Autore:
Marco Rocca

EFFETTO SORPRESA Nutrivo tantissime aspettative sulla nuova Volvo V60 ma devo ammettere che dopo aver visto e provato l'ammiraglia V90, l'effetto-sorpresa sul nuovo modello è stato mitigato parecchio. Del resto c'era da aspettarselo che la nuova wagon media sarebbe stata una sorta di V90 in piccolo. Ma va benissimo cosi.    

V90 IN MINIATURA Nata sulla piattaforma SPA condivisa con l'ultima XC60 e con la V90 apputo, la nuova familiare svedese formato copatto riprende quasi in toto molti elementi stilistici, esterni ed interni, della sorella maggiore. Ma con proporzioni più equilibrate e misure un po’ più facili da gestire.

ULTRA MODERNA Non che sia ultracompatta sia chiaro, visto che da un capo all'altro la nuova V60 segna 4 metri e 76 cm crescendo di ben 13 cm rispetto al modello che ha mandato in pensione. A tutto vantaggio dell'abitabilità posteriore. Lo spazio per le gambe è più che buono e lo schienale anteriore non si tocca mai (a patto di non superare il metro e ottantacinque). In tre non ci sono troppe rinunce da fare malgrado il tunnel non sia dei più piccoli in circolazione. Nonostante la crescita, le sue rivali sono quelle di sempre: Audi A4 Avant, BMW Serie 3 e Mercedes Classe C Wagon rispetto alle quali, a parer mio, offre uno stile più personale e ricercato che taglia di netto con il passato della Casa puntando forte sulla modernità.

PIU’ BAGAGLIAIO Praticamente una V90 in miniatura. Tutto vero ma fino a un certo punto. A guardar bene si scopre un lunotto meno inclinato a tutto vantaggio della capienza del baule, punto debole della vecchia V60 con i suoi 430 litri. Ora ci sono 529 litri che si possono ampliare sino a un massimo di 1.441 litri a sedili reclinati. Lo spazio è ben sfruttato e per una famiglia di 4 persone è più che sufficiente. Delude solo il doppiofondo: mal rifinito rispetto alla qualità generale e di forma irregolare.

BELLA SILENZIOSA I punti di forza di questa V60 sono tanti, a cominciare dal comfort di altissimo livello grazie a un’insonorizzazione molto curata a tutte le velocità sia dal motore, sia dai fruscii aerodinamici, che siate in città o su un’autostrada tedesca a 230 orari di tachimetro.

CHE RELAX Tutto ciò aiuta a ricreare a bordo un’atmosfera piacevolmente rilassata che rende meno pesante quei momenti di stress da traffico congestionato. A dar man forte ci sono le arci famose poltrone Volvo. Quasi inutile ripetersi, visto che ormai sono un marchio di fabbrica, ma la loro comodità convince sempre. Ovunque rivolga lo sguardo o poggi i polpastrelli ritrovo finiture di qualità e materiali di pregio. Personalmente sceglierei un arredo dai toni chiari, che mettono in risalto le linee pulite e minimaliste, oltre a dare più luce all’abitacolo. 

TUTTO A PORTATA DI DITO La posizione di guida ideale si trova facilmente e in pochi istanti si entra subito in sintonia con i comandi touch del sistema Sensus concentrati tutti nello schermo da 8,4 pollici. Display ad alta risoluzione che funziona bene, non ha ma impuntamenti o rallentamenti di sorta e una volta fatta la mano, cambiare settaggi è questione di un attimo. Strano ma vero, il lettore di cd è un optional.

COME VA Al volante la wagon media svedese convince. Tra le curve è precisa e sempre composta come un maggiordomo di Buckingham Palace. Mai una sbavatura. Certo la sportività è un’altra cosa ma la Volvo V60 non ne fa una questione di primaria importanza. Lei offre comfort e quella sensazione di sicurezza che solo Volvo riesce a trasferire dalla lamiera alla mente degli occupanti. Si viaggia costantemente monitorati dall’occhio vigile del grande fratello pronto ad avvisarci in caso di colpo di sonno o se non dovessimo vedere un ostacolo, fermo o in movimento. Al semaforo come in autostrada il Pilot Assist ruota lo sterzo, accelera, frena e riparte in totale autonomia. L’head-up display a colori, chiarissimo da leggere, fornisce tutte le info più importanti sempre sott’occhio.

LA NOSTRA Il D4 diesel da 190 cavalli con cambio automatico è la scelta più centrata. Spinge con vigore ai bassi grazie a 400 Nm di coppia, con un allungo non particolarmente travolgente ma sempre pieno e costante. Ma soprattutto questo motore è molto silenzioso, anche a freddo. Peccato che i paddle al volante siano riservati solo alle versioni R-Design: le altre non possono averli nemmeno a pagamento. Abbastanza bassi in consumi che nel ciclo misto si sono fermati a circa 6 litri per 100 km. Con la trazione integrale AWD salgono un po'. 

DA PRENDERE Ben spesi i soldi per gli ammortizzatori a controllo elettronico e per il clima a quattro zone, che agisce anche nel cassetto davanti al passeggero anteriore per avere bibite sempre fresche. Consigliatissimo, come detto, il cruise control adattativo con mantenimento di corsia (Pilot Assist).

QUI PREZZI Ma quanto costa tutta questa tecnologia? Non viene via a buon mercato ovviamente. Insieme alle misure, alla dotazione tecnica e ai contenuti è cresciuto anche il prezzo. L’esemplare in prova in allestimento Inscription con il D4 da 190 segna 49.720 Euro. Se la volete integrale dovrete aggiungere poco più di 2.000 Euro. Insomma per farvela breve non avrei proprio voluto riportare indietro la V60. A tanta sciccheria ci si abitua facilmente. La sicurezza, poi, è ai massimi livelli e quando torni su un'auto più "normale" capisci quanto tutta quella tecnologia non è messa li solo per far scena.  


TAGS: volvo nuova volvo v60 2018 Nuova Volvo V60 2018 caratteristiche