Prova su strada
Kawasaki Z250 SL e Z300

Kawasaki Z250 SL e Z300

Kawasaki prova a solleticare l'ormone dei più giovani allargando verso il basso la famiglia Z con Z250 SL e Z300, mono e bicilindrica a misura di diciottenni. Guarda il video
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Autore:
Andrea Rapelli

QUESTIONE DI ORMONE Non è un segreto: il mercato moto soffre la diaspora dei giovani e giovanissimi, rapiti sempre più da telefonini, smartphone e altra roba con troppe poche ruote. Kawasaki prova così a solleticare l'ormone dei ragazzi allargando verso il basso la famiglia Z con Z250 SL e Z300, mono e bicilindrica a misura di diciottenne.

Z FAMILY Sia la Kawasaki Z250SL sia la Z300 gridano – per quanto riguarda l'estetica – la loro parentela con le Z più grandi. Con tutti quei tagli e quegli spigoli, sembrano proprio dire: “Ehi, ci siamo anche noi!”. E infatti la presenza scenica c'è, soprattutto nella più grandicella 300, più cattiva nell'impostazione, col fanale anteriore che fa il verso a quello della Z800. Più esile (non gracile, però) la duemmezzo, che tradisce senza troppi complimenti la cubatura più piccola. Non si ha mai, oltretutto, l'impressione di trovarsi di fronte a due oggetti cheap.

AH, LA LEGGEREZZA Entrambe le zetine sono costruite su telai in acciaio (a traliccio sulla 250 e scatolato, che sorregge il motore a diamante, sulla 300, derivato da quello della Ninja 300) e si affidano, davanti, a una forcella telescopica Showa con steli da 37 mm e, dietro, ad un monoammortizzatore Kayaba con precarico regolabile. La monocilindrica Z250 prende in parola il nomignolo SL, cioé Superlight, grazie a un peso forma di 148 kg con i liquidi (150 kg con ABS). La Z300, più pasciuta, ferma comunque l'ago della bilancia a 170 kg, ABS compreso. A proposito, gli impianti frenanti sono copie perfette: due dischi a margherita ciascuna, all'anteriore da 290 mm, al posteriore da 220 mm. Capitolo pneumatici? 100/80 e 130/70 sulla duemmezzo, 110/70 e 140/80 sulla Z300 ma sempre da 17”.

CUORI ORIENTALI Prodotti fra Indonesia e Thailandia, i cuoricini di queste due Kawa hanno tutte le carte in regola per sfrecciare con dignità anche alle nostre latitudini: sotto il serbatoio da 11 litri della Z250 SL pulsa un monocilindrico a 4 valvole, raffreddato a liquido, da 28 cv a 9.700 giri e quasi 23 Nm in altuccio, a 8.200 giri. A spingere la Z300, invece, un bicilindrico parallelo (il motore più prodotto in assoluto da Kawasaki) a 8 valvole capace di 39 cv a 11.000 giri e 27 Nm a ben 10.000 giri. Maggiore è sicuramente l'autonomia, rispetto alla sorellina, perché qui il serbatoio ha la stessa capacità di quello della Z800: 17 litri.

ACCORTEZZE DA GRANDI Se la Kawasaki Z300 può contare su una frizione con tre molle di richiamo, leggera alla leva e capace di regalare anche un effetto antisaltellamento – utile per i neofiti – anche la Z250 SL monta una particolare paratia sulla ventola motore in grado di deviare il flusso d'aria calda verso il basso, in modo da non disturbare il pilota nelle giornate di caldo atroce. Pregevoli gli smorzatori al manubrio della duemmezzo, messi lì apposta per eliminare le vibrazioni ai polsi.

CAPITOLO PREZZI Potabili, anche da chi non possiede un conto in banca da sceicco, i prezzi: la Kawasaki Z250 SL costa 4.290 euro e 4.690 con ABS, in due colori: Candy Lime Green o Ebony. Per mettervi in garage la Z300, invece, dovrete sborsare 5.190 euro, ABS incluso. Anche qui, due le possibilità per la livrea, in verde/nero o, più elegante, in nero/grigio. Accessori? Quasi tutti per la bicilindrica: un bello scarico Akrapovic (566,10 euro), tamponi laterali, coprisella, borsa da serbatoio... 

