BELLA SCOPERTA Da Milano a Genova per poi proseguire in nave alla scoperta del Nord della Corsica tra montagne e deserti. I circa 1.000 km complessivi della super prova su strada mi hanno fatto scoprire tutti i segreti della SsangYong Rexton. Una vettura che, come vedremo, ha dalla sua più di un asso nella manica. E non fatevi abbagliare dalla rinnovata partnership tra SsangYong e Miss Italia, dove vengono pubblicizzate i modelli più crossover cittadini Korando e Tivoli, perché la Rexton ha una bellezza soggettiva e funzionale. Lei non deve piacere a tutti i costi e ama sporcarsi quasi come un mezzo da lavoro. È così polivalente da essere un elegante SUV dall’abito nero serale (come il colore metallizzato della prova +800 euro) capace anche di fare fuoristrada vero in sicurezza.

DIMENSIONI USA La SsangYong Rexton è lunga da paraurti a paraurti ben 4,85 metri, largo 1,96 e alto 1,82 metri. Dimensioni imponenti, da auto americana con tanto di cerchi in lega cromati fino a 20 pollici, che non devono però spaventare perché dopo aver fatto l’abitudine con i nuovi ingombri si guida come una citycar. Non c’è bisogno di forza bruta sul volante, anzi, lo sterzo è leggero e l’anteriore gira agile nei cambi di direzione. Proprio le sue dimensioni generose le permettono anche una variante a 7 posti (+1.300 euro). Ma se non avete una famiglia così numerosa e potete farne a meno sarà impressionante la capacità di carico del bagagliaio che offre la Rexton: da 820 a 1.977 litri reclinando il divanetto posteriore. Tutti ben sfruttabili grazie alla forma squadrata del portellone (ad azionamento elettrico) e alla soglia di carico che non è troppo alta risparmiandoci dolori alla schiena durante le operazioni di carico e scarico oggetti.

INTERNI La SsangYong Rexton ha un abitacolo simile ad un “salotto buono”. Pelle con impunture e motivi a rombo per plancia e selleria si coniugano perfettamente con plastiche morbide. Le cuciture sembrano fatte a mano, si respira un’aria sartoriale, e gli inserti in simil legno con listelli cromati rendono gli interni della Rexton degni della categoria premium. Le sedute anteriori sono molto comode e, nell’allestimento Icon top di gamma che sto provando, possono essere ventilate o riscaldate (il volante è solo riscaldabile). Un optional irrinunciabile che durante l’uso intenso nel periodo estivo ti salva i vestiti da brutte macchie di sudore. In più sono molto comode, la pelle traforata è soffice al tatto, e riescono a contenere bene durante i trasferimenti di carico e curve veloci grazie ai fianchetti pronunciati. C’è molto spazio per i tre passeggeri seduti nella zona posteriore con particolare agio sia per le gambe sia per spazio disponibile sopra la testa. I passeggeri hanno a disposizione delle bocchette dell’aria orientabili dedicate oltre ad uno slot per la ricarica veloce tramite USB e una presa da 220V.

INFOTAINMENT Lato connettività il centro di comando è tutto racchiuso nel grande schermo da 9,2 pollici situato nel mezzo della plancia. Qui possiamo gestire tutto il sistema di infotainment della vettura come il navigatore TomTom della vettura ma collegando il nostro smartphone (con cavo) avremo la possibilità di usufruire dei protocolli Apple CarPlay e Google AndroidAuto. Una comodità a cui non riesco più a rinunciare vista l’intensità di utilizzo dei nostri cellulari e quanto siamo abituati al nostro specifico layout grafico. Dallo schermo centrale possiamo anche gestire tutte le visuali delle telecamere installate attorno all’auto: così quando affrontiamo manovre difficili o strade offroad con ostacoli e pendenze abbiamo sempre tutto sotto controllo. Una mano in più durante il parcheggio oltre ai soliti sensori anteriori e posteriori. I comandi fisici del climatizzatore occupano una buona fetta di spazio nel mezzo della parete verticale ma sono preferibili ad un menù digitale perché i comandi fisici sono più pratici e alla portata di mano. Anche il cruscotto analogico ha nel mezzo un display da 3,5 pollici a colori per la strumentazione e computer di bordo dove poter leggere e variare alcuni parametri dell’auto: principalmente informazioni di guida e gestione ADAS.

