litro. Ma anche il rapporto peso/potenza è da paura con 1,77 kg/CV, visto che la 296 GTB ferma l’ago della bilancia a 1.470 kg a secco. Per ottenere tali valori è stato riprogettato tutto il motore.

Ferrari 296 GTB: una vista in trasparente esalta la tecnologia della supercar italiana Ferrari 296 GTB: una vista in trasparente esalta la tecnologia della supercar italianaEVOLUZIONE TECNOLOGICA ALLO STATO DELL'ARTE Il know-how in termini di leghe leggere è stato riversato per la realizzazione in alluminio e delle teste cilindri, entrambi sviluppati specificamente per l’architettura V6. A completare la parte meccanica troviamo il cambio automatico a doppia frizione e 8 rapporti DCT montato fra motore endotermico ed elettrico. Costruzione leggera, riduzione e bilanciamento delle masse rotanti, ricerca nella fluidodinamica, tecniche innovative, ma anche… rumore. La 296 GTB suona come un complesso heavy metal nonostante elettricità e sovralimentazione, che cozzano col concetto stesso di sonorità esaltante. Il nuovo motore V6 ha un sound da brividi, frutto della combinazione fra il timbro rauco dei motori turbo e le note alte degli aspirati più potenti grazie a una linea di scarico più lineare e soluzioni che ne esaltano la sonorità. Lo sentirete cantare nel video che vi stiamo preparando.

SINFONIA FRA PRESTAZIONI ED EQUILIBRIO DINAMICO

Ma come va la 296 GTB? I numeri e le specifiche tecniche (lasciatemelo dire) per una volta meno soporiferi del solito, si traducono in prestazioni da capogiro. I dati dichiarati mi dicono che la berlinetta Ferrari viaggia a oltre 330 km/h di massima e stacca uno zero-cento in 2,9 secondi (0-200 in 7,3 secondi). Tali performance sono raggiunte, come al solito per Ferrari, attraverso la perfetta combinazione fra meccanica e aerodinamica innovativa, vero passe-partout per esaltare il piacere di guida. Pensate, sulla 296 GTB l’impiego di un dispositivo attivo come lo spoiler posteriore mobile può generare un carico aerodinamico fino a 360 kg a 250 km/h sulla berlinetta in versione Assetto Fiorano, quella “track oriented”, più leggera e spinta verso le prestazioni massime. Tutto il design dell’auto è orientato all’ottimizzazione dei flussi. Dal frontale, dove non ci sono sistemi attivi ma l'ingresso dei canali di raffreddamnto dei freni di fianco ai fari, alle fiancate, ala coda tronca. E il risultato è una dinamica efficace, soprattutto ad alta velocità come in pista, dove la macchina ha un comportamento eccezionale.

Ferrari 296 GTB: la versione Assetto Fiorano mostra le sue qualità in pista Ferrari 296 GTB: la versione Assetto Fiorano mostra le sue qualità in pistaCOMPATTA E AGILE COME UN FELINO Ma anche su strada, dove sconsiglio di esagerare, il divertimento è assicurato. Merito dell’equilibrio complessivo, ma attenzione, perché sotto il piede destro ci sono oltre 800 CV ed è un attimo uscire dalla vostra comfort zone. Le sue misure introducono questo argomento in maniera perfetta. La 296 GTB è lunga 4,57 metri, larga 1,96 metri e alta 1,19 metri. La struttura compatta del powertrain le regala un passo di appena 2,6 metri. Cosa significa tutto ciò? Che insieme a peso ridotto, rapidità di sterzo ed efficacia di autotelaio e sospensioni la supercar di Maranello è svelta come una lepre e prima di darle del tu è meglio prendere bene le misure, ma poi si rivela intuituiva, al limte del ''facile da guidare'', tanta è la confidenza che concede.  

Ferrari 296 GTB: le strade dell'Andalusia per un test drive speciale Ferrari 296 GTB: le strade dell'Andalusia per un test drive specialeIL MANETTINO REGALA EMOZIONI Vero, ci pensa l’elettronica a imbrigliarla se non avete ancora fatto amicizia. Il manettino dei setup è sempre lì, sul volante. Si passa da Wet a Sport a Race, fino a CT Off e ESC Off. Insomma, dal profilo più conservativo per le strade scivolose a quello più “ignorante” per sentirsi dei novelli Charles Leclerc escludendo ogni forma di assistenza “cibernetica”. Ma attenzione, il vostro piede non è quello del campione monegasco, la 296 GTB ha una reattività sconcertante ed è capace di regalare emozioni forti, che siate avvezzi o meno a tali performance. Lo sterzo con servoassistenza elettrica è un fulmine: guardo una linea e le ruote davanti sono già lì. Preferisco lasciare un setup intermedio per darle corda, ma senza rischiare. E già così la sento libera e super efficace. Sembra incollata all’asfalto, tuttavia basta anticipare un attimo sul gas e la coda mi avverte che sono al limite.