COSA HO INDOSSATO

CASCO SHOEI XR-1100 Calotta esterna in fibre composite in quattro misure, cinturino a doppio anello, calotta interna in EPS a doppia densità, guanciali (estraibili e lavabili) in sei diverse misure: difficile che lo Shoei XR-1100 non vi calzi a pennello. Alla prova dei fatti è proprio così: sarà l'aerodinamica curata, il peso relativamente contenuto - 1.500 g - o le due prese d'aria e i quattro estrattori, fatto sta che l'XR-1100 è comodo anche dopo ore e ore di guida e non affatica il collo. La presenza della membrana antiappannante sulla visiera, poi, è una manna se piove. La finitura? Eccellente.

GIACCA IXON MECHANICS Un bel "chiodo" in morbida pelle, che puoi mettere con nonchalance anche all'aperitivo serale (pure senza moto al seguito). Grazie all'interno imbottito staccabile i climi meno miti non fan paura, il generale inverno un po' sì. Certo, non è un capo tecnico tecnico: la regolazione di polsi, collo e vita è piuttosto sommaria. Ma le protezioni ci son tutte, dai gomiti al paraschiena e, in velocità, difficilmente svolazza. Ecco, non chiedetegli di essere anche impermeabile...

JEANS OJ BLUSTER MAN Vestono regular questi jeans di OJ, che - con apposita membrana interna staccabile - diventano anche impermeabili. E non sfigurano, pur dotati di protezioni rimovibili su fianchi e ginocchia, nemmeno nelle occasioni mondane. Il tessuto denim, naturalmente, è rinforzato (con fibra aramidica) ed elasticizzato. Le taglie vanno dalla 44 alla 60.

GUANTI OJ ENERGY Un bel guanto in poliestere comodo comodo, da mezza stagione. La vestibilità è discreta (anche se il tessuto interno si lascia un po' andare alla lunga) ma la doppia regolazione a strap sul polso mi sembra comoda e si adatta senza troppi problemi ai polsi della giacca. Nel caso del tipico acquazzone primaverile potete contare sulla membrana impermeabile Hipora mentre l'inserto in gomma sulle nocche mette una pezza in caso di caduta. Taglie? XS-3XL.

SCARPE TCX X-STREET Fanno parte della linea Urban ma queste scarpe si possono usare senza patemi anche per gite più lunghe. Modaiole ed eleganti, hanno una tomaia in pelle pieno fiore trattata stile vintage e rinforzi su punta, tallone e malleoli. Non bastasse, sono anche impermeabili. Occhio che vestono larghe: può anche andar bene un numero in meno rispetto al solito. Le taglie vanno dalla 36 alla 48 e c'è anche la versione lady.

PICCOLO E' BELLO Salgo sulla minuscola Z250 SL, per cominciare: la sella, a 785 mm da terra (la stessa altezza della Z300, fra l'altro), consente di toccare con il piede anche a chi non è esattamente uno spilungone. La posizione di guida è decisamente raccolta, quasi intima oserei dire. Pure per l'eventuale passeggero, appollaiato su un mini-strapuntino. I polsi, però, non si affaticano troppo e questo è un bene. Le leve di freno e frizione purtroppo non sono regolabili, nemmeno sulla sorella più potente, ma se non altro non sono tanto lontane dalle manopole. Non male il quadro strumenti, tutto digitale. Non sono ancora partito e sta già iniziando a piovere: mannaggia!

CUORE PULSANTE Il mono della Z250 SL scalpita anche da fermo ma le vibrazioni che raggiungono mani e piedi sono davvero trascurabili. Per viaggiare con un certo brio occorre tenerlo su di giri e lui, con il suo caratterino, non disdegna affatto. Qualche nota di ruvidezza c'è ma, in fondo, si può perdonare. Sul guidato, la duemmezzo (nel suo piccolo) sa anche divertire: è piuttosto svelta a scendere in piega ma tutto sommato stabile in percorrenza e perdona facilmente le sviste del neo-pilota. Roba che se ti capita di arrivare lungo in un tornante causa asfalto bagnaticcio riesci a risolvere senza rischiare. La frenata è di quelle giuste, a patto di strizzare con vigore la leva al manubrio per decelerazioni repentine (a tal proposito, fatevi un regalo: sceglietela con l'ABS). I pneumatici Road King di primo equipaggiamento? Fanno quel che possono: per le prestazioni di cui è capace il “mono” van bene, anche se i più smaliziati potrebbero lamentare una certa mancanza di feeling (con l'anteriore in particolar modo).

