Autore:
Emanuele Colombo

LE MOTO NON CORRERANNO La decisione era nell'aria, come vi abbiamo anticipato qui: in seguito all'incidente in cui Carlin Dunne ha perso la vita, la Pikes Peak International Hillclimb ha deciso di escludere le moto dall'edizione 2020 della più famosa cronoscalata del mondo. A nulla è valso l'appello di Romie Gallardo, madre dello scomparso pilota a non procedere in tal senso: "Chi siamo noi per portare via ai piloti il sogno di correre alla Pikes Peak", aveva detto.

STOP TEMPORANEO Già a poche ore dall'incidente, la direttrice esecutiva della gara Megan Leatham, aveva esternato: "Penso che sia la fine delle moto nel programma della gara". Nell'ultimo weekend l'organizzazione ha ufficializzato quanto segue: "Si è deciso che, al fine di determinare la fattibilità a lungo termine del programma motociclistico, non ci saranno moto nel programma offerto nel 2020 così che gli organizzatori della gara possano raccogliere dati per un'analisi più approfondita".

NEL SOLCO DELLA TRADIZIONE Di fatto non è un addio quello delle moto alla Pikes Peak: "Le moto sono state parte della PPIHC per gli ultimi 29 anni e la loro storia sulla montagna americana affonda le sue origini nella prima edizione del 1916", ha detto Tom Osborne, presidente della Pikes Peak Hillclimb, che continua: "Detto ciò, quella delle moto non è stata una partecipazione annuale: hanno corso 41 delle 97 edizioni. È tempo di rivedere in profondità ogni aspetto della gara, compreso il programma delle moto, e determinare se l'evento debba cambiare". Le decisioni per il futuro verranno annunciate alla fine del 2020.

LA CADUTA Carlin Dunne è mancato a pochi metri dal traguardo, mentre in sella alla sua Ducati Streetfighter V4 stava demolendo il record della gara. Si dice che la sua sia stata una caduta high-side: la ruota posteriore perde aderenza e la riacquista quando la sbandata è troppo accentuata, trasformando la moto in catapulta che scaraventa in aria il pilota. È la caduta più pericolosa e una cronoscalata come la Pikes Peak non concede margine d'errore.

LA MADRE "So per certo che lui stesso non vorrebbe che, in seguito al suo incidente, le motociclette venissero bandite dalla competizione. Vorrebbe che imparassimo da questa tragedia", aveva detto la madre di Carlin appena dopo l'incidente. Vedremo se la sospensione del programma moto sarà solo temporanea e se in futuro sarà possibile rispettare queste volontà.


TAGS: moto pikes peak cronoscalate ducati streetfighter v4 carlin dunne