Ferrari 296 GTB: mette a tuo agio quando si passeggia ma ha energia da vendere Ferrari 296 GTB: mette a tuo agio quando si passeggia ma ha energia da vendereUN GIORNO INTERNO PER FARE AMICIZIA Prese le misure, la 296 GTB regala adrenalina alle stelle a ogni cambio marcia. Una schioppettata a tutti i passaggi, con una spinta da basso regime che solo i turbo ti sanno regalare. Rovescio della medaglia? La progressione si ferma prima di un classico aspirato, che raggiunge regimi da capogiro, ma provateci voi a tirare un seconda/terza/quarta in zona rossa con 830 cavalli imbizzarriti dietro le spalle… Ci ho provato anche in pista, durante la sessione di test che ha completato la giornata di prove. Fra i cordoli del Circuito de Monteblanco a bordo della Assetto Fiorano, più leggera, con aerodinamica più spinta e gomme semi slick Michelin Pilot Sport Cup 2 R (sviluppate nell'arco di 18 mesi) è godimento puro lungo i 3.357 metri assai tecnici e guidati della pista spagnola. Lì si, che posso lasciare briglia sciolta a tutta la cavalleria, prima nella parte più veloce, poi in quella più lenta, con curve e tornanti perfetti per evidenziare l'efficacia della 296 GTB. La mente è un po’ più libera che su strade aperte. Ma anche il setup è meno invasivo e l’impegno, per certi versi, è moltiplicato. Accelerazioni, riprese, cambi di direzione, staccate da paura. A proposito, i freni brake-by-wire con dischi carboceramici sono super efficaci e la frenata rigenerativa contribuisce a ricaricare la batteria del sistema ibrido. Comunque, mi tengo ampio margine, ma la 296 GTB vuole provocarmi: Tutto qui quello che sai fare? Sembra incarognita, ma non mi faccio fregare. Si, tutto qui. Lanciarti in via di fuga, o peggio, non è nei miei piani, stai calma...

Ferrari 296 GTB: ancora la Assetto Fiorano fra i cordoli del circuito di Monteblanco Ferrari 296 GTB: ancora la Assetto Fiorano fra i cordoli del circuito di MonteblancoESPERIENZA DI GUIDA SU MISURA Poi, ci sono anche: eDrive, Hybrid, Performance e Qualify. Sono i drive mode dell’E-manettino per viaggiare risparmioso oppure per combinare il motore a benzina con quello elettrico e dare il boost alle prestazioni. Insomma, Dott. Jekyll & Mr. Hyde, la 296 GTB, perché passa dai cordoli alle strade aperte e trafficate in completa leggerezza. E se preferite passeggiare, la rossa vi accompagna senza fare un plissé. Un ''anello'' di oltre 160 km nei dintorni di Siviglia ci ha accolto per il test drive e anche Alberto si è stupito del comfort. Le sospensioni copiano le imperfezioni, lo sterzo sa essere delicato quando serve e, pensate, anche le manovre sono facili grazie alla telecamera di parcheggio, che sopperisce alla ridotta visibilità. 

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LINEE INNOVATIVE ISPIRATE DAL VENTO

Da ferma, inutile dirlo, la 296 GTB sembra un’opera d’arte su quattro ruote. Il design, frutto del Centro Stile Ferrari e dell’estro di Flavio Manzoni, è un elogio all’aerodinamica, effetto del passo corto e della combinazione di elementi come il frontale affusolato, i parafanghi muscolosi, il tetto ''a visiera'' e inclinato verso la coda, le grandi prese d’aria laterali e l’inedito lunotto verticale. La pulizia delle linee esalta la sportività della macchina. in una forma inedita. Mi piacciono queste soluzioni che si sganciano dal passato come il cofano motore in vetro e lo scarico centrale.

Ferrari 296 GTB: linee affusolate e compatte che sposano l'aerodinamica Ferrari 296 GTB: linee affusolate e compatte che sposano l'aerodinamica

INTERNI CHE CONCILIANO TRADIZIONE E AVANGUARDIA

Dentro, poi, si sta da re. L’immagine del cavallino rampante riflette uno status che, solo per poche ore, ci fa sentire dei privilegiati, lo noto dallo sguardo dei passanti. Ma c’è anche tanta sostanza in abitacolo, non potrebbe essere altrimenti a bordo di una delle automobili più ambite del pianeta. Gli interni sono un tripudio di pellami lussuosi e finiture pregiate, anche di carbonio. La seduta sembra tagliata su misura grazie a sedili ben strutturati, che avvolgono busto e gambe come guanti. Se preferite una soluzione racing potete scegliere quelli sportivi in optional, ma occhio al fondoschiena... Infine, vale la pena soffermarsi sul gruppo comandi F1 nel tunnel centrale, una piccola gemma di stile e tecnologia, che si ispira alla griglia del cambio manuale delle Ferrari del passato e divenuto leitmotiv degli interni del Cavallino. Insomma, bastano pochi aggiustamenti per avere tutto sott'occhio e a portata di mano e la 296 GTB mi regala una posizione praticamente perfetta.

