Autore:
Dario Paolo Botta

XC90 A MISURA DI UBER Volvo XC90 è la vettura scelta dalla californiana Uber per il debutto di taxi a guida autonoma. Volvo e Uber sono infatti legate da un accordo di fornitura, siglato nel 2016, con la quale il l’azienda di San Francisco si impegna ad acquistare tra il 2019 e il 2021 una decina di migliaia di vetture Volvo XC90. Le auto Volvo in dotazione a Uber saranno equipaggiate con sensori sviluppati direttamente in California, tuttavia per questioni di sicurezza Volvo ha deciso di installare un pacchetto di sistemi aggiuntivi di sicurezza che intervenendo su sterzo e freni nel caso in cui il sistema di guida principale di Uber faccia cilecca.

TECNICO A BORDO I primi modelli di Volvo XC90, appositamente modificati, entreranno in servizio nel network di Uber entro la fine del 2019. I primi tempi sarà indispensabile la presenza a bordo di un tecnico specialista che interverrà in caso di malfunzionamento. Uber rimane comunque molto abbottonata circa la possibilità che i suoi taxi Volvo diventino pienamente indipendenti, dichiarando che la presenza fisica di un individuo ai comandi diverrà superflua solo in prossimo futuro. Per ora la sperimentazione rimane limitata ad alcune zone ben definite della rete autostradale, le XC90 dispongono, tuttavia di sensori aggiuntivi installati sul tetto che permettono la circolazione in sicurezza anche nel contesto urbano.

VOLVO PENSA AL FUTURO La collaborazione avviata da Volvo conta di sfruttare l’architettura SPA2 delle XC90 utilizzate da Uber per lo sviluppo di una nuova piattaforma, che permetta alla Casa svedese di realizzare, nel prossimo futuro, una vettura completamente autonoma. Si punta dunque a eliminare, nel più breve tempo possibile, la dipendenza dal guidatore/tecnico. Secondo Håkan Samuelsson, Presidente e Direttore esecutivo di Volvo Cars, l’accordo con Uber sottolinea la volontà del Gruppo di diventare il principale fornitore delle aziende che si occupano di car sharing e ride-hailing. L’auto senza conducente sognata da Volvo e Uber resta tuttavia ancora un miraggiose si pensa che il massimo grado di autonomia che si può oggi raggiungere è il livello 3, su una scala che va da 1 a 5 (classifica SAE).

 


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