SICUREZZA La Rexton ha tutto quel che serve per definirsi un’auto sicura. A partire dalla frenata automatica d’emergenza, il sensore dell’angolo cieco, l’avviso di superamento di corsia (solo sonoro e non attivo anche quando utilizziamo il cruise control), il riconoscimento dei segnali stradali e il sistema intelligente di rilevamento posteriore degli ostacoli e una telecamera con visione panoramica 3D. Le luci diurne sono a Led, cosi come quelle degli indicatori di direzione. Rimane il bixeno per gli anabbaglianti e anabbaglianti che illuminano praticamente a giorno la strada. Consiglio di lasciarli in modalità “Auto” (attivazione e disattivazione automatica) per non rischiare di disturbare chi ci precede o viene incontro in senso opposto.

TELAIO E SOSPENSIONI L’unico ponte di connessione con la precedente generazione di Rexton è l’utilizzo del telaio a longheroni. Una finezza appartenente al mondo dei fuoristrada che la differenzia rispetto a gran parte del panorama SUV attualmente in commercio. Qui la carrozzeria si poggia direttamente sul telaio perimetrale a longheroni chiusi per essere più robusto e capace di affrontare rocce e sabbia. Il sistema di sospensioni prevede all’anteriore un quadrilatero basso capace di mantenere gli pneumatici ben perpendicolari rispetto all’asfalto: così da ottenere più grip. Al posteriore, invece, troviamo un raffinato sistema Multilink a 5 leve che aumenta il comfort di marcia.

TRAZIONE 4x4 Per essere un fuoristrada che si rispetti non poteva che avere la trazione integrale permanente con differenziale centrale bloccabile e marce ridotte inseribili tramite un manettino situato nel mezzo del tunnel centrale. Le ridotte sono accoppiate con il cambio automatico a convertitore di coppia a 7 rapporti.

SOTTO AL COFANO Il motore che viene equipaggiato sul Rexton in prova è il 2.2 litri diesel da 181 cavalli e 420 Nm di coppia già disponibile a 1.600 giri. Questa unità viene prodotta in Corea del Sud e rispondente alla normativa antinquinamento Euro 6. 

A TU PER TU Ora che avete una panoramica più precisa della SsanYong Rexton passiamo alla prova su strada e fuoristrada. Come dicevo in precedenza l’estetica è sempre motivo di dibattito e questione molto soggettiva. Personalmente il nuovo sguardo accigliato della Rexton con un frontale squadrato e muscoloso mi piace molto perché da una importanza su strada notevole. Anche non volendo è praticamente impossibile passare inosservati vista la mole dell’auto e il sentimento di potenza che trasmette è inequivocabile. Gli interni sono di qualità con pelle nappa traforata, c’è spazio per tutti e tutto e la guida a ruote alte è sinonimo di sicurezza non solo per chi guida ma per tutti gli occupanti. L’accessibilità della vettura è molto buona: le portiere si aprono quasi a 90°, il portellone squadrato è ad apertura elettronica e la soglia bassa di carico bassa mi permette di “stivare” le mille e una borsa della mia compagna chiamata in causa per la prova di carico (sì, sarà anche l’auto preferita per fare un trasloco o per trasportare la suocera in villeggiatura). Per salire non occorre arrampicarsi a casaccio: ci sono appigli e comodi maniglioni per agevolare l’ingresso in abitacolo.

IN AUTOSTRADA Pronti per la partenza, si preme il tasto star engine e via. Prima sorpresa: il turbodiesel di 2.2 litri è silenzioso. Tanto che a velocità di crociera di 130 km/h sulla Milano-Genova è possibile ascoltare la radio o conversare con i compagni di viaggio senza problemi. A questa velocità con il cruise control inserito si sfiorano i 2.000 giri/minuto e i consumi si assestano a 12 km/litro. Dire che si viaggia in business sarebbe riduttivo: la Rexton è morbida, comoda e silenziosa. Potrei fare migliaia di chilometri senza stancarmi. Nei curvoni veloci non “rolla” più di tanto, certamente meno di quanto mi aspettassi per mole e carrozzeria, e l’appoggio è sempre sicuro senza reazioni scomposte neanche quando l’asfalto è imperfetto.

MISTO STRETTO Una volta sbarcato a Bastia (in Corsica) mi dirigo verso le montagne per raggiungere il golfo di San Fiorenzo che prende il nome dall’omonima cittadina genovese. Qui il paesaggio è molto arido, il vento laterale forte e le strade strette. Non il massimo quando si guida un SUV largo 2 metri da specchietto retrovisore a specchietto retrovisore. Ci vuole un po’ di dimestichezza, l’uso dell’acceleratore è fondamentale quando si guida in salita una vettura di più di 2 tonnellate. Bisogna evitare i continui trasferimenti di carico pena: l’ira dei passeggeri. Se guidata sportivamente la Rexton mostra il fianco come tanti suoi competitor ma si comporta meglio di molte vetture di Brand più blasonati: il rollio è evidente se si forza l’ingresso in curva al limite e i controlli elettronici inseriti tagliano la potenza quando si vuole anticipare il richiamo di potenza in uscita di curva. Però il beccheggio in frenata e ripartenza è limitato e anche esagerando si fa fatica a farle “fischiare le gomme” grazie ad un ottimo appoggio in tutte le situazioni. Condizione più unica che rara visto il percorso e conformazione vettura. Motivo di grande soddisfazione per il sottoscritto che riesce ad essere veloce e preciso guidando a ruote alte. La frenata, poi, è sempre potente ma bisogna ricordarsi di non modulare troppo e spingere bene sul pedale del freno. Brava Rexton, mi hai stupito su un terreno che pensavo non facesse proprio per te.