PIU' MOTO Il pomeriggio, per fortuna, ci saluta con un timido sole che spunta dalle colline del Monferrato. Ottima occasione per capire che la Kawasaki Z300 è più moto, più matura, già a partire dalla posizione di guida, con le ginocchia che stanno più larghe. Peccato che la sella, oltre ad essere duretta, sia anche sensibilmente inclinata in avanti: alla lunga, il busto tende a scivolare verso il manubrio. Detto questo, la Z300 appare più rotonda, sicuramente più rigorosa nel seguire la traiettoria impostata e forse un filo meno veloce a scendere in piega rispetto alla sorellina. Anche qui il reparto sospensioni è piacevolmente sostenuto e accordato sul veloce ma, per dire, sul pavé cittadino e sui tombini non va in crisi. Maneggiarla, tra le strette viuzze del centro di Acqui Terme, è un gioco da ragazzi, anche per chi è alle prime armi con le due ruote.

UN BUON BI Gli 11 cv in più del bicilindrico – che non disdegna, pure lui, gli alti giri – si sentono tutti, anche grazie ai (sei) rapporti del cambio corti. Più pieno in basso rispetto al mono, sfodera anche una discreta verve superati i 6.500 giri, con poche note ruvide, senza vibrazioni fastidiose su pedane o manubrio. E, con lo scarico Akrapovic, suona che è un piacere. A proposito: se la frizione, che stacca un po' in alto, è morbida nell'azione, il cambio fatica certe volte a trovare la folle a caldo e si rivela un filo duro. Difettucci perdonabili, se si pensa che le moto del test non avevano ancora finito il periodo di rodaggio. 

COSA HO INDOSSATO

CASCO SHOEI XR-1100 Calotta esterna in fibre composite in quattro misurecinturino a doppio anello, calotta interna in EPS a doppia densità, guanciali (estraibili e lavabili) in sei diverse misure: difficile che lo Shoei XR-1100 non vi calzi a pennello. Alla prova dei fatti è proprio così: sarà l'aerodinamica curata, il peso relativamente contenuto - 1.500 g - o le due prese d'aria e i quattro estrattori, fatto sta che l'XR-1100 è comodo anche dopo ore e ore di guida e non affatica il collo. La presenza della membrana antiappannante sulla visiera, poi, è una manna se piove. La finitura? Eccellente.

GIACCA IXON MECHANICS Un bel "chiodo" in morbida pelle, che puoi mettere con nonchalance anche all'aperitivo serale (pure senza moto al seguito). Grazie all'interno imbottito staccabile i climi meno miti non fan paura, il generale inverno un po' sì. Certo, non è un capo tecnico tecnico: la regolazione di polsi, collo e vita è piuttosto sommaria. Ma le protezioni ci son tutte, dai gomiti al paraschiena e, in velocità, difficilmente svolazza. Ecco,non chiedetegli di essere anche impermeabile...

JEANS OJ BLUSTER MAN Vestono regular questi jeans di OJ, che - con apposita membrana interna staccabile - diventano anche impermeabili. E non sfigurano, pur dotati di protezioni rimovibili su fianchi e ginocchia, nemmeno nelle occasioni mondane. Il tessuto denim, naturalmente, è rinforzato (con fibra aramidica) ed elasticizzato. Le taglie vanno dalla 44 alla 60.

GUANTI OJ ENERGY Un bel guanto in poliestere comodo comododa mezza stagione. La vestibilità è discreta (anche se il tessuto interno si lascia un po' andare alla lunga) ma la doppia regolazione a strap sul polso mi sembra comoda e si adatta senza troppi problemi ai polsi della giacca. Nel caso del tipico acquazzone primaverile potete contare sulla membrana impermeabile Hipora mentre l'inserto in gomma sulle nocche mette una pezza in caso di caduta. Taglie? XS-3XL.

SCARPE TCX X-STREET Fanno parte della linea Urban ma queste scarpe si possono usare senza patemi anche per gite più lunghe. Modaiole ed eleganti, hanno una tomaia in pelle pieno fiore trattata stile vintage e rinforzi su punta, tallone e malleoli. Non bastasse, sono anche impermeabili.Occhio che vestono larghe: può anche andar bene un numero in meno rispetto al solito. Le taglie vanno dalla 36 alla 48 e c'è anche la versione lady.

 


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