Prova

Chrysler Grand Voyager 2008


Avatar Redazionale , il 11/06/08

13 anni fa - L'auto stress-free per i coast to coast nostrani

Yankee, big-size, big-comfort, stress-free: la nuova Grand Voyager non rinuncia alla taglia gigantesca, si allunga ulteriormente e si imbottisce di amenità che rendono il viaggio più piacevole e rilassante. Un pezzo di America per i coast to coast de noaltri.

COM'E' Stressati al volante? No problem, è un male comune. Che si può curare. Le medicine sono molte, anche se nessuna garantisce la piena guarigione, nemmeno l'astinenza da guida. Se dell'auto però non se ne può fare a meno, inutile girare intorno al problema: l'unico rimedio è ricorrere alla filosofia. Code e traffico non si possono eliminare? Bene, allora rassegnamoci e cerchiamo di trascorrere il tempo in auto nel migliore dei modi, con il maggior comfort possibile, circondati da un ambiente elegante, spazioso, silenzioso e coccolati da amenità tecnologiche che riescono a trasformare un semplice mezzo da trasporto in un'alcova protettiva e accogliente. Niente di nuovo per carità, gli americani ci sono arrivati da un secolo. E non a caso anche l'ultima proposta in merito arriva da Oltreoceano.

VIAGGIARE COCCOLATI La Grand Voyager versione 2008 offre tutto ciò di cui sopra, con in più un'aggiunta di spazio in quantità rara nel suo segmento. Il classico mezzo da famiglia si è trasformato in un vero salottino viaggiante comodo e accogliente da utilizzare tutti i giorni nel casa-ufficio oltre che nei weekend con la famiglia al completo. E pazienza se il parcheggio non sarà sempre agevole,viaggiare coccolati è un impagabile antistress. Certo, le dimensioni sono più opportune per i viaggi autostradali, ma anche in città le taglie maxi, come noto, hanno i loro vantaggi.

EXTRA LARGE Se la vecchia versione sembrava già grande, questa è addirittura cresciuta di 4,3 cm in lunghezza portando i metri totali a 5,143. La larghezza arriva a 1,94 m, senza contare i retrovisori esterni, e l'altezza è quella di una persona in media nazionale: 1,75 metri. Il passo infine dice quanto sia alto il grado di spazio disponibile all'interno: 3, 078 metri. C'è posto per sette, con la seconda fila riservata a due persone e la terza fila con un divanetto per tre,ripiegabile con un comando elettrico (di serie sulla versione più lussuosa). E comunque, tutti quelli della seconda e terza fila scompaiono nel pianale o possono essere asportati.

SOLO UN MINUTO Grazie a questo sistema di configurazione (si chiama Stow'n Go) la capacità di carico è da furgone per consegna pacchi. Si va dai 638 litri con i sedili tutti eretti, ai 1.936 litricon quelli della terza fila abbassati per arrivare ai 3.296 litri quando quelli della seconda e terza fila sono tutti ripiegati. L'operazione scomparsa sedili richiede 60 secondi : un minuto per passare da sette a due posti. E viceversa.

DURI E PURI Tanta lamiera ha però le sue controindicazioni: la nuova Grand Voyager pesa oltre due tonnellate (2.175 kg) e tutti questi chili si ripercuotono come vedremo su prestazioni e consumi. La linea è molto cambiata rispetto alla precedente versione. Ora la Grand Voyager è più macho di prima, squadrata e tesa, in perfetta sintonia con i nuovi stilemi Chrysler: dalla calandra, molto simile a quella della 300C, ai fari a forma quadrangolare, i passaruota muscolosi, la linea di cintura altache lascia poco spazio ai finestrini, i montanti magrolini e la dose cromature distribuite un po' ovunque, ma senza esagerare.

UFFICIO MOBILE Più tradizionali plancia e cruscotto, lineari, senza fronzoli inutili, con tutti i comandi perfettamente distribuiti e senza un solo cedimento alla leziosità. Elegante e spaziosa la Grand Voyager può anche essere utilizzata come ufficio mobile, oltre che per i viaggi con famiglia. Sullo schienale dei sedili anteriori sono presenti due tavolinetti tipo aereo, mentre i sedili della seconda fila possono girare su se stessi e trasformare la parte posteriore in salottino, con tavolinetto centrale. Per salire dietro, nessun problema: due portelloni scorrevoli, apribili elettricamente, spalancano la Grand Voyager favorendo al massimo l'accesso ai posti posteriori.

VEDI ANCHE



BOTTI E RISPOSTA Trenta i nuovi equipaggiamenti in più offerti da questa nuova edizione del Grand Voyager, tra cui anche il sistema di sicurezza passiva EARS (Enhanced Accident Response System) che in caso di impatto e dopo l'attivazione degli airbag provvede a spegnere subito il motore, a interrompere il flusso del carburante, ad aprire automaticamente le portiere e ad accendere le luci interne dell'abitacolo.

