Autore:
Marco Rocca

E' COSI CHE VA Diciamolo in tutta sincerità, la crossover si sceglie perché piace non perché vada bene nel fango. Del resto i dati di vendita lo confermano: la stragrande maggioranza degli acquirenti le preferisce a due ruote motrici, con il cambio manuale e un motore diesel potente il giusto ma soprattutto che poco assetato di gasolio. Insieme alla Kia Sportage, la Renault Kadjar è una della ultime arrivate nel combattuto segmento delle crossover di taglia media, quelle cioè entro i 4 metri e mezzo.

DI BELLA PRESENZA Cominciamo dallo stile, il primo vero motivo d’acquisto. A dirla tutta, il grigio della vettura in prova non le rende giustizia, meglio puntare su colori più scuri o sul rosso che secondo me le sta un gran bene. In tutti in modi, la presenza scenica è notevole, un po’ perché la Kadjar sembra molto più larga di quello che è - il metro segna 184 cm -, un po’ perché la fiancata è bella muscolosa grazie a passaruota nerboruti.

MENO SCENICA Trovo più convenzionale la coda che, pur conservando linee pulite, non ha particolari guizzi. Come vuole la moda del momento non mancano generosissimi cerchi da 19 pollici che, a essere proprio pignoli, aumentano un po’ la pesantezza del volante e il rumore di rotolamento.

LINEE SOBRIE Varcata la soglia d’ingresso trovo un posto guida ben congeniato. La plancia è massiccia, dominata dallo schermo del sistema R-Link 2 da 7 pollici (capacitivo come i cellulari). Pollice in su per lo stile pulito e sobrio, senza inutili fronzoli, con qualche concessione al lusso nelle cuciture a contrasto.

QUELLE PLASTICHE Qualche riserva invece sulla qualità delle plastiche vedi quella che incornicia il navigatore, così come il rivestimento argentato che corre sino al cambio. D’impatto l’ecopelle dei sedili, in tutta onestà più gradevole da guardare che da toccare. Molto bella invece la strumentazione completamente digitale che si vede bene anche sotto il sole e offre tutte le informazioni del caso.

SPAZIO NE ABBIAMO? Capitolo abitabilità, fondamentale se parliamo di una crossover di 4,45 metri. Bè, davanti lo spazio non manca e le tante regolazioni del sedile, compresa quella lombare aiutano a cucirsi addosso la posizione di guida ideale. Ma dietro? Il divano è comodo anche per tre persone. Il tunnel basso facilita lo stivaggio di gambe e piedi del quinto passeggero. Peccato solo per l’assenza delle bocchette d’aria posteriori.

SPAZIO AI BAGAGLI Coi i suoi 472 litri di capacità minima (1.478 se si reclinano gli schienali posteriori) non c’è proprio di che lamentarsi. Il vano è ampio e sfrutta i benefici di un piano diviso in due parti che si possono sollevare (per accedere a un doppiofondo alto poco meno di 10 cm), rimuovere o fissare più in basso, per guadagnare spazio prezioso in altezza.

AL VOLANTE CONVINCE Pollice in su alla voce assetto. Per quanto sia tendente al morbido, come è giusto che sia per una crossover, in curva la Kadjar non molla e, una volta impostata la traiettoria, segue precisa. Una sensazione che viene sottolineata anche da uno sterzo piacevolmente diretto per essere quello di una crossover che non ha velleità sportive. Buona l’insonorizzazione a patto di non tirare il collo al 1.5 diesel. E già che l’ho tirato in ballo il motore vale la pena spendere due parole.

L’IMMORTALE Il sempiterno 1.5 dCi da 110 cavalli è il prezzemolino all’interno della gamma Renault/Dacia, spaziando dal cofano della Duster e quello più nobile dalla berlinona Talisman. E questo la dice lunga sul potenziale di questo piccolo 4 cilindri capace di trovarsi a sua agio in ogni condizione, dalla città, alle stradine di montagna, passando per l’autostrada. Il minimo comune denominatore sarà sempre un consumo irrisorio, vicino ai 5 litri per 100 km.

DIESEL A BUON PREZZO Una scelta furba quella del 1.5 dCi che, se da un lato non incolla al sedile, abbassa il prezzo d’acquisto di 2.000 Euro rispetto al più potente 1.600 da 130 cavalli a parità di dotazione. Il sei marce di serie si manovra in punta di dita risultando certe volte anche fin troppo morbido. Sappiate comunque che il listino offre l’automatico doppia frizione EDC con lo stesso numero di marce.

PIATTO RICCO MI CI FICCO E poi c’è la questione della dotazione di serie che in questo allestimento Energy Bose è davvero completa a partire dall’ottimo impianto HI-FI, passando per la telecamera di retromarcia, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, i cerchi in lega da 19”, i fari full led, la selleria in simil pelle e il navigatore. Vi state chiedendo quanto costi? Il giusto: 27.750 Euro.  


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