Autore:
Andrea Rapelli e Marco Rocca

SCRAMBLER VINTAGE Entrambe esplorano il mondo glassato e vintage delle scrambler ma con contenuti ben diversi: se la Ducati Scrambler Desert Sled punta a creare una nuova via, endurizzando la sua Scrambler, la Triumph Street Scrambler è cresciuta con il mito della Bonneville che usava Steve McQueen nelle sue scorribande.

SIAMO LI' Da una parte insomma c'è una nuova via (Ducati), dall'altra un bel classico reinterpretato (Triumph). Anche per questo abbiamo deciso di metterle a confronto, cercando di evidenziare i punti forti e quelli meno delle nostre protagoniste. Una volta tanto, su una cosa non si discute: il prezzo, che in questi colori è esattamente di 11.100 euro per entrambe.

LOOK
DUCATI SCRAMBLER DESERT SLED
Così alta sulle gomme (Pirelli Scorpion Rally STR ben tassellate) e con quel parafango lontano anni luce dalla ruota anteriore, il richiamo al mondo dell'enduro di una volta è forte. E ricorda, senza troppi complimenti, la Yamaha XT500. Splendidi i cerchi a raggi color oro ma anche il serbatoio, disponibile rosso o bianco (come il nostro). E poi, la piastra paramotore: è lei la Desert Sled che dà il nome alla moto.

TRIUMPH STREET SCRAMBLER Qui l'aspetto enduro è meno forte: certo non mancano soffietti sulla forcella, cerchi a raggi, pedane specifiche, piastra paramotore, ma l'altezza da terra dell'inglese è più ridotta e il parafango è quasi incollato alla ruota anteriore. Pezzo forte – e distintivo - della Street Scrambler è il bel doppio scarico laterale, che corre sulla fiancata destra. Fra l'altro, suona anche molto bene.

POSIZIONE DI GUIDA
DUCATI SCRAMBLER DESERT SLED
Una moto per alti, la Desert Sled: con una sella a 860 mm dal suolo (ce n'è una optional a 840) non tutti riescono ad appoggiare completamente il piede. In ogni caso, il manubrio (con traversino) largo e alto consente una postura eretta e anche piuttosto attiva, ma non per questo stancante. La distanza dalle pedane - i gommini si possono rimuovere per il fuoristrada – aumenta rispetto alle sorelle, così il passaggio da seduto a in piedi è più facile. Uguale a quella delle sorelle la strumentazione, con uno strumento singolo completamente digitale.

TRIUMPH STREET SCRAMBLER Se la sella, a 790 mm da terra, diventa più alla portata di molti fisici, è la marmitta laterale a dividere: c'è chi sostiene che non disturba più di tanto, chi finisce per appoggiarci la gamba destra e la vorrebbe più snella. La strumentazione mista, invece, mette d'accordo tutti: sul piccolo display lcd si possono visualizzare pure consumo medio ed istantaneo, autonomia residua, marcia innestata, giri motore. Un sacco di info in più rispetto alla Ducati.

FINITURE
DUCATI SCRAMBLER DESERT SLED
Il livello è molto buono, sia nelle zone più in vista sia nella meccanica: guardare le finiture del carter motore per conferma. E non mancano particolari davvero simpatici come la griglia sul faro anteriore (omologata). Perfino il sottosella, che offre lo spazio per i documenti e poco più, non presta il fianco a critiche.

TRIUMPH STREET SCRAMBLER Anche con la Triumph si ha l'impressione di aver speso bene i propri soldi: cadute di stile zero, nemmeno nelle zone più nascoste. E la meccanica ha un sapore old-style, con i finti carburatori e le alettature sui cilindri. Ben fatti anche i blocchetti elettrici. La porzione di sella del passeggero si può sostituire con un pratico portapacchi, compreso nel prezzo.

MOTORE E CAMBIO
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Il Desmodue raffreddato ad aria in regola con l'Euro 4 è quello delle altre Scrambler e fa valere un pizzico di grinta in più rispetto al bicilindrico parallelo inglese. D'altronde, i dati tecnici parlano chiaro: l'italiana conta ben 20 cavalli aggiuntivi (75 a 8.250 giri), che significano un cuore più consistente soprattutto ai medio-alti regimi. Bello il comando gas, più dolce nei primi gradi di rotazione rispetto alle altre Scrambler. Difficile talvolta trovare la folle con il pedale del cambio, ma va detto che il nostro esemplare aveva circa 400 km all'attivo. Per il resto, le marce entrano senza intoppi.

