Autore:
Federico Maffioli

ALTA SCUOLA Dopo l’Australia avevamo detto che Buriram avrebbe messo più in luce i valori in gioco quest’anno tra la Ducati di Chaz Davies e la Kawasaki di Rea. Così è stato perché la Panigale R numero 7, sulla una pista statisticamente sempre favorevole alle Kawasaki, sale due volte sul podio dopo due gare in rimonta partite sempre dalla terza fila. Dopo la Thailandia, insomma, l’impressione è che adesso la Ducati sia più vicina alla verdona di Akashi, ma non solo perché vedere guidare Davies in gara due qui a Buriram è stata roba da lustrarsi gli occhi! Suona Rea su un terreno amico, voto 9

MISSIONE COMPIUTA Nel suo peggior fine settimana thailandese degli ultimi quattro anni, Jonathan Rea si riporta in testa al Mondiale dopo aver conquisto la pole e la vittoria in gara uno Sabato e piazzandosi quarto in gara due la Domenica. Insomma il Campione in carica, su quella che da sempre è una delle sue piste preferite, quest’anno è costretto a fare i conti con una moto non perfettamente a suo agio ed un regolamento che penalizza in maniera evidente le prestazioni della sua Kawasaki, ma porta a casa un risultato eccellente. Per una volta quando non vince è giù dal podio, ma resta il riferimento. Voto 8,5

CONTIENE I DANNI In Thailandia Marco Melandri cede il primato in Campionato a Rea. Ok ma il bilancio per lui è decisamente positivo (meno per la sua moto) perché il distacco dal primo è di soli due punti e quello visto a Buriram è stato un pilota determinato e combattivo, la netto di due piazzamenti deludenti. Per il pilota italiano, insomma, i problemi di stabilità in rettilineo della sua Ducati sono stati evidenti, ma è riuscito a resiste guidando con il coltello tra i denti fino all’ultima curva. In sella ad un cavallo imbizzarrito dimostra carattere e una maturità che, forse, qualche anno fa non aveva… Per lui voto 8

IN DISCESA Tom Sykes lascia al Thailandia precipitando dalla seconda alla settima posizione in Classifica generale dopo un fine settimana in cui Sabato sfiora la pole per tre millesimi e resta competitivo fino al quinto giro di gara uno, e poi, Domenica sparisce subito nelle retrovie costretto al ritiro per problemi tecnici alla sua Kawasaki. Insomma, al netto delle evidenti difficoltà, l’impressione è che qui avrebbe potuto almeno provare a far meglio…Rea Docet! Per lui voto 5

MAGIC MICHAEL Ok, il settimo posto in gara uno non è roba da gridare al fenomeno, ma Michael van der Mark in gara due qui a Buriram sale sul secondo gradino del podio e a livello di guida e grinta sembra tornato (finalmente) quello del 2016. La sua Yamaha qui si era dimostrata competitiva anche l’anno scorso, ma il passo in avanti a livello globale è stato evidente perché Domenica, dopo aver chiuso quasi sette tornate al comando, l’olandese è l’unico ad essere rimasto vicino ad uno scatenato Davies! Gran gara, peccato per il Sabato che suona tardi la sveglia, ma in generale per lui voto 8

CONTINUA A PIACERCI! A Buriram Xavi Fores continua a dimostrarsi competitivo, determinato e, soprattutto a salire sul podio. Lo spagnolo in sella alla Ducati clienti del Team Barni Sabato mette le ruote davanti ad entrambi ai due ufficiali di Borgo Panigale tagliando il traguardo in seconda posizione, poi Domenica è meno incisivo, ma resta nella top five con la seconda Ducati sotto la bandiera a scacchi. Dopo quattro gare arriverà ad Aragon terzo in campionato a meno nove dalla vetta. Non male, davvero non male, per lui voto 8,5

IN LINEA Alex Lowes chiude il fine settimana thailandese con un quinto posto in gara uno ed il terzo gradino del podio in gara due, dimostrando come per il suo compagno di squadra un miglioramento netto a livello di moto, ma meno a livello di risultati (al netto delle difficoltà di Sykes e Melandri). Ok, il bilancio è positivo, ma qui da lui ci saremmo aspettati qualcosa in più. Perde il confronto con van der Mark e l’occasione di provare a portare a casa qualche punticino in più. Per lui voto 7.5

QUASI PODIO Leon Camier chiude quarto in gara uno a circa otto decimi dal podio dopo aver provato a resistere alla Ducati di Davies fino a quattro giri dal termine, ma Domenica non riesce a far meglio della sesta posizione sotto la bandiera a scacchi. Peccato, perché con la partenza dalla pole, per lui in gara due le premesse parlavano di un risultato migliore. Qui a Buriram la Honda dimostra di aver ritrovato competitività (almeno in termini di motore), ma, come si dice, è ancora presto per dirlo. Il pacchetto Camier-Honda resta uno dei più interessanti quest’anno. Staremo a vedere, per il momento, per lui, voto 6.5

STOICO! Anche se in gara il risultato non c’è stato, Lorenzo Savadori in Thailandia si merita un grosso applauso! L’italiano, ancora reduce dalla frattura alla clavicola rimediata nel round australiano, non si tira indietro e scende in pista su un tracciato particolarmente faticoso per via delle sue tante staccate e ripartenze. Dodicesimo e nono sotto la bandiera a scacchi, c’è poco da aggiungere per lui voto 7

OSSERVATO SPECIALE Toprak Razgatlioglu dopo un Sabato deludente, Domenica entra in top ten e dimostra talento e buona competitività. Per lui è tutto nuovo perché è al suo primo anno in Superbike e sia in Australia sia in Thailandia non conosceva le piste, ma dal prossimo round ad Aragon correrà su circuiti che già conosce. Teniamolo d’occhio, voto 6  

TUTI GLI ALTRI Peter Jacobsen, il rookie americano passa dalla diciassettesima posizione in gara uno alla decima in gara due, voto 6,5; Jordi Torres, al via in gara uno sembra poter dire la sua, ma deve cedere il passo per i problemi di pattinamento al posteriore, caduto in gara due, voto 5.5; Loris Baz, alle prese con un tendine lesionato che non gli rende la vita facile, ma in generale voto 5; Eugene Laverty, nono al traguardo in gara uno e ritirato in gara due in seguito ad un incidente con Torres mentre lottava per l’ottava posizione con Torres, voto 5; Leandro Mercaro, delude è vero, ma il suo pacchetto tecnico… nel complesso voto 4.5


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