DI TUTTO, DI PIU' Due le versioni in listino: Touring e Limited. La prima, la più economica delle due, venduta a un prezzo di 39.290 euro (chiavi in mano) a cui mancano però il sistema di ribaltamento elettrico della terza fila di sedili, la regolazione elettrica del sedile pilota, i cristalli atermici scuri, i fari allo xeno, le modanature esterne cromate, i sensori di parcheggio, la consolle centrale scorrevole, le tendine parasole a scomparsa e il tetto apribile (nemmeno su richiesta). Più completa la Limited, per la quale però si sale a 45.720 euro. In più c'è quello che manca alla Touring, il navigatore satellitare e la possibilità, negata alla Touring, di aggiungere su richiesta il tetto apribile, gli schermi da 8" per i passeggeri della seconda e terza fila, e altro ancora.

PRENDERE O LASCIARE Per venire incontro agli indecisi il nuovo Grand Voyager è equipaggiato con un unico motore, il nuovo turbodiesel da 2.8 litri, 163cv a 3.800 giri, 360 Nm di coppia tra i 1.600 e i 3.000 giri, filtro antiparticolato di serie e sistema a VGT di turbina a geometria variabile. Motore abbinato a un nuovo cambio automatico a sei marce, con rapporti ravvicinati.

COME VA Dimensioni e look non lasciano dubbi sulla sua origine, è made in Usa e si vede subito: dalla taglia big size che continua la tradizione Voyager di monovolume più grande del listino, al family feeling aggressivo delle altre vetture di Casa Chrysler, soprattutto nella vista frontale. Lo spazio interno è davvero fuori dal comune e una volta spalancate le porte si viene subito a contatto con la way of life Usa in fatto di comfort, soprattutto con le quattro vere poltroncine, larghe, accoglienti, eleganti, identiche sia in prima, sia in seconda fila. Tutti posti in prima classe, ad esclusione solo dei passeggeri della terza fila, che nello stesso spazio di quelle anteriori devono accogliere un terzo passeggero.

FILE PIU' CORTE La sensazione di opulenza è gratificante, anche perché la new Grand Voyager non si accontenta di far viaggiare comodi i suoi ospiti, ma li coccola con una infinità di accessori, vani e vanetti, spazi refrigerati, climatizzatore efficiente, tendine parasole, sedili riscaldabili, consolle centrale scorrevole e rimovibile con quattro portabicchieri, ottimo impianto hi-fi da 500 Watt (di serie sulla versione Limited), e molti altri intrattenimenti (si possono vedere due film differenti sui display della seconda e della terza fila). Un modo efficace per accorciare le file.

CLASSIC CAR La posizione di guida è da monovolume classica, con il volante verticale e la seduta alta, ma la regolazione elettrica del sedile del pilota consente di trovare sempre la posizione più comoda a chiunque. Se non bastasse si può sempre regolare la pedaliera, e a quel punto anche l'incredibile Hulk troverebbe la sua seduta ideale. Se poi il look vi ha lasciato indifferenti (cosa comunque difficile) qualcosa di più caratterizzante lo trovate sedendovi alla guida: il cambio automatico, sistemato proprio sul cruscotto, a fianco del volante, vi porterà dritti sulle highway Usa.

TAGLIA FORTE La comodità è la sua arma vincente e questo vale anche per il silenzio a bordo. A velocità di Codice, il comfort acustico è di buon livello. A caldo nemmeno il ruvido 2.8 CRD riesce a rovinare un ambiente rilassante. Almeno fino a quando si viaggia a velocità costante, cosa purtroppo difficile sulle nostre autostrade. In accelerazione infatti il 2.8 si mostra un po' in affanno (spostare quasi 2,2 tonnellate non è compito facile nemmeno per mister muscolo) e il suo fiatone invade di più l'abitacolo, senza comunque trasformare in un mercatino del pesce l'ambiente bucolico di qualche momento prima.

CAMOMILLA Qualche cavallo in più non guasterebbe anche se la coppia corposa,
disponibile molto presto, riesce a dare una giusta elasticità di guida a un peso massimo come la Grand Voyager. Non è comunque un mezzo per piedi pesanti, e le riprese risentono della mole extralarge. La prima marcia è molto corta, e viene in aiuto a chi soffre nel sentire il fiato sul collo di chi sta dietro, ma una volta preso il passo si viaggia in prima classe e senza stress anche a velocità sostenute. Anche il cambio automatico a sei rapporti non ha velleità sportive, più adatto alle lunghe trasferte autostradali dove la Voyager ha poche rivali, ma è un po' lento a reagire quando la guida diventa più nervosa.

COAST TO COAST Da buona americana, è morbida e affidabile, con sospensioni che digeriscono anche i sassi, ma che in curvapossono giocare brutti scherzi ai più deboli di stomaco: se sul dritto è dolce e socializzante, la Grand Voyager in curva va presa come il vino: senza esagerare. Il peso elevato si fa sentire con coricamenti evidenti, a scapito della precisione di guida. La conseguenza è una tendenza al sottosterzo che consiglia stili di guida più adeguati al tipo di percorso.

BE HAPPY Va guidata con calma, senza fretta, gustandosi le comodità interne, il calore del salottino in pelle e la guida panoramica favorita dalla posizione rialzata e dall'ottima visibilità esterna. Tranne che per i parcheggi, dove senza la telecamera posteriore un occhio poco allenato troverebbe un po' di difficoltà a valutare gli ingombri.In compenso, a dispetto della mole, la Grand Voyager sfoggia una leggerezza inaspettata e anche la guida in città si rivela gradevole.


Pubblicato da Gilberto Milano, 11/06/2008
Gallery
Vedi anche
Logo MotorBox