TRIUMPH STREET SCRAMBLER Di secondo nome il bicilindrico parallelo Triumph fa Mr. Coppia: grazie ai 100 cc in più esprime ben 80 Nm molto in basso, a 2.850 giri, ben 12 in più rispetto alla rivale. Così, ci si trova a snocciolare le marce in fretta, perché da poco più di 2.000 giri il cuore inglese offre già tutto quello che serve. A tal proposito, occorre ricordare che la Street Scrambler ha solo cinque marce, contro le sei della Ducati. Il cambio, comunque, si manovra che è un piacere, anche grazie alla morbida frizione. Ricco e articolato il sound, condito con deliziosi scoppiettii.

GUIDA IN CITTA'
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Il manubrio alto aiuta, così come la corsa lunga delle sospensioni – 200 mm – che aiuta a digerire pavé e tombini. Forcella e mono non sono morbidi, questo va detto, ma si patisce poco. Rimane comunque una moto piuttosto facile, che ha il solo limite della sella alta. Di certo c'è che avrete gli occhi puntati addosso perché così, bianca con cerchi oro, la Desert si fa proprio notare.

TRIUMPH STREET SCRAMBLER La Triumph fa segnare qualche kg in più rispetto all'italiana: si parla sempre di 206 kg ma a secco. Ma, grazie alla sella bassa, le manovre da fermo non costituiscono un ostacolo insuperabile. Simile il comportamento delle sospensioni, anche se con escursione ridotta a 120 mm. Capitolo calore: se la Ducati, in coda, scalda le parti... basse, il calore dell'inglese arriva tutto dallo scarico, quindi sulla gamba destra. La paratia paracalore, però, funziona.

EXTRAURBANO E AUTOSTRADA
DUCATI SCRAMBLER DESERT SLED
La cura offroad a cui è stata sottoposta la Ducati si sente anche su strada: la ruota anteriore da 19” conduce le danze, con sospensioni che reggono bene il gioco. La guida è smussata ma saporita, favorita anche dal buon grip offerto dalle Pirelli tassellate che avvisano con largo anticipo dei loro limiti. Bene il comportamento della forcella Kayaba con steli da 46 mm di diametro, che fatica solo sulle micro asperità della strada, niente male il mono (entrambi regolabili). L'autostrada? Mette in luce riparo aerodinamico pari a zero e qualche vibrazione. Ottimi i freni, con la pinza anteriore radiale Brembo a quattro pistoncini e disco da 330 mm: l'attacco non è mai brusco e la potenza non manca.

TRIUMPH STREET SCRAMBLER Le sospensioni si ammorbidiscono rispetto alla Street Twin, anche se lavorano meno di quelle Ducati (l'escursione scende a 120 mm) mentre la ruota anteriore è sempre da 19”. A conti fatti, assorbono quel che serve. Quello che dovete fare è entrare un po' lenti, sfruttare la grande stabilità in percorrenza e uscire dalla curva facendo cantare il bicilindrico. Entrare in sintonia con lei, insomma, è davvero alla portata di tutti. Capitolo freni: finché si viaggia a ritmi da Scrambler, tutto bene. Anche per quanto riguarda la modulabilità. Se invece si comincia a spingere, allora si desidererebbero più potenza e mordente, specie davanti.

FUORISTRADA
DUCATI SCRAMBLER DESERT SLED
Posto che pochissimi useranno due moto così per arrampicarsi sulle montagne, la Ducati può vantare una dotazione un po' più specialistica: gomme con tassello ben in vista, escursione sospensioni da enduro vera (200 mm), telaio rinforzato con piastre laterali a sostegno del motore e forcellone ridisegnato e allungato. Si va ovunque il buonsenso consigli di andare, e anche qualcosa in più: si può disinserire all'occorrenza l'ABS mentre il TC non c'è. E le gomme non si spaventano quando l'asfalto finisce. La Desert Sled fa venir voglia di giocare: basta esserne capaci...

TRIUMPH STREET SCRAMBLER Il baricentro basso e la linearità dell'erogazione – nonché la coppia ai bassi regimi – facilitano la guida anche per chi non è un dakariano. Se invece siete esperti, sappiate che ABS e TC sono disinseribili. Guidando in piedi lo stivale destro tende a scappare dalla pedana, causa interferenza del polpaccio con la tabella portanumero. Basta togliere i gommini e il difetto scompare. La minore altezza da terra e le sospensioni ad escursione più corta la rendono meno giocherellona ma, complici le coperture on/off, gli sterrati non la spaventano.

