IL GIRO D'ITALIA Da Milano a Chiavari, poi Roma, Lenola e giù giù per la Penisola fino alla Puglia. E poi di nuovo su, per raggiungere le montagne sopra “quel ramo del Lago di Como che volge a Mezzogiorno”, come lo chiamava il Manzoni nei promessi Sposi. È una prova molto più lunga del normale, quella a cui abbiamo sottoposto la Mazda CX-5 2019: oltre 2.800 km al volante del SUV giapponese in versione diesel e a trazione integrale. Ecco come è andata...

A COLPO D'OCCHIO Il primo contatto con la Mazda CX 5 2.2 Skyactiv-D Exclusive AWD (qui il configuratore) è fenomenale. Molto bello ed elegante, il SUV giapponese propone un indovinato mix di sportività e ricchezza delle finiture. Mi conquista la verniciatura nel classico rosso metallizzato Mazda (un optional da 1.300 euro), con cromature della calandra e sotto i finestrini laterali a sottolineare il profilo quasi tagliente.

GLI INTERNI A bordo la morbida pelle che riveste i sedili e il volante è setosa al tatto. Gli interni dalla costruzione impeccabile contribuiscono a una qualità percepita decisamente elevata. Insomma, l'abitacolo della Mazda CX 5 è un gran bel posto dove stare e già pregusto l'inizio della mia prova in giro per la Penisola.

Nuova Mazda CX-5 2019 Exclusive: gli interni

ALTOLÀ AL SUDORE I primi chilometri li faccio in città, cogliendo l'occasione per prendere confidenza con le dotazioni di bordo e per rilevare i primi consumi nel mondo reale. Nel caldo torrido di agosto spiccano subito i sedili ventilati, che pompano aria refrigerata attraverso la fodera in pelle traforata. La frescura scorre potente, il godimento è a mille e le camicie si salvano da antiestetiche sudate.

QUANTO BEVE IN CITTÀ Con il senno di poi, saranno proprio i sedili anteriori con la ventilazione (regolabile su tre livelli con due comodi pulsanti sulla plancia) una delle caratteristiche che più rimpiangerò della nuova Mazda. I consumi urbani, dicevamo? Con una guida accorta il computer di bordo misura 7,2 l/100 km: non poco in assoluto, ma neanche male per un SUV a trazione integrale.

LA SCHEDA TECNICA Piace il motore dalla ripresa generosa, un 4 cilindri da 2,2 litri capace di erogare 184 CV e 445 Nm di coppia a 2.000 giri, accoppiato a un cambio automatico a 6 marce dalla buona puntualità. Quest'ultimo non prevede palette dietro al volante, ma la leva è comoda e intuitiva da utilizzare: spostarla a sinistra per un rapido passaggio alla modalità sequenziale è immediato e l'innesto dei rapporti segue lo schema delle auto da corsa, in avanti per scalare, indietro per salire di marcia. Le prestazioni? La velocità massima è di 208 km/h, mentre bastano 9,6 secondi per arrivare a 100 km/h da fermi.

ABITABILITÀ A DURA PROVA L'indomani parto per la Liguria, ma prima di affrontare per la prima volta l'autostrada mi aspetta la consueta partita a Tetris con i bagagli. Per una prova che si rispetti scomodo tutta la famiglia, composta, oltre che dal sottoscritto, anche da moglie, figlia con enorme seggiolino per il trasporto dei minori e cane di media taglia: con cuccia e cibo per due settimane.

LE DIMENSIONI Qui scopro che il lungo cofano, che tanto caratterizza la linea, ruba qualche centimetro all'abitacolo. A bordo, va detto, chi siede dietro ha meno spazio per le gambe di quanto ci si aspetti da un'auto di di 4,55 x 1,84 x 1,68 metri. Molto ben sfruttabile, invece, il bagagliaio, la cui capacità va da 494 a 1.365 litri. La forma è regolare, il piano di carico è poco ribassato rispetto alla soglia e la cappelliera in tessuto copre bene anche un carico leggermente più alto del vano. Ci pensano poi i vetri oscurati posteriori a celare il tutto alla vista dei malintenzionati: vuoi mai che qualcuno si faccia venire strane idee...

Nuova Mazda CX-5 2019: il bagagliaio

VENTILAZIONE AL TOP Finalmente parto e in viaggio l'impianto di climatizzazione continua a colpirmi favorevolmente: la ventilazione è potente e ben distribuita, con un bocchettone regolabile dedicato per chi siede dietro. Niente spifferi sparati negli occhi, insomma, a tutto vantaggio del comfort per chi porta le lenti a contatto: che spesso ha problemi di secchezza nelle auto dove i flussi d'aria non sono studiati a dovere.