IN FUORISTRADA Una volta superata San Fiorenzo si è immersi nella regione del Deserto delle Agriate. Un paesaggio lunare, con continui strapiombi tra rocce e sabbia. Decido di percorrere la via per Saleccia, una delle spiagge più belle dell’Isola caratterizzata da sabbia rossa corallina. Si tratta di una strada di collegamento molto dissestata, a tal punto che i gli abitanti hanno creato un servizio off-road con mezzi più che attrezzati per il fuoristrada. C’è di tutto: dai Toyota Land Cruiser, ai Mitsubishi Pajero per citarne alcuni. Tutti sono rialzati o modificati con paraurti tagliati per avere un maggiore angolo di attacco e uscita. Quando arrivo con il mio SsangYong Rexton nero metallizzato ed interni bianchi, che fa molto limousine del deserto da queste parti, molti mi guardano con incredulità. Un francese mi chiede se volessi parcheggiare il SUV e usufruire, alla modica cifra di 50 euro, del suo vero fuoristrada Land Rover Defender per procedere verso la spiaggia selvaggia. Praticamente un guanto di sfida. Così con l’aria condizionata a 21.5°, sedili ventilati, playlist preferita direttamente da Spotify collegato al sistema audio dell’auto mi appresto a sverniciare i galletti.

CHAPEAU REXTON Forse da queste parti la SsangYong Rexton non è molto conosciuta ma apprezzo l’idea di essere scambiato per autista NCC di lusso un po’ avventato. Così per cancellare i sorrisetti beffardi inserisco il 4x4 manualmente che ripartisce al 50:50 e via con le ridotte. Questa operazione è da effettuare a vettura ferma con il cambio manuale in N (folle). Una volta inserite le ridotte la Rexton diventa semplicemente inarrestabile. I 20 cm di altezza da terra sono sufficienti a non toccare gli ostacoli sul terreno e gli ammortizzatori monotubo statici (non a controllo elettronico) assorbono bene tutti i colpi. Sono molto più rilassato e comodo rispetto ad una serie di vetture super preparate per l'off-road che raggiungo e addirittura supero. Loro sono senza aria condizionata e carichi di turisti e borse. Chi viaggia con me sulla Rexton invece sembra uscito da un percorso termale e non da un inferno di buche, guadi e rocce. E pensare che gli pneumatici montati sui grandi cerchi cromati da 20 pollici sono stradali al 100% con misura 255/50. Non proprio adatti al fuoristrada ma noto con piacere che sul libretto sono omologate anche le 255/70 ideali per l'off-road.

IN CONCLUSIONE La SsangYong Rexton si è dimostrata una valida compagna di viaggio capace di caricare al suo interno qualsiasi cosa e viaggiare a pieno carico in ogni condizione. Senza scricchiolii o rumori di plastiche strani: il comfort anche acustico è di riferimento grazie ad una insonorizzazione ottimamente riuscita. Poi il telaio separato dalla carrozzeria la rendono un mulo inarrestabile anche sui terreni più accidentati e guidando in posizione rialzata si ha sempre tutto sotto controllo. Dove non arriva l’occhio ci arrivano le telecamere con la visuale ottimale direttamente riprodotta nello schermo centrale. Il motore è addirittura brioso e porta a spasso le 2 tonnellate di Rexton in scioltezza con consumi rilevati da computer di bordo, a fine prova, pari a 10.3 l / 100 km. Mancano i paddle al volante e per cambiare “manualmente” bisogna attivare una procedura macchiavellica: con il pollice bisogna premere un bottone posto sulla manopola del cambio per scalare o richiedere la marcia superiore. Meglio affidarsi alla gestione automatica.

PREZZO E ALLESIMENTI Uno dei punti di forza di sempre di SsangYong Rexton è sicuramente il fattore qualità/prezzo conveniente. Infatti per avere un SUV di quasi 5 metri che sa essere anche un vero fuoristrada i prezzi di listino partono da 37.400 euro fino ai 48.900 euro circa secondo gli allestimenti: Road, Dream e Icon.


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