Autore:
Paolo Sardi

RICOMINCIAMO Dalle parti di Detroit è forse un po' prestino per parlare di "crisi superata". Tuttavia non si può nemmeno pensare di aspettare che la situazione migliori per grazia ricevuta. E così quelli della Chrysler provano a risollevare la testa proponendo sul mercato qualcosa capace di dare una prima scossa. Il tutto, in attesa che da Torino Marchionne & Co trovino per il marchio alato una nuova dimensione definitiva all'interno delle strategie del Gruppo Fiat.

A TUTTO CAMPO Il compito di fare da portabandiera in questa fase delicata tocca alla nuova 200, che avrà all'interno dell'azienda una prima missione piuttosto semplice: fare meglio della Sebring, un modello che non è mai riuscito davvero a sfondare sul mercato. Allargando lo sguardo fuori dai cancelli della Chrysler, la macchina dovrà invece sudare sette camicie, visto che si butta in un segmento, il D, decisamente competitivo, non solo negli  States ma anche in molti altri Paesi, Emergenti e non.

NEOCLASSICA I numeri per fare bene, comunque, non  dovrebbero mancarle, a partire da una linea elegante ed equilibrata. La carrozzeria è di gusto neoclassico, con una mascherina cromata in stile torta millefoglie che troneggia fiera in mezzo al muso. Il cofano è lungo e rapace, solcato da nervature e con due fari che scrutano la strada con sguardo truce. Per loro c'è la tecnologia Led, la stessa utilizzata anche per le luci di coda, i cui elementi bianchi danno slancio al listello che orna il bagagliaio.

UPGRADE Anche se è realizzata su una base collaudata, la 200 model year 2011 viene comunque definita completamente nuova. In Chrysler sottolineano infatti come non esista un particolare che non sia stato ripensato, sviluppato o migliorato. Le sospensioni, per esempio, hanno una geometria e un assetto ottimizzati. Vibrazioni e rumorosità colano drasticamente rispetto al modello uscente, grazie anche all'adozione di un parabrezza e di vetri anteriori stratificati.

DUE ALTERNATIVE Novità si segnalano anche nell'abitacolo, di cui però al momento non ci sono immagini. Tra le altre cose, inediti si annunciano i sedili e i loro rivestimenti, la strumentazione e le bocchette d'aerazione. Quanto ai motori, il best-seller su scala planetaria dovrebbe essere il quattro cilindri 2.4 a benzina da 175 cv, che può essere abbinato a un cambio manuale o a uno automatico, sempre a sei marce. La punta di diamante della gamma è invece il Pentastar V6 3.6 da 283 cv, sposato in modo indissolubile con la trasmissione automatica a sei rapporti.

CAMBIO DI MAGLIA Certo, per vedere questa Chrysler scalare un po' le classifiche di vendita anche in Europa sarebbe auspicabile l'ingresso in listino di una versione turbodiesel. Ora che il timone Chrysler è nelle mani del management di Torino, tra l'altro, questa eventualità non appare nemmeno così remota. E, a voler ben vedere, questa berlina avrebbe anche il physique du rôle per portare anche lo stemma Lancia...


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