PREZZO E COSTI
DUCATI SCRAMBLER DESERT SLED
Supera il muro dei dieci ma di sostanza, a 11.100 euro, ce n'è. Se invece vi piace rossa, costa 10.950 euro. E poi, ci si può sempre sbizzarrire con il gran numero di parti speciali disponibili. Senza dimenticare la nuova linea abbigliamento...

TRIUMPH STREET SCRAMBLER Anche per lei, 11.100 Euro nel Korosi Red del video. Altrimenti, si parte da 10.800 euro. Come accade per la Ducati, i consumi piuttosto bassi e la gamma di accessori a pagamento è davvero ampia. 

CARATTERISTICHE TECNICHE DUCATI SCRAMBLER DESERT SLED
MOTORE Bicilindrico a L, 803 cc
POTENZA 75 CV @ 8.250 giri
COPPIA 68 Nm @ 5.750 giri
PESO (o.d.m.) 207 kg
ALTEZZA SELLA 860 mm (840 mm optional)
PREZZO 11.100 Euro

CARATTERISTICHE TECNICHE TRIUMPH STREET SCRAMBLER
MOTORE Bicilindrico parallelo, 900 cc
POTENZA 55 CV @ 6.000 giri
COPPIA 80 Nm @ 2.850 giri
PESO (a secco) 206 kg
ALTEZZA SELLA 790 mm
PREZZO 11.100 Euro

 

ABBIGLIAMENTO ANDREA
CASCO BELL MOTO 3 Un Marchio che ha fatto anche la storia dei caschi, Bell (li usava Steve Mc Queen!). Così, se nell’era delle special altri produttori si buttano sul rétro e si ispirano ai caschi di una volta, Bell guarda nei suoi vecchi cataloghi e, con il Bell Moto 3, riprende un modello lanciato nel 1970. La forma della calotta in fibre composite è (quasi) uguale all’originale (in tre misure con quattro misure di calotte) ma nella mentoniera le feritoie diventano otto e mostrano una griglia in acciaio inox, l’imbottitura è moderna, antimicrobica, antibatterica, staccabile e lavabile. Ed è anche comoda, avvolge bene pur senza essere pesante o fastidioso. Il frontino si aggancia con cinque bottoni automatici ma il Bell Moto 3 non concede spazio alle sirene della modernità e la sua calotta non si apre in alettonate bocche di ventilazione, rimanendo fedele a se stesso. Non ha la visiera, non ha prese d’aria, non ha il visierino da sole a scomparsa, ma è maledettamente fiko…

MASCHERA SCRAMBLER DUCATI Protegge bene dall'aria e si adatta senza difficoltà al viso. L'elastico è potente e grazie al filo in silicone nella parte interna non si muove sulla calotta del casco. E poi, fa proprio pendant con questa Ducati. Volendo, si possono anche cambiare le lenti.

GIACCA IXON MECHANICS Un bel "chiodo" in morbida pelle, che puoi mettere con nonchalance anche all'aperitivo serale (pure senza moto al seguito). Grazie all'interno imbottito staccabile i climi meno miti non fan paura, il generale inverno un po' sì. Certo, non è un capo tecnico tecnico: la regolazione di polsi, collo e vita è piuttosto sommaria. Ma le protezioni ci son tutte, dai gomiti al paraschiena e, in velocità, difficilmente svolazza. Ecco, non chiedetegli di essere anche impermeabile... Taglie: S-4XL Prezzo: 449,90 euro

GUANTI IXON PRO 70'S HP Un guanto in morbida pelle di capra, comodissimo e molto caldo. Oltretutto, l'esterno è impermeabile e traspirante. Certificati CE, questi guanti dal sapore classico hanno il polsino piuttosto corto, con regolazione a bottoni, ma vanno d'amore e d'accordo con la giacca Motors. Morbide, inoltre, le protezioni sulle nocche. Anche dopo diverse ore di guida, non fanno male: sembra quasi di non indossarli.
Prezzo: 79,90 euro
Taglie: S-3XL

JEANS MOTTO WEAR ITALIA CARGO Jeans dal design americano ma prodotti in Europa, hanno rinforzi in Kevlar, materiale resistente alle abrasioni ma allo stesso tempo confortevole, che riveste la zona delle ginocchia, le anche e il fondoschiena. In corrispondenza delle rotule c'è poi uno strato aggiuntivo di cotone nella parte interna, per un migliore resistenza termica al vento e al freddo. Non mancano protezioni SAS-TEC omologate CE sulle ginocchia e tasconi laterali con chiusura a velcro, così come le tasche sul fondoschiena. Taglie: XS (W31), S (W32), M (W34), L (W36), XL (W38)
PREZZO: 210 euro