CONNETTIVITÀ Notevole anche la silenziosità di marcia, frutto di un'efficace isolamento del motore. Una dote che esalta le qualità dell'impianto audio Bose Surround Sound System con 10 altoparlanti. Il sistema è molto sfruttabile, visto che è dotato di lettore di CD in plancia: una caratteristica sempre più spesso trascurata in favore di una scelta tutta digitale. E certo non manca, sulla Mazda CX-5 in prova, la possibilità di collegare una chiavetta di memoria con il mio archivio musicale o uno smartphone tramite i sistemi Android Auto e Apple CarPlay.

CARICA POCO Due le prese USB tra i sedili: utili anche per alimentare altri dispositivi, come un iPad per intrattenere i bambini. Peccato solo che la potenza erogata basti solo a rallentare lo scaricamento dell'iPad in riproduzione video: non a mantenerlo carico. Ma anche porre un freno alle maratone di Peppa Pig non è un male, dopotutto.

NAVIGATORI CONTRO A proposito di Android Auto, va detto che dona all'auto un sistema di comandi vocali dall'uso più intuitivo e mappe più complete, ma la grafica del navigatore Mazda è più bella e chiara: soprattutto quando mi trovo in area coperta dal sistema di controllo di velocità Tutor. Inoltre il GPS dell'auto è subito pronto all'uso, non appena accendo il quadro, mentre l'app Android Auto ci mette un po' a diventare operativa (almeno con il mio vecchio smartphone): un'attesa poco gradevole quando si va di fretta. Chi vince? Non l'ho ancora deciso...

Nuova Mazda CX-5 2019: il menu degli aiuti alla guida ADAS

SI GUIDA BENE Al volante apprezzo lo sterzo preciso e sensibile alle piccole correzioni. L'assetto – a vuoto come a pieno carico – potrebbe essere più lesto nello smorzare il rimbalzo sugli avvallamenti, ma come scoprirò in seguito è molto valido nella guida sportiva, dove resiste bene al sottosterzo (complice il controllo elettronico G-Vectoring Control Plus), si inclina poco di lato e mantiene bene la linea nelle curve in compressione. Se si esagera l'ESP è prontissimo nell'intervento, così come gli altri sistemi di aiuto alla guida ADAS.

LA RETE DI SICUREZZA? FUNZIONA Anzi, a proposito degli ADAS, la dotazione è completa (tra i tanti dispositivi non mancano mantenimento di corsia, cruise adattivo e videocamere a 360°), ma qualcuno di essi è un po'apprensivo. Spesso, in autostrada è apparso indebitamente l'avviso del monitoraggio attenzione del guidatore e quando ho affrontato il traffico di Roma la frenata automatica è intervenuta con forza mentre io stavo modulando la decelerazione per non far patire troppo i passeggeri. Risultato: l'auto si è arrestata con circa 2 metri di margine. Meglio comunque due metri prima che due centimetri dopo, sia chiaro!

OCCHIO AI SEGNALI! Non sempre il sistema di riconoscimento dei segnali stradali è stato puntuale nelle indicazioni: di notte, per esempio, è capitato che dalla corsia di sorpasso non leggesse l'indicazione poco illuminata e posta sulla destra, o che non vedesse cartelli messi all'altezza del terreno in corrispondenza dei cantieri autostradali. L'impressione è che sfrutti anche informazioni contenute nelle mappe del navigatore e non sempre queste ultime possono essere aggiornate con i cartelli apposti per motivi straordinari. Occhio dunque ai limiti di velocità riportati nello Head Up Display: l'indicazione 130 km/h potrebbe essere momentaneamente ottimistica.

Mazda CX-5 2.2 Skyactiv-D AWD Exclusive 2019: i consumi al termine della prova

I CONSUMI NEL MONDO REALE Tornando a parlare di consumi, in autostrada a velocità codice il computer di bordo si assesta attorno ai 6,5 litri/100 km, tanto a vuoto quanto a pieno carico, per un'autonomia di circa 750 km con un pieno. Al termine del viaggio, che solo in rari casi mi ha visto adottare uno stile da economy run, la media si è attestata sui 7,7 l/100 km.

UNA RIFLESSIONE Potrebbe aiutare una regolazione più aggressiva del sistema start & stop, qui chiamato i-stop, che interviene solo se al semaforo si tiene premuto il freno con una certa decisione: accarezzare il pedale non basta (a vantaggio, però, di un'auto sempre pronta a ripartire, per una guida più piacevole). Altre auto della concorrenza, per risparmiare il più possibile, arrivano a spegnere il motore con l'auto ancora in movimento.

QUANTO COSTA Cosa mi resta della nuova Mazda CX-5? Più di tutto sensazioni di grande raffinatezza e comfort. Pur senza indossare i blasoni più scontati, il suv giapponese è certo all'altezza delle aspettative di chi cerca un'esperienza autenticamente premium, con il plus – almeno per me – di un grande understatement: una scelta di grande eleganza. Chiaramente non è in saldo. L'esemplare in prova, allestito di tutto punto, sfiora un valore di circa 46.500 euro, mentre la base della gamma attacca poco oltre i 30.000 euro.


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