Autore:
Emanuele Colombo

L'INCOMPRESA Profilo a freccia, vistoso spoiler in alluminio, 4,24 metri di lunghezza acquattati sulle 4 ruote come se l'auto fosse un felino pronto al balzo... A colpo d'occhio non si capisce come mai la Subaru BRZ 2017, che sarebbe perfetta per completare i ranghi in qualche film di Fast & Furious, raccolga il testimone di un modello parente della Toyota GT86, che in Italia non ha fatto sfracelli. Forse ne sono arrivate poche? Forse è arrivata nel momento più buio del mercato Italiano? Forse la fama di sportiva gentile, con un motore fin troppo trattabile, ne ha scalfito l'appeal? Per darmi una risposta l'ho portata in pista all'Autodromo di Modena, previo un bel tratto sulle strade normali per capirla a fondo.

UNA COUPÉ PRATICA Se la silhouette affilatissima della Subaru fa temere un'abitabilità risicata, i fatti smentiscono le opinioni. Seduto davanti mi godo un abitacolo spazioso e grazie all'architettura 2+2 i bagagli extra non mi fanno paura: il bagagliaio ha 283 litri di capacità già in configurazione minima e basta abbattere gli schienali dei sedili posteriori per guadagnare una capacità di carico quasi da station wagon. Diversa è la faccenda per i due eventuali passeggeri: lo spazio per le gambe e per la testa è decoroso anche per gli adulti, ma i sedili anteriori arrivano troppo vicini al pavimento per infilarci sotto i piedi e costringono chiunque a una posizione innaturale.

LA VITA A BORDO Il design degli interni è impreziosito da sedili sportivi in alcantara, che fanno molto racing, e diversi ritocchi hanno elevato parecchio il livello della finitura. Rimane una plancia dal design pratico e minimalista. L'infotainment ha gli ormai irrinunciabili comandi vocali e un touchscreen da 6,2 pollici. Il quadro strumenti ha un display che mostra informazioni interessanti agli amanti della guida sportiva: per esempio le curve di coppia e di potenza del motore in tempo reale; il grafico delle accelerazioni in curva e in frenata e persino il cronometro.

I VANTAGGI DEL BOXER Caratteristico, per una Subaru, il motore è di tipo boxer, cioè con i cilindri contrapposti a due a due, che si muovono in modo da compensare le vibrazioni reciproche. Questa architettura abbassa anche il baricentro e basta aprire il cofano per farsene un'idea. Il centro di gravità della BRZ si trova a soli 46 centimetri da terra, il che spiega la sua capacità di curvare e cambiare direzione così piatta, pur avendo un assetto che non patisce il pavé cittadino. Un grande vantaggio anche nella guida di traverso, come scopro in pista, dove la BRZ si controlla con una facilità disarmante e non fa mai brutti scherzi. Anzi, sfodera una precisione notevole e un comportamento perfetto per impratichisrsi nell'arte del drifting.

RINUNCIA A GRAFFIARE Punto debole della BRZ è che il motore ha sì 200 cavalli, ma la curva di coppia è piuttosto diluita con il picco massimo di 205 Nm a 6.400 giri. L'erogazione ha una flessione attorno ai 4.000 giri, quando invece ci si aspetterebbe l'entrata in coppia: una sensazione certificata dal grafico sul quadro strumenti, che indica in tempo reale le prestazioni del motore. Probabilmente è una soluzione adottata da Subaru per cercare di contenere i consumi, che tuttavia non sono particolarmente contenuti. Senza adottare uno stile di guida da sfida all'ultima goccia, il computer di bordo ha indicato circa 10 litri per 100 chilometri in autostrada e 12 litri per 100 chilometri in città.

AIUTI ELETTRONICI I controlli di stabilità e trazione si possono regolare o spegnere (attenzione: per escluderli del tutto l'auto deve essere ferma), ma sulla Subaru non trovo i dispositivi diffusi solo sulle auto di ultimissima generazione, come il mantenimento di corsia e il monitoraggio dell'angolo cieco. Nemmeno la telecamera o i sensori di parcheggio. Il vantaggio è che non corro il rischio di sentire l'elettronica intervenire a sproposito: una cosa che su troppi altri modelli, di questi tempi, infastidisce gli appassionati della bella guida. Il prezzo dell'auto in prova? 32.290 euro.


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