Ferrari 296 GTB: l'abitacolo miscela lusso e sportività nel nome del cavallino rampante Ferrari 296 GTB: l'abitacolo miscela lusso e sportività nel nome del cavallino rampante

IL DIGITALE CHIEDE SPAZIO

La tradizione artigianale italiana si sposa con la tecnologia digitale, poiché anche la 296 GTB segue l'evoluzione sotto questo aspetto. Gli interni si sviluppano intorno all’interfaccia full-digital introdotta sulla SF90 Stradale. E se prima eravamo dinanzi a un elemento di rottura con il passato del Cavallino, sulla 296 GTB trovo un’evoluzione, inserita in un contesto ancor più raffinato ed elegante. Dinanzi a me un display che riproduce gli strumenti e replica le informazioni del navigatore e del computer di bordo. Sul parabrezza compaiono anche le info dell'head-up display, ma anche il volante si è adeguato e i comandi sono quasi tutti a sfioramento. Il passeggero si gode l’esperienza di guida grazie allo schermo orizzontale che duplica le informazioni di marcia, per un'esperienza immersiva da provare anche sul sedile destro.

Ferrari 296 GTB: una delle schermate offerte dal cruscotto digitale Ferrari 296 GTB: una delle schermate offerte dal cruscotto digitale

UN PEZZO DI STORIA CHE HA IL SUO… PREZZO

Manca solo il listino e, ragazzi, ci vuole un attimo per risvegliarmi dal sogno, ma tanto lo sapevo già. La 296 GTB è già ordinabile e parte da 269.000 euro. Per la versione Assetto Fiorano dovete aggiungere 34.000 euro, ma vi ricambia con una dotazione concentrata sulle performance più cristalline, quasi un’auto “ready to race”. Ovviamente al netto di optional e personalizzazioni come le vernciature speciali evocative per la Assetto Fiorano. Un consiglio: chi può permettersela, ci faccia un pensierino…

Ferrari 296 GTB: la Assetto Fiorano in sovrasterzo fra i cordoli Ferrari 296 GTB: la Assetto Fiorano in sovrasterzo fra i cordoli

FERRARI DI NOME E DI FATTO, IL DRAKE APPROVEREBBE

All’inizio del test drive mi sono chiesto se Enzo Ferrari, avrebbe apprezzato un’auto del genere, sinceramente avevo qualche dubbio. Una creatura che porta il suo nome così piena di tecnologia e per giunta ibrida alla spina. Lui diceva che: “la macchina migliore è quella che deve essere ancora costruita”. Vero, ma personalmente ora che l’ho guidata, mi sono tolto ogni perplessità, godendo dell’esperienza di ingegneri, telaisti, motoristi e designer di Maranello, che ancora una volta sono stati capaci di creare un oggetto capace di stupirmi e stupirci. Anche il Drake ne sarebbe conquistato. E la pelle d’oca a ogni passaggio marcia, la progressione, il sound, la centrifuga di emozioni, è tutta roba che terrò nel cassetto dei ricordi per raccontarlo a figli e, magari, nipoti…

LA 296 GTB IN SINTESI

Motore termico V6, 120°, biturbo, carter secco
Cilindrata 2.992 cc
Alessaggio e corsa 88 mm x 82 mm
Potenza massima motore termico 663 cv a 8.000 giri/min.
Potenza massima sistema ibrido 610 kW (830 cv) a 8.000 giri/min.
Potenza specifica motore termico 221 CV/litro
Coppia massima complessiva 740 Nm a 6.250 giri/min.
Lunghezza 4.565 mm
Larghezza 1.958 mm
Altezza 1.187 mm
Passo 2.600 mm
Peso a secco 1.470 kg
Rapporto peso/potenza 1,77 kg/cv
Cambio DCT a doppia frizione 8 rapporti
Velocità massima oltre 330 km/h
Accelerazione 0-100 km/h 2,9 secondi
Accelerazione 0-200 km/h 7,3 secondi
Tempo sul giro a Fiorano 1'21''

Pubblicato da Alessandro Perelli, 07/03/2022
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