STIVALI TCX DRIFTER WATERPROOF Devo confessarvelo: di questi TCX da viaggio mi sono proprio innamorato. Trovo splendida la pelle marrone, che fa molto vintage, il soffietto sulla parte superiore, la suola con battistrada tassellato, che fa una bella presa anche sulla neve. Per un look da endurista d'antan. E poi, i ganci moderni in alluminio, simili a quelli degli stivali da cross all'ultimo grido, non stonano. Pratico e furbo il rinforzo in zona leva cambio, così come la membrana impermeabile. E poi ci sono inserti rigidi su punta, tallone e in zona malleoli, senza dimenticare il rinforzo sulla tibia. La calzata è comoda, e il plantare anatomico non rende un calvario un'eventuale passeggiata.
Taglie: 36-48
Prezzo: 299,99 euro

 

ABBIGLIAMENTO MARCO

CASCO JET TUCANO URBANO EL’JET Ok, se parlate con un esperto di moda, l’abbinamento marrone e giallo non è dei migliori, ma se pensate ai motociclisti degli anni settanta, sono sicuramente tra i colori predominanti. Molto ben areato, provvisto di visiera amovibile e visierino parasole, questo prodotto è molto leggero da indossare, curato nella lavorazione e pratico da utilizzare grazie alla regolazione micrometrica del cinturino. Prezzo 149 EuroJEANS TUCANO URBANO GENOVA GAG Bella vestibilità, aderenti e ottima calzata, ma allo stesso tempo anche una forte attenzione verso la sicurezza. Questo prodotto è realizzato in denim di cotone con rinforzi interni in fibra aramidica dedicati a glutei e ginocchia, sottili e molto resistenti, non creano quell’effetto di gonfiore tipico dei prodotti da moto. In più, la tasca posteriore sinistra si apre e grazie al rivestimento interno in REFLACTIVE SYSTEM, aumenta la nostra visibilità di notte. Stesso discorso per le cuciture interne delle gambe, anche loro rivestite di materiale catarifrangente ad alta visibilità. Ottimo per chi cerca pantaloni alla moda, senza rinunciare alla sicurezza, soprattutto nei percorsi extraurbani, grazie anche alle protezioni per le ginocchia amovibili. Prezzo 149 Euro

MASCHERA ALZELA THE GOGGLE Una maschera stilosa e generosa nelle dimensioni, che consente la calzata anche con occhiali da vista e protegge bene anche in velocità, senza spifferi. Disponibile in tre colori, ha lenti intercambiabili anti UV, anti graffio e antifog. E capaci di resistere ai test proiettile e cilindro. Comoda la membrana proteggi-lenti e la custodia, per non rovinare la maschera nel trasporto. Prezzo: 199 euro, in dieci colori

GIACCA TUCANO URBANO PEL La scelta della giacca più giusta da indossare in sella alla Racer non poteva non ricadere su questo prodotto in pelle ovina con fodera interna in poliestere. Stile pulito e retrò, ma materiali moderni la rendono l’abbinamento perfetto per le moto heritage. Calzata molto comoda e vestibilità aderente sono i suoi punti forti, con le protezioni amovibili e gli inserti catarifrangenti dedicati alla parte posteriore del colletto e ai polsi, che ne fanno anche un prezioso strumento in termini di sicurezza attiva. In più, anche se le temperature mattutine erano basse, grazie al suo rivestimento interno abbiamo potuto guidare in totale confort. Prezzo 299 Euro

GUANTI TUCANO URBANO GIG Come per la giacca Pel, anche la scelta sui guanti da indossare sulla gamma heritage di Bmw è stata quasi obbligata, con questo prodotto in pelle e in stile fortemente anni settanta. Calzata molto aderente e ottima sensibilità alla guida si uniscono al rivestimento di pollice ed indice adatto all’utilizzo degli schermiTouchscreen. Prezzo 66 Euro

SCARPE STYLMARTIN INDIAN Vi confesso che dopo averli indossati me ne sono innamorato. Marroni, con quella pelle pieno fiore scrivente (come la definiscono in Stylmartin) che racconta ciò che hai vissuto, sono il tocco di stile immancabile per uno che come me ama il particolare ricercato. Stringati fin sopra la caviglia, hanno la fodera impermeabile e traspirante, protezioni cambio in pelle e suola vibram in gomma per un grip ottimale anche su fondi viscidi. In più ci sono protezioni su entrambi i lati per il malleolo che in caso di caduta assicurano la dovuta protezione. Io li preferisco con in abbinamento ai lacci rossi che, tra l'altro, sono già nella confezione. 
Misure: 36 - 47
Colori disponibili: Brown - Black
Prezzo: 239 Euro


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